AGI - In caso di attacco verso uno Stato alleato, la Nato si difenderebbe e saprebbe "bloccare" l'avversario, ma l'obiettivo non sarebbe una ulteriore escalation. Lo ha dichiarato il Comandante Supremo della Nato in Europa, Alexus Grynkewich, parlando al forum sulla sicurezza di Varsavia e presentando il "Theory of victory", il quadro strategico-militare della Nato per vincere un eventuale conflitto, anche nel caso di un attacco russo sul fianco orientale.
La Nato: "Nessun interesse a innescare un'escalation"
"Poiché il nostro obiettivo è esclusivamente colpire il sistema che ci sta attaccando, e farlo solo per impedirgli di raggiungere i suoi scopi, non abbiamo né la necessità, né l'interesse a innescare un'escalation", ha detto Grynkewich.
Un potenziale nemico, "di fronte a un'Alleanza unita, forte e pronta, dovrebbe rendersi rapidamente conto che il costo militare di un'escalation sarebbe eccessivo", ha concluso Grynkewich
"L'Alleanza non sarà colta di sorpresa"
"È improbabile che l'Alleanza venga colta di sorpresa. Saremo in grado di individuare un imminente attacco, guadagnando così il tempo necessario per valutarne le intenzioni e dispiegare rapidamente le forze", ha sottolineato ancora Grynkewich.
"Un punto di forza fondamentale della nostra Alleanza è il vantaggio decisionale. Monitoriamo e osserviamo lo scenario operativo grazie a una sofisticata stratificazione di informazioni di intelligence, provenienti da sistemi di raccolta multi-sorgente che forniscono enormi quantità di dati. Utilizziamo tali dati per elaborare analisi cruciali, impiegando algoritmi avanzati per interpretarli. Il risultato fondamentale è una profonda comprensione del contesto strategico e operativo", ha spiegato il comandante Nato.
"Con queste azioni puntiamo alla deterrenza, ma ci prepariamo anche a respingere qualsiasi potenziale attacco, inclusi quelli volti a conquistare e occupare il territorio della Nato come un fatto compiuto. In sintesi, ci prepariamo ad assolvere il nostro compito più sacro: la difesa delle nostre popolazioni e del nostro territorio", ha concluso.
Fondamentale mantenere gli investimenti nella Difesa
"Gli investimenti che stiamo effettuando ora, in particolare quelli nella nostra base industriale, volti non solo a fornire capacità operative ma anche a sostenere uno scontro prolungato, come abbiamo visto in Ucraina negli ultimi anni, sono fondamentali", ha rimarcato ancora il Comandante Supremo della Nato in Europa,
"È importante che i rappresentanti dell'industria presenti comprendano questo punto: non serve solo fornire la capacità iniziale, ma bisogna garantire che essa venga mantenuta nel tempo", ha aggiunto. "Monitoro con grande attenzione le scorte dell'intera Alleanza. Sono molto soddisfatto delle risorse attualmente disponibili e so che continueremo a migliorare", ha concluso.
Warsaw is the right place to be this week! It is a privilege to join the Warsaw Security Forum 2026, and I thank the Casimir Pulaski Foundation, the Ministry of Foreign Affairs and the Ministry of National Defence of the Republic of Poland for convening leaders, soldiers, diplomats and industry from across the Alliance and beyond at such a decisive moment for our security. Few capitals understand better than Warsaw what is at stake. Poland lives on the Alliance's front line, and it has chosen to lead: by investing in its security, by building modern forces and by reminding all of us that deterrence is not an abstraction, but a daily responsibility. The debates and the bilaterals of these two days could not be more timely. We are asking two questions at once: what does Transatlantic security need right now, and what architecture must we build for the decades ahead? The answers are connected. And the challenges are so indisputably clear: Russia's war against #Ukraine continues, hybrid attacks test our resilience below the threshold of conflict, and competition now runs across land, sea, air, space and cyberspace, and from the Euro-Atlantic to the Arctic, the Mediterranean and the Indo-Pacific. In this environment, stability does not come from nostalgia. It comes from credible deterrence, from forces that are ready, equipped and able to move, and from the unity of 32 Allies. And our steadfast support to . That is why SACEUR's Theory of Victory, presented here in Warsaw today, matters so much. Its logic is clear: maintain NATO's advantage, set the conditions now to deter aggression and, if deterrence is ever tested, prevail. Europe is investing in its security on a scale not seen in a generation. The task for us in uniform is to turn that investment into real capability, at speed and together, with North America, because pledges become power only when they become ready brigades, full magazines and resilient societies. A stronger European pillar means a stronger NATO. Tomorrow, I look forward to contributing to two discussions: Rethinking NATO Together: how we adapt the Alliance, share responsibility fairly and deliver on our commitments. A New European Security Architecture ? Is There a Way Back to Strategic Stability?: how deterrence and dialogue can coexist, and what stability can mean in a multipolar, multi-domain world. Bardzo dzi?kuj? ! #WSF2026 #WarsawSecurityForum #WeAreNATO #NATO #Deterrence #TheoryOfVictory #Poland #SlavaUkrani https://t.co/EfdKDHP3gO
— Admiral Giuseppe CAVO DRAGONE - NATO CMC (@CMC_NATO) October 12, 2026
Cavo Dragone, la Polonia è un esempio di deterrenza attiva
"Poche capitali comprendono meglio di Varsavia cosa è in gioco. La Polonia vive sulla linea del fronte dell'Alleanza, e ha scelto di guidare: investendo nella propria sicurezza, costruendo forze moderne e ricordandoci tutti che la deterrenza non è un'astrazione, ma una responsabilità quotidiana". Lo scrive sui social il presidente del Comitato militare della Nato, l'Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone in occasione del Forum sulla Sicurezza in corso a Varsavia.