AGI - La Tour Eiffel riapre oggi dopo essere rimasta chiusa per l'intera giornata di ieri a causa dello sciopero dei dipendenti, "scioccati" per l'esclusione delle lavoratrici durante la visita al monumento di una delegazione di un movimento religioso indù. Poco prima delle 9.30 di stamattina i visitatori passavano i controlli di sicurezza ai piedi della Dama di ferro, mentre sul sito ufficiale il monumento veniva indicato come "aperto oggi". Il gruppo religioso ha presentato le proprie scuse, pur ridimensionando la portata delle accuse.
Al centro della polemica c'è il Bochasanwasi Akshar Purushottam Swaminarayan Sanstha (Baps), movimento spirituale indù criticato da una parte della diaspora indiana per le sue posizioni considerate particolarmente conservatrici e nazionaliste. Domenica il movimento ha consacrato il suo primo grande tempio in Francia, a Bussy-Saint-Georges, vicino Parigi, presentandolo come un emblema della cultura indiana e dell'induismo. Il giorno precedente una sua delegazione aveva visitato la Tour Eiffel. Lunedì il personale si è mobilitato, denunciando "consegne" ricevute che avevano portato all'esclusione delle dipendenti durante la visita, ed è stato ricevuto dalla direzione.
Lo sciopero dei dipendenti
In un comunicato trasmesso al sindacato Cgt, il personale ha denunciato "istruzioni professionali che hanno portato le lavoratrici a essere escluse, sostituite e rese invisibili a causa del loro sesso". Alcune dipendenti sono state invitate a lasciare la propria postazione e a ritirarsi in alcuni locali, in certi casi sostituite da uomini, e a tutte è stata data indicazione di non attraversare determinate zone durante la presenza della delegazione. I lavoratori hanno definito la situazione grave e contraria ai valori di uguaglianza e non discriminazione. La chiusura di lunedì è stata descritta come un movimento spontaneo di protesta da Diane Davoine, segretaria del comitato aziendale della Tour Eiffel ed esponente della Cgt, che ha chiesto risposte e regole chiare affinché l'episodio non si ripeta.
La risposta della società che dirige la Tour Eiffel
La società che gestisce la Tour Eiffel (Sete) ha riconosciuto che la delegazione indù aveva chiesto di organizzare la visita limitando le interazioni con le donne, e ha ammesso che queste condizioni non avrebbero dovuto essere accettate, promettendo di trarne tutte le conseguenze. La Sete ha aggiunto di rammaricarsi profondamente per l'accaduto e di aver presentato le proprie scuse al personale e ai visitatori. Il presidente della società, Ariel Weil, sindaco socialista di Parigi Centro, ha riaffermato l'attaccamento della Tour Eiffel ai valori repubblicani e alla parità tra uomini e donne, promettendo di fare luce sui fatti. Il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, ha annunciato un'indagine nel più breve tempo possibile.
Il caso ha suscitato reazioni nel governo e tra i candidati alla presidenziale francese. La ministra per la Parità tra donne e uomini, Aurore Bergé, ha dichiarato che in Francia non si chiede alle donne di farsi da parte e che nessun dogma o religione è superiore alle leggi della Repubblica. Sulla stessa linea la candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen, secondo cui la Francia non accetterà mai che la presenza delle donne venga limitata. L'ex premier Gabriel Attal ha affermato che in Francia nessuna cultura, credo o culto può dettare alle donne il proprio posto.
Le scuse del movimento Baps alle lavoratrici
Il Baps ha dichiarato che, per quanto di sua conoscenza, in nessun momento l'accesso al monumento è stato negato a qualcuno, pur presentando scuse a chiunque possa essere rimasto ferito o turbato dalla vicenda. Il movimento è vicino al premier indiano Narendra Modi, di orientamento conservatore e nazionalista. La sua presenza in Francia resta contestata da una parte della diaspora indiana: l'associazione Indian Alliance Paris ha descritto l'inaugurazione del nuovo tempio come una nuova offensiva del suprematismo indù, accusando il movimento di promuovere una visione del mondo conservatrice e indù-nazionalista.