La tesi dell'accusa è che Davis non abbia materialmente premuto il grilletto, ma abbia pianificato l'azione, procurato l'arma e ordinato di sparare. La difesa respinge la ricostruzione e sostiene che, dopo quasi tre decenni, non esistano elementi indipendenti in grado di confermare le accuse.
Per l'accusa fu una vendetta contro Tupac
Al centro della ricostruzione dei procuratori, come riportato dalla Cbs, c'è quanto avvenne il 7 settembre 1996. Dopo un incontro di boxe con Mike Tyson a Las Vegas, Tupac e alcuni membri del suo entourage parteciparono all'aggressione di Orlando Anderson, nipote di Davis. Circa due ore e mezza più tardi il rapper fu raggiunto dai colpi esplosi da una Cadillac bianca. Secondo il procuratore Binu Palal, l'agguato fu una vendetta per quanto accaduto poco prima.
Davis, secondo l'accusa, si trovava sull'auto insieme ad altre tre persone, tutte morte negli anni successivi. Non sarebbe stato lui a sparare: avrebbe invece consegnato la pistola a una persona seduta sul sedile posteriore e dato l'ordine di fare fuoco.
Le dichiarazioni di Keffe D diventano una prova
Uno degli aspetti centrali del processo riguarda le stesse dichiarazioni rese negli anni da Davis. Nel 2008 parlò con gli investigatori impegnati nelle indagini sulle morti di Tupac Shakur e di Notorious B.I.G. nell'ambito di un accordo che impediva di utilizzare contro di lui quanto avrebbe riferito sull'omicidio del rapper.
Negli anni successivi, però, Davis tornò pubblicamente sulla vicenda. Nel libro Compton Street Legend e in diverse interviste raccontò il proprio ruolo negli eventi della notte dell'agguato. Secondo i procuratori, proprio il libro e quelle dichiarazioni contribuirono a riaccendere l'indagine e sono oggi elementi importanti del caso contro di lui. Davis fu incriminato nel 2023, diventando la prima persona formalmente accusata per l'omicidio di Tupac.
La difesa: "Dopo 30 anni, quali prove hanno?"
La difesa punta invece a mettere in discussione l'attendibilità dei racconti di Davis. L'avvocato Michael Sanft sostiene che Compton Street Legend sia stato scritto per guadagnare denaro e contenga elementi romanzati. Inoltre, secondo il legale, non sarebbe possibile stabilire con certezza quali parti siano state scritte direttamente da Davis e quali dal coautore Yusuf Jah.
La linea difensiva insiste anche sulla mancanza di riscontri indipendenti e sul fatto che Davis non sia stato incriminato per molti anni. Davanti alla giuria, Sanft ha sintetizzato così il nodo del caso: "Quali fatti hanno dopo 30 anni?".
La posizione dello stesso Davis è inoltre cambiata nel tempo. Recentemente ha sostenuto in un'intervista televisiva di non essere stato presente la notte dell'omicidio, una versione che contrasta con quanto raccontato nel suo libro, dove descrive il viaggio da Los Angeles a Las Vegas per assistere allo stesso incontro di boxe seguito da Tupac e gli eventi precedenti e successivi alla sparatoria.
Un processo atteso da quasi trent'anni
Il procedimento dovrebbe durare diverse settimane. L'accusa prevede di chiamare tra 35 e 45 testimoni, mentre la difesa dovrebbe presentarne soltanto alcuni. Alla prima giornata erano presenti anche diversi familiari di Tupac, tra cui il fratellastro Maurice "Mopreme" Shakur. L'omicidio del rapper, morto a 25 anni, è rimasto senza alcuna incriminazione fino al 2023 e continua a essere uno dei casi più celebri e discussi nella storia dell'hip hop.