AGI - Dopo più di 60 anni, la Danimarca ha riconosciuto un risarcimento di 300 mila corone danesi (circa 47 mila dollari) alle donne groenlandesi in passato 'costrette' dal governo di Copenaghen a non procreare.
Secondo quanto riportato dal New York Times, per decenni, l'esecutivo danese ha impiantato dispositivi intrauterini nelle donne groenlandesi - alcune delle quali avevano appena 12 anni e non sapevano a cosa andavano incontro - che hanno convissuto con il loro disagio e i problemi di salute fino a oggi.
Il 'braccio di ferro' sulla Groenlandia con Trump
Giovedì 27 agosto, i legislatori danesi hanno finalmente fatto un grande passo verso queste donne, approvando una legge che offre a chi ne ha diritto un risarcimento unico di 300 mila corone danesi. “È qualcosa di positivo in un contesto molto triste” ha detto Naaja Nathanielsen, una delle due groenlandesi nel Parlamento danese. La mossa arriva in un momento in cui la Danimarca sta facendo di tutto per mantenere la Groenlandia dalla sua parte. L'isola artica è un territorio danese semi-autonomo e una fissazione del presidente Trump, che ha minacciato di annetterla.
La Danimarca ha messo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione, arrivando persino a prepararsi a far saltare in aria le basi aeree in Groenlandia, per tenere lontano il presidente Trump. Parte della strategia danese è quella di rafforzare i suoi legami con i groenlandesi. Anche se molti groenlandesi hanno detto di voler restare con la Danimarca, il rapporto è ancora pieno di domande irrisolte, soprattutto riguardo alla campagna contraccettiva.
Il 'Caso Spirale'
Conosciuta soprattutto come il 'Caso Spirale', dal nome della forma dei dispositivi intrauterini che venivano usati, la campagna è rimasta un simbolo sconvolgente di quello che i groenlandesi considerano generazioni di maltrattamenti da parte dei danesi. Come parte dello sforzo ventennale del governo danese per rallentare la crescita della popolazione groenlandese, i medici danesi invitavano donne e ragazze groenlandesi a controlli medici. Poi, spesso di nascosto, impiantavano i dispositivi intrauterini, o IUD, per la contraccezione.
In molti casi, le donne e le ragazze hanno scoperto cosa c’era dentro di loro solo anni dopo, quando hanno iniziato ad avere problemi di salute. Alcune sono rimaste sterili per tutta la vita.
Oltre 4 mila donne vittime del trattamento
La campagna è continuata fino agli anni Novanta e secondo gli esperti la popolazione della Groenlandia, di circa 57 mila persone, sarebbe potuta essere molto più grande se ciò non fosse mai accaduto. Dopo decenni di silenzio, alcune donne si sono fatte avanti per parlare e questo ha portato alla luce una serie di testimonianze che hanno rivelato quanto fosse dannosa e diffusa la pratica: più di 4 mila donne groenlandesi sono state vittime di questo trattamento, secondo un rapporto autorevole pubblicato nel 2025.
Le scuse ufficiali della premier danese Frederiksen
La premier danese Mette Frederiksen si è scusata pubblicamente: “A nome della Danimarca, vorrei chiedere scusa”. Un altro rapporto commissionato dal governo sugli aspetti legali e sul fatto se la campagna debba essere considerata un genocidio è previsto per questa settimana.
Come richiedere il risarcimento
Le donne che cercano un risarcimento dovranno presentare una domanda descrivendo in dettaglio ciò che hanno vissuto, hanno detto le autorità danesi. “Sappiamo che per una donna può essere delicato raccontare quello che è successo, ma abbiamo bisogno di sapere cosa può ricordare per poter prendere una decisione sul caso” ha detto Trine Berner Madsen, un funzionario coinvolto nel processo. Non sono richiesti referti medici, anche se le richiedenti possono fornirli per rafforzare la loro richiesta.
La testimonianza
Aana Uulat Bach, un’insegnante di 64 anni in pensione che vive a Nuuk, la capitale della Groenlandia, ha detto che la misura di risarcimento le ha portato “un grande sollievo”. “Le cicatrici dentro di noi ci saranno ancora” ha detto in un’intervista telefonica rilasciata al New York Times. “Ma ora abbiamo l’opportunità di andare avanti.” La signora Bach ha detto che le è stato inserito uno IUD quando aveva circa 13 anni e in seguito ha avuto problemi di fertilità, tra cui tube di Falloppio bloccate, oltre a due gravidanze extrauterine, che possono essere mortali.
Nonostante ciò, Bach ha avuto un figlio, che ha descritto come un “miracolo. La mia battaglia su questo caso sta per finire. Non dobbiamo più continuare a chiederci se saremo mai riconosciuti” ha concluso.