AGI - La Cina ha inaugurato il suo primo servizio regolare di portacontainer verso l'Europa attraverso l'Artico, aprendo una rotta che consente a Pechino di aggirare completamente i principali colli di bottiglia marittimi del Medio Oriente: lo Stretto di Hormuz, il Mar Rosso e il Canale di Suez. Una possibilità diventata particolarmente strategica con la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e le nuove minacce degli Houthi alla navigazione.
La "Dubai Tower" della compagnia cinese Sea Legend è partita sabato sera da Ningbo, nella Cina orientale, diretta in Europa attraverso la Rotta marittima del Nord, lungo le coste artiche della Russia. Il collegamento permette di raggiungere il porto britannico di Felixstowe in circa 18-20 giorni, contro gli oltre 40 necessari passando per Suez e fino a circa 50 giorni nel caso della deviazione attorno al Capo di Buona Speranza. Il vantaggio non è quindi soltanto nei tempi.
I vantaggi della rotta artica
La rotta artica offre alla Cina un corridoio commerciale che non attraversa nessuna delle aree oggi maggiormente esposte alle tensioni mediorientali. Le navi dirette dalla Cina al Nord Europa possono passare dallo Stretto di Bering e costeggiare la Russia fino ai mari europei, senza entrare nell'Oceano Indiano occidentale, nel Golfo, nel Mar Rosso o a Suez. "La crisi in Medio Oriente ha messo in evidenza la vulnerabilità del Canale di Suez e dello Stretto di Hormuz", ha sottolineato Li Xiaobin, direttore operativo di Sea Legend, indicando proprio nella necessità di sviluppare rotte alternative tra Cina ed Europa una delle ragioni del progetto.
Il servizio commerciale stagionale
Il servizio arriva mentre le tensioni su Hormuz e Bab el-Mandeb hanno già spinto grandi operatori cinesi a evitare questi passaggi. Il viaggio inaugurale è destinato a trasformarsi in un collegamento settimanale durante la stagione navigabile dell'Artico. Sea Legend prevede otto partenze tra metà agosto e l'inizio di ottobre, facendo della cosiddetta "Via della Seta polare" non più soltanto un progetto strategico, ma una rotta commerciale programmata.
La strategia di diversificazione
Per Pechino significa anche diversificare una rete commerciale fortemente dipendente da pochi passaggi marittimi vulnerabili a guerre, blocchi e crisi geopolitiche. L'Artico non può ancora sostituire Hormuz o Suez su larga scala, soprattutto perché è percorribile solo stagionalmente e presenta costi, rischi ambientali e vincoli legati al controllo russo della rotta. Ma offre alla Cina un'alternativa concreta per una parte delle merci dirette in Europa proprio nel momento in cui le tradizionali vie mediorientali sono diventate più insicure.