AGI - Scontri e disordini si sono registrati ieri durante i cortei di protesta contro il carovita in diverse città della Francia, da Parigi a Lione, da Lille a Marsiglia, con 1.200 persone fermate, di cui molti minorenni. BfmTv, citando fonti della polizia, oggi ha reso noto che un manifestante sceso in strada ieri a Parigi è morto per arresto cardiaco. La persona, diu cui si ignorano sesso ed età, è svenuta mentre sfilava su Boulevard Magenta. Trasportata d'urgenza all'ospedale Chateau d'Eau, non ce l'ha fatta.
Le forze dell'ordine non sono andate per il sottile, tanto da essere messe sotto accusa, insieme con il governo, dal leader di estrema sinistra Jean-Luc Melenchon per una gestione dell'ordine pubblico considerata deliberatamente provocatoria e responsabile dei disordini. L'episodio più grave è stato a Saint-Etienne, nel centro del Paese: un manifestante ha perso una mano nell'esplosione di una granata della polizia.
Il numero dei fermati
Ad aggiornare il numero di fermati è stato il premier Sebastien Lecornu che ha parlato di circa 1.200 persone, di cui, come ha reso noto la prefettura della capitale francese. 855 persone a Parigi, un record. Il premier francesce ha assicurato che "sarà fatta giustizia". A mezzanotte, riporta BfmTv, Lecornu è andato a incontrare alcuni agenti insieme con il ministro dell'Interno Laurent Nunez. "Sono venuto a dirvi che vi sosteniamo", ha spiegato. In strada ieri sono scese 800mila persone secondo gli organizzatori - 550mila per il governo - per protestare contro il carovita. Accanto ai cortei pacifici di studenti e gilet gialli, vi sono stati scontri e violenze di infiltrati e black block.
Le accuse sui disordini
Tra i dimostranti, 110mila nella sola Parigi, c'erano "delinquenti e teppisti", ha sottolineato Nunez che prevede danni "estremamente significativi".
La conta dei danni
E oggi si comincia la conta dei danni. In diverse città, vandali e saccheggiatori hanno mandato in frantumi vetrine e fatto razzie in negozi di lusso. Sono persino entrati nella Prefettura di Bordeaux. Ma il bilancio più pesante è a Limoges, dove è stato incendiato e quasi del tutto distrutto il municipio costruito nel 1883. A fuoco anche un ufficio del turismo di Lione, mentre a Marsiglia è stata danneggiata la statua della Marianna all'ingresso del municipio. I sindaci dei comuni più colpiti - Parigi, Lione e Marsiglia - hanno chiesto di essere ricevuti dal premier Lecornu.
Circoscritto l'incendio a Limoges
E' stato circoscritto l'incendio appiccato ieri da teppisti al municipio di Limoges, circa 400 chilometri a sud di Parigi. Lo ha annunciato il prefetto dell'Alta Vienne, Maurice Barate. Le fiamme hanno provocato danni gravissimi, compreso il crollo della torre dell'edificio, costruito 1883 sul modello del Municipio di Parigi. Barate ha puntato dito su "una folla selvaggia" che ha "consapevolmente innescato il fuoco". Diciassette persone, tra cui sette minorenni, sono state fermate.
Polizia di Parigi: violenze da gruppi di estrema sinistra
I disordini e i saccheggi di ieri a Parigi sono stati opera soprattutto di gruppi di estrema sinistra. A sostenerlo è la prefettura di polizia di Parigi. Il 17 ottobre c’è stato un corteo "principale di 110.000 manifestanti, che si è svolto senza grandi incidenti", si legge in una nota diffusa dai media francesi. Allo stesso tempo, "diversi gruppi violenti, in particolare di estrema sinistra, moltiplicavano i tentativi di compiere blocchi, cortei non autorizzati nel centro di Parigi e saccheggi, in particolare nei settori Repubblica/Sebastopoli e Madeleine/Faubourg Saint-Honore'", si spiega nel comunicato. I gruppi violenti, arrivati "alla fine del pomeriggio", erano "insolitamente" più numerosi di quanto si fosse osservato in precedenza, "da 500 a più di 1000 persone", riferisce ancora la polizia, e "il loro obiettivo era esclusivamente commettere furti e saccheggi".