AGI - Quando recentemente lo Spiegel lo ha definito "l'uomo più pericoloso della Germania", Ulrich Siegmund ha risposto distribuendo ai suoi sostenitori copie autografate della rivista. Un gesto nello stile del 35enne, volto sorridente e giovanile dell'estrema destra tedesca, che alle elezioni di domenica punta a portare l'Alternative für Deutschland (AfD) al primo posto in Sassonia-Anhalt e a diventare il primo presidente di un Land espresso dall'AfD.
La campagna elettorale e il consenso crescente
Negli ultimi mesi Siegmund è apparso inarrestabile, accolto da folle di sostenitori ai "picnic per le famiglie", agli appuntamenti elettorali e alle uscite in motocicletta organizzate dal partito nell'est della Germania. "È come un buon amico", ha raccontato all'Afp un simpatizzante di 19 anni mentre il candidato posava per i selfie accanto alle bancarelle che vendevano magliette e tazze con la sua immagine.
Con centinaia di migliaia di follower su TikTok, Instagram e altre piattaforme, Siegmund rappresenta per l'AfD un volto più rassicurante e comunicativo rispetto a quello di un partito conosciuto soprattutto per la retorica anti-establishment. Dietro i sorrisi e i brindisi con la birra, avvertono però i suoi critici, rimangono posizioni radicali. Tra queste, la promessa di espellere i migranti irregolari "dal primo minuto", che ha suscitato timori tra molti residenti di origine straniera.
Le polemiche e le accuse di estremismo
L'intelligence interna tedesca considera "estremista di destra" la sezione dell'AfD rappresentata da Siegmund e ne segnala i legami con gruppi e centri studi etnonazionalisti. Il politico partecipò inoltre alla riunione segreta organizzata nel 2023 vicino a Berlino, durante la quale attivisti dell'estrema destra discussero un piano di "remigrazione" per espellere milioni di persone con origini migratorie.
La vicenda gli costò la presidenza di una commissione del Parlamento regionale, ma Siegmund ha successivamente liquidato quell'incontro come un semplice "Kaffeeklatsch", una conversazione informale davanti a un caffè. Diversi suoi collaboratori e colleghi di partito hanno inoltre militato nella Heimattreue Deutsche Jugend, organizzazione neonazista poi messa al bando.
"Sono persone eccellenti e hanno una fedina penale completamente pulita. Non mi interessa quello che è successo 20 o 25 anni fa", ha dichiarato Siegmund al quotidiano Welt. Quando l'AfD è stata accusata di nepotismo, è emerso anche che suo padre aveva lavorato per un deputato del partito al Bundestag. Per il candidato si tratta ormai di "una vecchia storia", irrilevante rispetto all'obiettivo di "fare la storia" domenica.
Le origini e la carriera politica
Nato in Sassonia-Anhalt il 25 ottobre 1990, circa tre settimane dopo la riunificazione tedesca, Siegmund è cresciuto nella cittadina di Tangermünde, dove vive ancora con la moglie e la figlia. Ha studiato psicologia aziendale e amministrazione e fondato una piccola società che commercializza deodoranti per ambienti.
Il suo percorso politico è iniziato nella conservatrice Cdu, prima del passaggio nel 2014 all'AfD, nata inizialmente contro i salvataggi finanziari dell'eurozona e poi concentratasi soprattutto sull'immigrazione. Siegmund è entrato nel Parlamento regionale nel marzo 2016 e cinque anni dopo è diventato copresidente del gruppo dell'AfD. È stato scelto come candidato alla guida del Land con il 97% dei voti.
L'AfD è diventata nel frattempo la principale forza politica nella Germania orientale, intercettando il malcontento di quanti si sentono ancora cittadini di seconda classe in una regione che continua a essere più povera dell'ovest e con minori opportunità lavorative.
Il programma per la Sassonia-Anhalt
In caso di vittoria, Siegmund promette misure radicali per rendere la Sassonia-Anhalt meno multiculturale, meno "woke", più favorevole alle famiglie e apertamente patriottica. Il candidato sostiene che il suo programma potrebbe convincere i tedeschi emigrati a tornare e contribuire al rilancio di un'economia stagnante.
"Il governo attuale punta esclusivamente sull'immigrazione", ha detto all'Afp. "Possiamo vedere dove ci ha portati. Non vogliamo più che le cose continuino in questo modo".