AGI - Tre fratelli, più di quattromila chilometri e otto mesi attraverso lo Zambia alla ricerca di un nuovo territorio e di compagne. È il viaggio record compiuto da tre licaoni africani, protagonisti della più lunga dispersione mai documentata per un mammifero del continente.
A ricostruirne il percorso è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Ecology da un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Scott Creel, della Montana State University e dello Zambian Carnivore Programme. I tre animali hanno percorso complessivamente 4.126 chilometri, attraversando alcune delle aree naturali più importanti dello Zambia ma anche strade, fiumi, zone agricole, insediamenti e territori fortemente modificati dalla presenza dell'uomo.
Lo studio non racconta e testimonia però soltanto un record di distanza. Per i ricercatori, il viaggio offre una fotografia rara di come si muovono i grandi carnivori africani quando lasciano il proprio gruppo di origine e devono attraversare paesaggi sempre più frammentati. Mostra anche che popolazioni di licaoni considerate molto distanti possono essere ancora collegate tra loro attraverso corridoi naturali che passano ben oltre i confini dei parchi nazionali.
Perché i tre licaoni hanno lasciato il branco
I licaoni africani, Lycaon pictus, vivono in gruppi con una struttura sociale molto complessa. Sono animali fortemente cooperativi: cacciano insieme, allevano collettivamente i cuccioli e dipendono dal branco per la sopravvivenza. Ma proprio questa struttura impone a molti giovani adulti di partire. In genere soltanto una coppia dominante si riproduce. Gli altri membri del branco possono restare contribuendo alla crescita dei piccoli oppure, raggiunta una certa età, disperdersi alla ricerca di individui non imparentati con cui formare un nuovo gruppo. È quello che è accaduto ai tre maschi del branco Mayukuyuku, nel Kafue National Park, nell'ovest dello Zambia. Avevano circa tre anni quando, nel luglio 2025, hanno lasciato il territorio in cui erano nati.
Circa due settimane prima erano partite anche quattro femmine coetanee dello stesso branco. In una popolazione numerosa e con molti fratelli della stessa generazione, le probabilità di trovare opportunità riproduttive restando all'interno del gruppo erano ridotte. La dispersione diventava quindi una tappa quasi obbligata. Per gli scienziati è una fase particolarmente delicata nella vita dei licaoni. Fuori dal territorio conosciuto, gli animali perdono la protezione del branco e devono affrontare rischi molto maggiori: scarsità di cibo, incontri con altri predatori, territori controllati da gruppi rivali e, soprattutto, infrastrutture e attività umane.
Otto mesi attraverso lo Zambia, il viaggio dei Licaoni
Grazie ai collari GPS, i ricercatori hanno potuto seguire quasi passo dopo passo gli spostamenti dei tre fratelli. Dal Kafue National Park hanno iniziato a muoversi verso est, attraversando una parte enorme dello Zambia. Il loro percorso non è stato lineare. In più occasioni gli animali hanno cambiato direzione, deviato davanti a ostacoli naturali o artificiali e percorso centinaia di chilometri senza trovare un luogo adatto nel quale stabilirsi. Sono passati vicino a grandi centri urbani come Kabwe, Kitwe e Ndola, hanno attraversato aree agricole e minerarie, superato grandi strade e corsi d'acqua e aggirato zone densamente popolate.
Lo studio mostra che, quando si trovavano fuori dalle aree protette, i licaoni tendevano a muoversi più rapidamente e seguendo traiettorie più dirette. Un comportamento che i ricercatori interpretano come una possibile strategia per ridurre il tempo trascorso nei territori più pericolosi.
In questi paesaggi gli animali incontrano infatti una serie di ostacoli che non esistono, o sono molto meno frequenti, all'interno dei parchi: traffico stradale, recinzioni, presenza di bestiame, trappole per la selvaggina e conflitti con le comunità locali. Dopo otto mesi, i tre fratelli avevano accumulato oltre 4mila chilometri di percorso. La distanza massima tra il punto di partenza e quello raggiunto è naturalmente molto inferiore, perché il tragitto comprende deviazioni, ritorni e lunghi spostamenti laterali. È proprio il dato cumulativo, però, a rendere il viaggio eccezionale. Alla fine i tre sono arrivati nell'area della Luano Game Management Area, collegata all'ecosistema della Luangwa Valley, nell'est dello Zambia. Secondo Reuters, il loro è il più lungo movimento di dispersione mai registrato per un mammifero africano.
Quasi 10 mila chilometri, viaggio record
I tre fratelli non sono gli unici protagonisti dello studio. Gli scienziati hanno monitorato quattro diversi gruppi di licaoni in dispersione che, messi insieme, hanno percorso 9.863 chilometri. La ricerca offre quindi uno dei set di dati più dettagliati mai raccolti sui movimenti della specie al di fuori dei territori abituali. Il punto centrale è proprio questo: la maggior parte delle conoscenze sui licaoni deriva dall'osservazione dei branchi all'interno delle aree protette. Molto meno si sa di quello che accade quando giovani maschi e femmine le abbandonano e si spingono per centinaia o migliaia di chilometri attraverso zone dominate dall'uomo.
Eppure è proprio la dispersione a permettere alle popolazioni di restare geneticamente collegate. Senza questi spostamenti, i singoli gruppi rischiano di diventare progressivamente isolati.
L'incontro inatteso con le "sorelle"
Nel viaggio dei tre fratelli c'è anche un episodio che sembra costruito per un documentario. Circa due mesi dopo la partenza, nella regione mineraria della Copperbelt, i tre maschi hanno incontrato un altro gruppo di licaoni proveniente dallo stesso branco: alcune delle femmine che avevano lasciato Mayukuyuku poco prima di loro.
L'incontro è avvenuto il 18 e il 19 settembre 2025. A quel punto i due gruppi avevano già percorso distanze enormi: 1.203 chilometri i maschi e 1.404 chilometri le femmine. Per circa un giorno sono rimasti insieme. Poi si sono separati di nuovo e hanno proseguito in direzioni differenti. La separazione non è sorprendente dal punto di vista biologico. Essendo strettamente imparentati, i due gruppi non rappresentavano una possibile soluzione riproduttiva l'uno per l'altro. Per formare nuovi branchi dovevano continuare a cercare individui estranei alla loro famiglia.
Il destino delle femmine è stato però molto più duro. Secondo quanto riportato dal Guardian sulla base dei dati dei ricercatori, due sono morte durante il viaggio, probabilmente dopo essere finite nelle trappole metalliche utilizzate per la caccia alla selvaggina. È uno dei rischi più frequenti per i licaoni quando escono dalle aree protette.
I licaoni sono una specie in pericolo
Il licaone africano è classificato come specie in pericolo. La popolazione globale adulta viene stimata intorno a 6.600 individui, distribuiti in circa 39 popolazioni. Un numero molto basso per una specie che in passato occupava gran parte dell'Africa subsahariana.
Le cause del declino sono numerose. La perdita e la frammentazione dell'habitat riducono lo spazio disponibile e rendono più difficili gli spostamenti tra popolazioni. Le malattie trasmesse dai cani domestici, come rabbia e cimurro, possono colpire interi branchi. A questo si aggiungono gli incidenti stradali, i conflitti con allevatori e comunità locali e le trappole destinate alla cosiddetta bushmeat, nelle quali i licaoni possono rimanere uccisi anche quando non sono il bersaglio dei cacciatori.
Il problema è particolarmente evidente fuori dai parchi. Le grandi aree protette africane rappresentano rifugi fondamentali, ma da sole non bastano per specie che possono percorrere centinaia o migliaia di chilometri. Se i territori che le separano diventano invalicabili, anche le popolazioni apparentemente ben protette rischiano di restare isolate.
Lo Zambia e la pressione dell'uomo
Lo Zambia è uno dei Paesi più importanti per la conservazione dei grandi carnivori africani. Circa il 40% del territorio nazionale è sottoposto a qualche forma di protezione ambientale, ma la pressione demografica e lo sviluppo delle infrastrutture stanno cambiando rapidamente il paesaggio. Secondo i dati citati da Reuters, la popolazione umana del Paese è cresciuta di circa il 50% dal 2010.
Nuove strade, città, miniere, aree agricole e insediamenti finiscono inevitabilmente per intersecare i percorsi utilizzati dalla fauna selvatica. Il viaggio dei tre fratelli mostra però che, almeno in alcuni casi, questi collegamenti non sono ancora stati completamente spezzati. I licaoni sono riusciti a spostarsi dal sistema del Kafue fino a quello della Luangwa attraversando aree che non erano state progettate come corridoi faunistici e che comprendono territori densamente abitati.
È questo il risultato più importante dello studio. Per Scott Creel, autore principale della ricerca, i dati mostrano che popolazioni considerate molto lontane potrebbero essere ancora biologicamente connesse. Dopo oltre trent'anni trascorsi a studiare la specie, Creel ha spiegato di non essersi aspettato che alcune delle principali popolazioni di licaoni dell'Africa orientale e meridionale potessero risultare ancora collegate in questo modo. La scoperta cambia in parte la prospettiva della conservazione. Proteggere un singolo parco nazionale non significa necessariamente proteggere una popolazione nel lungo periodo. Per specie che si muovono su distanze così grandi è fondamentale preservare anche gli spazi che collegano tra loro le aree protette.
"I cani ci stanno mostrando che la connettività funziona ancora", ha spiegato Matt Becker, responsabile dello Zambian Carnivore Programme. La questione non riguarda soltanto i licaoni. Gli stessi corridoi possono essere utilizzati da elefanti, leoni, leopardi e molte altre specie.