AGI - Nella notte, il capo dell'organo di governo dello Yemen, Rashad al-Alimi, ha annunciato l'avvio di operazioni militari per riconquistare il territorio ancora controllato dagli Houthi nel Paese.
Il principale negoziatore iraniano afferma che "l'era dello spreco di tempo e delle richieste impositive è finita" e che gli Stati Uniti devono soddisfare le sette condizioni concordate nell'accordo di Islamabad di giugno.
La risposta degli Houthi
Yahya Saree, portavoce degli Houthi yemeniti, ha dichiarato che il gruppo ha respinto due F-15 sauditi nello spazio aereo di Taiz utilizzando missili terra-aria.In un messaggio su Telegram, Saree ha anche affermato che l'Arabia Saudita ha lanciato un totale di 106 raid aerei sullo Yemen domenica, utilizzando sia aerei che missili terra-aria, prendendo di mira la capitale Sana'a e i governatorati di Al-Jawf, Taiz, Amran, Hajjah e Sa'dah.
L'esercito attacca le postazioni Houthi a Bab el-Mandeb
La coalizione a guida saudita che combatte gli Houthi ha annunciato la sua adesione all'offensiva lanciata ieri dal governo yemenita per riconquistare il territorio occupato dai miliziani filo-iraniani. Una fonte del settore energetico saudita ha intanto segnalato l'interruzione del trasporto di petrolio attraverso l'oleodotto Est-Ovest a seguito di un attacco avvenuto ieri nella parte orientale del regno, rivendicato dagli Houthi.
Dalla ripresa delle ostilità in Yemen a luglio, dopo anni di relativa calma, il governo riconosciuto a livello internazionale ha faticato a fermare l'avanzata degli Houthi. A settembre, gli insorti sciiti hanno preso il controllo della costa del Mar Rosso con un'offensiva fulminea e da domenica assediano Taiz, la terza citta' piu' grande del paese.
"Cento aerei da combattimento hanno partecipato all'offensiva dell'alba e sono stati distrutti 324 obiettivi di alto valore", ha dichiarato a X il portavoce della coalizione, il generale Turki al-Maliki. L'alleanza sta inoltre fornendo protezione aerea allo Stretto di Bab el-Mandeb. Gli Houthi hanno rafforzato il mese scorso il loro controllo sullo stretto, la cui importanza è aumentata dopo che l'Iran ha imposto severe restrizioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz, dall'altra parte della penisola arabica, in seguito agli attacchi israelo-statunitensi iniziati lo scorso febbraio. Oltre all'offensiva in Yemen, gli Houthi attaccano regolarmente la vicina Arabia Saudita e le sue infrastrutture petrolifere. "L'oleodotto Est-Ovest è stato attaccato di nuovo ieri", ha spiegato la fonte saudita, "una stazione di pompaggio situata a Khurais, a est di Riyadh, è stata colpita... I danni sono ingenti e il pompaggio e' stato nuovamente interrotto".
Questo oleodotto, che permette all'Arabia Saudita di trasportare il suo petrolio dalla parte orientale del regno al Mar Rosso aggirando lo Stretto di Hormuz, era gia' stato chiuso dall'11 al 22 settembre. L'infrastruttura è diventata cruciale per l'Arabia Saudita, il principale esportatore mondiale di petrolio greggio, da quando Teheran ha bloccato lo Stretto di Hormuz. Ieri gli Houthi hanno rivendicato l'attacco a siti appartenenti al colosso petrolifero Aramco a Riad e nella regione petrolifera di Khurais, nella parte orientale del regno, utilizzando missili balistici e droni.
In Yemen, le forze governative hanno annunciato di aver condotto "1.122 attacchi" contro gli Houthi nelle regioni di Saada, Al-Jawf, Taiz e lungo la costa occidentale. Il canale televisivo Al-Masirah, affiliato agli Houthi, ha confermato i raid aerei nella regione di Saada, roccaforte del movimento. Le operazioni hanno portato alla "neutralizzazione di 1.747 membri delle milizie e alla distruzione o al danneggiamento di 364 veicoli e mezzi militari", ha dichiarato il portavoce delle forze governative Majid al-Nazili, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Saba
Nazili ha poi affermato su X che le sue forze avevano preso il controllo dell'aeroporto di Dhubab, una piccola citta' costiera vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, e interrotto la strada che conduce al porto di Mokha, recentemente caduto in mano agli Houthi. Una fonte militare interna al movimento filo-iraniano, citata dai media Houthi, ha negato qualsiasi avanzata delle forze governative nella zona. Ieri i miliziani sciiti hanno interrotto un'importante strada che collega Taiz ad Aden, sede del governo riconosciuto a livello internazionale.
L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha infine segnalato ieri sera "diverse esplosioni" vicino a una petroliera al largo della citta' yemenita di Mokha. "L'equipaggio è al sicuro e non sono stati segnalati danni ambientali", ha dichiarato l'agenzia.
Raid sauditi a Sanaa uccidono almeno due donne
Almeno due donne, tra cui una bambina, sono rimaste uccise a Sanaa in raid aerei attribuiti alla coalizione militare a guida saudita. Lo hanno riferito i ribelli Houthi, poco dopo che le forze fedeli al governo yemenita riconosciuto a livello internazionale avevano annunciato un "attacco strategico" contro la capitale.
Il portavoce del ministero della Salute degli Houthi, Anees al-Asbahi, ha riferito che sette persone sono rimaste ferite negli attacchi aerei lanciati contro le periferie di Sanaa. Al-Asbahi ha dichiarato che un "raid aereo saudita contro un taxi collettivo nel villaggio di Al-Ishash, nel quartiere di Sawan a nord-est di Sanaa, ha ucciso una ragazzina e ferito sette persone", mentre un altro attacco contro una fattoria a sud-est di Sanaa ha causato la morte di una donna. La coalizione militare non ha ancora commentato la notizia.
Queste vittime civili sono le prime segnalate dall'inizio dell'"operazione di attacco strategico contro Sanaa", annunciata dal portavoce delle forze armate yemenite, il maggiore generale Majid al-Nuzaili. La campagna, denominata "Alba dello Yemen" e lanciata dal governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, e' gia' riuscita, in un solo giorno, a riconquistare l'area dello stretto di Bab el-Mandeb, di cui gli Houthi avevano preso il controllo il mese scorso. Gli insorti non hanno ancora commentato le perdite.
Le forze Houthi hanno assunto il controllo di Sanaa nel settembre 2014, dopo diversi giorni di scontri e la resa delle truppe governative; hanno quindi formato un governo di unita' nazionale, mentre l'esecutivo riconosciuto a livello internazionale e' andato in esilio ad Aden - la capitale amministrativa - e in Arabia Saudita; quest'ultimo Paese e' intervenuto in Yemen nel marzo 2015 guidando una coalizione militare per combattere gli insorti.