AGI - La Norvegia sta valutando una legge che vieti il commercio con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania con pene fino a tre anni di carcere.
Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide, all'emittente pubblica Nrk, sottolineando che le argomentazioni a favore "si sono rafforzate ulteriormente perché la situazione in Cisgiordania è peggiorata ancora di più".
La misura negli altri Paesi
Il capo della diplomazia di Oslo ha aggiunto che "molti altri Paesi stanno ora adottando la stessa linea. La settimana scorsa Regno Unito ha annunciato un pacchetto di sanzioni ad ampio raggio contro le colonie in Cisgiordania e altri 11 Paesi (Norvegia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia) hanno espresso l'intenzione di adottare o sostenere misure analoghe.
Il volume degli scambi commerciali tra la Norvegia e gli insediamenti non è ingente, ha osservato Eide, precisando che "i prodotti in questione includono, ad esempio, vino e alcuni articoli agricoli".
La reazione: "Minati gli sforzi per raggiungere soluzioni pacifiche"
La risposta dell'ambasciata israeliana a Oslo è stata dura e ha criticato con forza la possibile misura, definendo la "proposta di criminalizzare il commercio" come "l'ultimo esempio dell'ossessivo attivismo anti-israeliano del ministro degli Esteri norvegese sulla scena globale".
"La Norvegia ha scelto ripetutamente di sacrificare le proprie relazioni bilaterali con Israele a favore di una retorica unilaterale e di azioni ostili che servono interessi locali, minano gli sforzi per raggiungere soluzioni pacifiche e sono completamente avulse dalla realtà del Medio Oriente", si legge nella dichiarazione del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar.