AGI - Un terzo del territorio di Hong Kong, tra villaggi, paludi e terreni agricoli, sarà trasformato per ospitare un grande polo tecnologico capace, secondo le previsioni del governo locale, di creare 650 mila posti di lavoro e offrire alloggi a 2,5 milioni di persone. Il progetto della "Northern Metropolis", presentato come una Silicon Valley hongkonghese, comporterà però la demolizione di almeno 25 villaggi e suscita preoccupazioni per il suo impatto ambientale, sociale e finanziario.
Il nuovo polo dovrebbe estendersi su 30mila ettari e rafforzare i collegamenti tra le regioni amministrative speciali cinesi di Hong Kong e Macao e nove città della Cina continentale. Le autorità lo considerano un "nuovo motore economico" e stimano che entro vent’anni possa generare il 13% del Pil di Hong Kong. Il costo previsto è di almeno 24,6 miliardi di euro secondo il governo, mentre l’agenzia di rating S&P lo valuta in oltre 39,5 miliardi. Ambientalisti e organizzazioni non governative avvertono tuttavia delle conseguenze per la fauna, la flora, le comunità locali e le finanze pubbliche.
Le critiche all’impatto ambientale
"Se si costruisce una nuova città in un luogo finora ben preservato, l’impatto sarà inevitabilmente molto distruttivo, indipendentemente dalle misure adottate per attenuarlo", ha affermato Brian Wong della Liber Research Community, Ong specializzata nelle questioni fondiarie. "È davvero necessario costruire su una scala così grande?", ha chiesto.
I villaggi destinati alla demolizione
Diversi dipartimenti del governo locale hanno dichiarato di voler integrare alcune aree rurali nel piano urbanistico. Le abitazioni ancestrali, come quella del pensionato Chan Yuk-tong, non avrebbero però un valore culturale sufficiente per essere preservate. Chan, 71 anni, sperava di trascorrere il resto della vita nella casa di mattoni del villaggio nel quale è cresciuto. Ora si prepara ad abbandonarla per lasciare spazio alla nuova area tecnologica. "Non sopporto di dovermene andare. Se il governo non sviluppasse quest’area, probabilmente vi trascorrerei il resto della mia vita", ha raccontato mentre raccoglieva i propri effetti personali nel cortile.
L’integrazione di Hong Kong nella Cina
I piani per una maggiore integrazione di Hong Kong nella Cina hanno incontrato a lungo l’opposizione nell’ex colonia britannica. Le voci contrarie sono state però silenziate dalla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel 2020, dopo le grandi manifestazioni a favore della democrazia. La legge ha "effettivamente posto fine al principio ‘un Paese, due sistemi’, che garantiva a Hong Kong un elevato grado di autonomia", ha osservato Steve Tsang, direttore del Soas China Institute. "Una maggiore integrazione dovrebbe quindi logicamente seguire", ha aggiunto.
La concorrenza dei poli tecnologici cinesi
Il progetto nasce mentre nella Cina continentale poli tecnologici come quello di Hangzhou, sede di Alibaba, si sviluppano più rapidamente grazie agli ingenti investimenti di aziende dell’intelligenza artificiale come DeepSeek e Unitree Robotics. Secondo l’economista di Natixis Gary Ng, Hong Kong è diventata "meno rilevante per le ambizioni tecnologiche nazionali della Cina". La Northern Metropolis potrebbe però offrire a Pechino un migliore accesso ai collegamenti internazionali, a un mercato finanziario sviluppato e alla ricerca universitaria.
Le demolizioni sono già cominciate
Il mese scorso, la prima grande vendita di terreni della Northern Metropolis è stata aggiudicata a un consorzio di sei aziende, tra le quali il colosso cinese del commercio elettronico JD.com. Nell’area in cui vive Chan saranno costruiti alloggi e un centro logistico. Alcune demolizioni sono già cominciate. Niki So, 42 anni, ha assistito alla distruzione della propria casa. Nel villaggio sono rimaste soltanto macerie e tracce dei mezzi da cantiere, mentre in lontananza sorgono nuovi grattacieli. La donna ha ricevuto come risarcimento un alloggio popolare, ma sente la mancanza del villaggio e dei suoi vicini. "Spero che il progetto proceda bene e abbia successo", ha dichiarato. "Se le cose non andranno come previsto, credo che il sacrificio del villaggio sarà stato davvero deplorevole".