AGI - L'annuncio personale di Papa Leone XIV sulla necessità di sottoporsi a un intervento per rimuovere un nodulo al polmone riporta alla memoria la storia dei ricoveri dei Pontefici e il legame speciale che unisce il Policlinico Gemelli alla vita della Chiesa contemporanea.
"Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato", ha detto Leone al termine dell'Angelus, spiegando di avere deciso di operarsi seguendo le indicazioni dei medici.
"L'intervento è già programmato nei prossimi giorni", ha aggiunto, affidandosi alle preghiere dei fedeli.
L'ipotesi del ricovero al Gemelli
Non è stata ufficializzata la data del ricovero, anche se si può ipotizzare, esaminando gli appuntamenti settimanali del Pontefice, che una data più probabile potrebbe essere mercoledì 14 ottobre, nel pomeriggio.
Leone infatti mercoledì mattina presiederà la messa a conclusione dell'incontro in Vaticano in occasione del decimo anniversario della pubblicazione dell'Esortazione Apostolica Amoris laetitia.
Un appuntamento al quale il Papa non vuole rinunciare, visto l'invito rivolto ai Capi delle Chiese Orientali e ai presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo.
Il Gemelli, il "Vaticano terzo" di Giovanni Paolo II
Il ricovero al Gemelli, il "Vaticano terzo", come era stato definito da Giovanni Paolo II, riporta alla memoria il precedente più drammatico. Il 13 maggio 1981, Wojty?a fu raggiunto dai colpi di pistola sparati da Mehmet Ali A?ca mentre attraversava piazza San Pietro a bordo della papamobile. Trasportato d'urgenza al Gemelli, fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico durato circa sei ore.
Le sue condizioni apparvero subito gravi, ma il Papa riuscì a superare la fase critica.
Il perdono ad A?ca
Il 17 maggio, ancora ricoverato, si rivolse ai fedeli attraverso un messaggio registrato per il Regina Caeli. Ringraziò quanti pregavano per lui e pronunciò parole destinate a segnare la memoria di quell'attentato: assicurò di avere sinceramente perdonato "il fratello che mi ha colpito".
Il primo ricovero si concluse il 3 giugno, dopo 22 giorni di degenza.
I numerosi ricoveri di Wojty?a
Il 20 giugno Wojty?a dovette tornare in ospedale per un'infezione da citomegalovirus e per un ulteriore intervento. Fu dimesso il 14 agosto. Nel corso del pontificato, Giovanni Paolo II tornò almeno altre dieci volte al Gemelli, compresi alcuni ricoveri in day hospital. Nel luglio 1992 venne ricoverato per l'asportazione di un tumore benigno dell'intestino crasso. Nel novembre 1993 fu ospedalizzato dopo una caduta che gli provocò la lussazione della spalla destra.
Nel 1994 venne operato per una frattura del collo del femore destro. Nel 1996 affrontò invece un intervento per appendicite recidivante. Gli ultimi ricoveri, nel febbraio 2005, furono particolarmente delicati. Una grave infezione respiratoria con laringotracheite acuta e crisi di laringospasmo rese necessario un primo ricovero.
Il 24 febbraio Giovanni Paolo II tornò al Gemelli per un aggravamento delle difficoltà respiratorie e fu sottoposto a una tracheotomia. Dopo la dimissione, le sue condizioni continuarono a destare preoccupazione fino alla morte, avvenuta il 2 aprile 2005.
Benedetto XVI e la scelta della rinuncia
La storia della salute dei Pontefici passa anche attraverso il pontificato di Benedetto XVI, segnato da una diversa modalità di comunicazione. Durante il suo pontificato non vi fu una lunga sequenza di ricoveri al Gemelli. Tra gli episodi più noti vi fu la caduta del luglio 2009 in Valle d'Aosta, che gli provocò una frattura al polso destro.
Il passaggio decisivo arrivò l'11 febbraio 2013, quando Joseph Ratzinger annunciò la rinuncia al ministero petrino. La motivazione fu chiara: l'età avanzata non gli consentiva più di esercitare adeguatamente il ministero affidatogli.
Francesco e i quattro ricoveri al Gemelli
L'annuncio di Leone richiama anche la lunga stagione sanitaria di Papa Francesco.
Bergoglio fu ricoverato al Gemelli quattro volte:
- luglio 2021
- marzo 2023
- giugno 2023
- febbraio 2025
Il primo ricovero fu legato a un intervento programmato per una stenosi diverticolare sintomatica del colon. Nel marzo 2023 venne curato per una bronchite su base infettiva. Nel giugno successivo affrontò un intervento chirurgico all'addome.
Il ricovero più lungo cominciò il 14 febbraio 2025. Una polmonite bilaterale, sviluppatasi in un quadro di infezione respiratoria complessa, costrinse il Pontefice a rimanere al Gemelli per 38 giorni, fino al 23 marzo. La fase più critica fu caratterizzata da crisi respiratorie e dalla necessità di terapie intensive.
Durante la degenza il Papa continuò, quando possibile, a ringraziare i fedeli per le preghiere ricevute.
Una situazione clinica diversa
La vicenda di Francesco non deve essere confusa con quella annunciata oggi da Leone XIV. La Santa Sede non ha infatti reso pubblica una diagnosi definitiva sulla natura del nodulo polmonare individuato nel nuovo Pontefice. Per ora il dato essenziale è che la formazione è stata individuata in fase iniziale e che i medici hanno consigliato la rimozione chirurgica.
La comunicazione diretta ai fedeli
Riprendendo quanto fatto dai suoi predecessori in momenti analoghi, Leone XIV ha scelto di comunicare personalmente la propria situazione sanitaria. "Mi affido alla vostra preghiera", ha detto ai fedeli. Il Gemelli si prepara così a tornare al centro dell'attenzione internazionale.
Come accadde per Wojty?a e Bergoglio, alla dimensione sanitaria si affianca quella umana e spirituale: l'attesa, la vicinanza dei fedeli e la speranza di notizie rassicuranti.
Con Leone XIV, la comunicazione della malattia assume nuovamente una dimensione personale: è il Papa stesso a raccontare ai fedeli la situazione clinica e la decisione di sottoporsi all'intervento.