AGI - Il film NAZA "presenta un quadro distorto, fuorviante e ingannevole del processo di pianificazione e attacco delle Forze di Difesa Israeliane". È quanto sostengono le stesse IDF che hanno pubblicato una risposta di 10 pagine al film incentrato sulle accuse secondo cui Israele avrebbe ucciso intenzionalmente decine di migliaia di civili nella Striscia di Gaza utilizzando l'intelligenza artificiale.
Nella sua risposta, pubblicata dai media israeliani, l'esercito afferma che il film "presenta un quadro distorto, fuorviante e ingannevole del processo di pianificazione e attacco delle Forze di Difesa Israeliane" e che la narrazione del film "si basa su errori fattuali sostanziali derivanti da rappresentazioni manipolative della realtà". Secondo l'esercito israeliano, contrariamente a quanto sostenuto nel film, le direttive vincolanti delle IDF "distinguono in modo esplicito, completo e chiaro tra militari e civili non coinvolti a Gaza", e che le procedure per gli attacchi "si basano fondamentalmente su questa distinzione, vietano di dirigere intenzionalmente attacchi contro i civili e richiedono di ridurre al minimo, nella misura del possibile, la possibilità di danni nei loro confronti".
For the full IDF response to the film ?NAZA?: https://t.co/VvbsObvnFA
— Israel Defense Forces (@IDF) October 1, 2026
Le Forze di Difesa Israeliane negano di avere "mai pianificato, approvato o effettuato alcun attacco a Gaza in cui si prevedesse la morte di 500 civili o di un numero simile", accusa sollevata nel film, aggiungendo che "né alcuno ha mai seriamente affermato che un attacco delle IDF abbia causato morti di tale portata o di un numero simile".
La precisazione sull'uso dell'intelligenza artificiale e del sistema Lavender
In merito alle accuse di utilizzo dell'intelligenza artificiale per selezionare gli obiettivi e approvare gli attacchi, le IDF affermano che "l'intelligenza artificiale non ha mai selezionato autonomamente gli obiettivi da colpire" e che "l'identificazione degli obiettivi da colpire è effettuata esclusivamente da ufficiali dell'intelligence autorizzati, gli attacchi sono pianificati da professionisti competenti e la decisione di colpire o meno è presa dai comandanti operativi".
L'esercito afferma inoltre che le sue direttive "non hanno mai concesso l'autorizzazione automatica per attacchi contro obiettivi che mettono a rischio un numero fisso di civili", come ad esempio 20 civili in un attacco contro un ufficiale di basso rango o 200 civili in un attacco contro un comandante di alto grado, come sostenuto nel film. Riguardo a Lavender, descritto nel film come uno strumento utilizzato dalle Forze di Difesa Israeliane per identificare i membri di Hamas e raccomandarli per gli attacchi, i militari affermano che Lavender "non è un database di obiettivi approvati per gli attacchi, ma un database che assiste gli analisti dell'intelligence".
Evacuazioni e valutazione dei danni ai civili
In merito alle accuse secondo cui le IDF avrebbero effettuato attacchi in aree dopo aver emesso avvisi di evacuazione, anche in presenza di civili, l'esercito afferma che le sue direttive "non consentono che un avviso di evacuazione per una determinata area venga interpretato come un'autorizzazione a effettuare attacchi in quella zona ignorando i civili che vi rimangono". Contrariamente a quanto sostenuto nel film, continua il documento, le IDF "non ignorano le conseguenze dei loro attacchi, ma agiscono per valutarle, anche in relazione ai danni involontari arrecati ai civili", aggiungendo che "queste valutazioni hanno portato alla revisione di centinaia di incidenti avvenuti durante le ostilità e forniscono una base per trarre insegnamenti".
Contestazioni sulla verifica dei fatti e sul contesto del conflitto
"Se i registi avessero condotto un'adeguata verifica e una conferma dei fatti in buona fede, come richiesto dagli standard professionali, avrebbero potuto individuare gli errori sostanziali presentati nel film. Il risultato finale dimostra che non lo hanno fatto", afferma l'esercito. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che molti errori presenti nel film derivano dal fatto che "gli intervistati, descritti come ex membri dell'intelligence delle IDF, si riferiscono solitamente solo alle fasi iniziali e limitate dell'attività di intelligence, anziché al processo molto più ampio di pianificazione e approvazione degli attacchi".
Le Forze di Difesa Israeliane accusano i registi di non aver mostrato "molti degli altri individui coinvolti nell'intero processo di individuazione degli obiettivi", tra cui "coloro che sono responsabili della pianificazione volta a mitigare i danni ai civili, i consulenti legali che esaminano gli attacchi proposti e i comandanti responsabili della loro approvazione o del loro rifiuto".
"Per adattarsi alla narrazione che il film intende promuovere, i registi omettono anche il contesto essenziale per comprendere la guerra a Gaza e la condotta delle Forze di Difesa Israeliane durante la guerra stessa", afferma l'esercito, aggiungendo che il film "non dà il giusto peso alle ragioni di sicurezza di Israele per operare a Gaza e al massacro del 7 ottobre; alla strategia deliberata di Hamas di infiltrarsi nella popolazione civile, che è la causa principale dei danni subiti dai civili; o alle innumerevoli azioni e metodi impiegati dalle IDF per mitigare i danni ai civili, tra cui avvertimenti prima degli attacchi, selezione delle munizioni e pianificazione adeguata degli attacchi, facilitazione degli aiuti umanitari e altro ancora".