AGI - La decisione del Comitato di Oslo di conferire il Premio Nobel per la Pace a Navi Pillay ha scatenato una dura reazione sia da parte delle autorità israeliane, sia da parte dell'entourage dell'ex presidente statunitense Donald Trump.
Israele ha espresso una condanna netta, definendo l'assegnazione del premio a Navi Pillay "una grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi anti-israeliani". In una dichiarazione ufficiale, citata dal Times of Israel, il ministero degli Esteri ha attaccato duramente la figura dell'ex alta commissaria ONU, affermando che Pillay sarebbe persino la favorita se esistesse un premio "per le menzogne, l'odio e le accuse infamanti di crimini rituali".
Il ministero ha puntato il dito contro l'operato passato della giurista sudafricana, che in precedenza ha guidato la commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite che ha accusato Israele di genocidio: "Il suo ruolo nell'incessante demonizzazione di Israele, politicamente motivata, e nella diffusione della menzogna del genocidio è eloquente". Il comunicato si conclude con un affondo di eccezionale gravità: "Ora che la commissione per il Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno".
Le critiche di Donald Trump
Polemiche e attacchi sono giunti anche dagli Stati Uniti. Donald Trump ha rilanciato sul proprio profilo Truth Social un post scritto dal suo avvocato David Schoen — già difensore del tycoon nel secondo processo di impeachment —, il quale scaglia una dura invettiva contro il Comitato del Nobel e rivendica contestualmente i meriti del presidente americano per il conseguimento dello stesso riconoscimento.
"Oggi il Comitato del Nobel si è coperto di vergogna in modo irreparabile e ha svilito il Nobel per la pace, un tempo prestigioso, assegnandolo a Navi Pillay dell'Onu", ha dichiarato Schoen. L'avvocato ha accusato Pillay di "odiare apertamente l'America e Israele" e di aver celebrato nel suo ruolo "i terroristi e premiato Hamas". Schoen ha inoltre definito una "farsa" l'indagine condotta da Pillay, sostenendo che la giurista "non ha alcuna credibilità in nessun contesto normale e non ha mai fatto nulla per favorire la pace. Proprio il contrario", richiamando polemicamente anche la passata attribuzione del Nobel a Yasser Arafat.
Il contrasto con l'operato di Trump
La seconda parte del messaggio diffuso da Trump ripercorre invece le conquiste diplomatiche attribuite alla sua leadership politica, contrapponendole alla scelta del Comitato di Oslo.
"Il presidente Trump ci ha dato gli Accordi di Abramo, che il mondo riteneva impossibili, e ora li sta ampliando! Ha riportato a casa gli ostaggi quando tutto sembrava senza speranza!", si legge nel post. Schoen cita inoltre gli sforzi intrapresi per cercare una soluzione alla guerra tra Russia e Ucraina, l'azione per arginare l'Iran e la ricostruzione della Striscia di Gaza "nonostante i tentativi dei terroristi di controllarla". Concludendo il messaggio, l'avvocato ribadisce: "È questo il genere di cose che il Nobel per la pace era destinato a riconoscere e premiare".
Netanyahu, Comitato ha perso la sua bussola morale
"Il comitato per il Premio Nobel ha perso la propria bussola morale", scrive su X il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu. "Ha conferito la sua massima onorificenza a una donna intollerante che ha costruito la propria carriera inventando e diffondendo accuse infamanti - sulla falsariga delle antiche calunnie del sangue - contro l'unico Stato ebraico".
Secondo il primo ministro israeliano, "il 'fiore all'occhiello' di Navi Pillay è stato quello di legittimare un procuratore corrotto, il quale ha fatto proprie le invenzioni della donna contro Israele sperando, unendosi al suo fanatico 'tribunale del linciaggio', di sfuggire a un'accusa di stupro.
"Karim Khan - accusato dai suoi stessi collaboratori della Corte Penale Internazionale di stupro e molestie sessuali - ha sfruttato le menzogne della Pillay per costruire un caso fasullo contro Israele. La Pillay ha fornito le menzogne; Khan le ha trasformate in un'arma. E ora, i membri del Comitato Nobel - in preda a un grave errore di giudizio - rendono omaggio alla donna che ha alimentato questa demonizzazione degli ebrei e questa parodia della giustizia".