AGI – Lo Stretto di Hormuz riaprirà solo se gli Stati Uniti accetteranno pienamente le condizioni poste dall'Iran. A dirlo è il portavoce del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), Hossein Mohebi, aggiungendo che la questione è separata dai negoziati tra Teheran e l'Oman. "La riapertura dello Stretto di Hormuz è soggetta ai meccanismi e alle condizioni della Repubblica islamica dell'Iran e non ha nulla a che vedere con i negoziati Iran-Oman", ha affermato Mohebi. "Non appena l'America accetterà le condizioni dell'Iran, lo Stretto di Hormuz riaprirà sicuramente", ha aggiunto.
L'accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz è "molto vicino" a una chiusura definitiva ma da solo non basterà quindi a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz. A ribadirlo in conferenza stampa il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, come riporta l'agenzia Mehr. "La riapertura dello Stretto di Hormuz è legata ad altre condizioni, tra cui l'ammenda degli Stati Uniti per aver violato il memorandum", ha aggiunto Araghchi.
Araghchi: "Accordo prevede una nuova rotta tempioranea"
Araghchi ha affermato che, prima della ripresa delle ostilità con gli Usa, l'Iran stava attuando la clausola 5 del memorandum e che il traffico sarebbe dovuto tornare alla normalità entro un mese, dopo aver raggiunto "il 60% della normalità entro due settimane". Araghchi ha quindi accusato gli Stati Uniti di voler stabilire nuove rotte attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante gli avvertimenti di Teheran.
Il ministro iraniano ha spiegato che i negoziati con l'Oman sono concentrati al momento sulla creazione di una rotta marittima temporanea. In successivi negoziati verrà concordata una rotta permanente. "Prima di arrivare a una nuova rotta, una rotta temporanea sarà considerata come base per la rotta principale", ha affermato Araghchi, spiegando che i colloqui hanno coinvolto le forze militari e navali dei due Paesi.
Usa pronti a revocare il blocco dei porti
Ieri un alto funzionario americano ha dichiarato alla Reuters che "una volta raggiunto un accordo tra Iran e Oman che permetta agli scambi commerciali di proseguire senza problemi, gli Stati Uniti revocheranno il blocco dei porti iraniani".
Il missile contro una nave degli Emirati
Intanto la Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), la principale compagnia energetica statale degli Emirati Arabi Uniti, annuncia che un missile ha colpito una delle sue navi mentre transitava nello Stretto di Hormuz, senza tuttavia causare vittime. "ADNOC ha annunciato che una delle sue navi è stata attaccata da un missile mentre transitava nello Stretto di Hormuz nelle prime ore di sabato 8 agosto. L'incidente non ha causato feriti e la situazione è stata riportata sotto controllo", ha dichiarato la compagnia emiratina in un breve comunicato.
Gli attacchi alle navi ADNOC
Ieri, ADNOC ha riferito che 15 delle sue navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra commerciale tra Iran e Stati Uniti, il 28 febbraio, di cui tre questa settimana. Questi attacchi hanno provocato la morte di un membro dell'equipaggio e il ferimento di altri 20. Secondo diverse piattaforme di monitoraggio, circa 70 navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra. Ieri, la piattaforma di monitoraggio marittimo Kpler ha segnalato che il numero di attraversamenti dello Stretto di Hormuz ha continuato a diminuire giovedì, con otto transiti confermati, un calo del 33% rispetto al giorno precedente. Il 5 agosto erano stati registrati 12 attraversamenti e il giorno prima 15.
La nuova rotta marittima
Questa riduzione del traffico, attribuita anche all'incertezza tra le compagnie di navigazione, si verifica in un momento in cui i due paesi che si affacciano sullo Stretto di Hormuz - Iran e Oman - sono vicini a raggiungere un accordo per istituire una nuova rotta marittima temporanea attraverso lo stretto, attraverso il quale transitava il 20% del petrolio greggio mondiale prima della guerra.
Le acque territoriali interessate
Le autorità iraniane hanno spiegato che questa nuova rotta attraverserà in parte le acque territoriali iraniane e omanite e consentirà il transito di navi commerciali secondo un nuovo schema di gestione, in sostituzione delle rotte provvisorie stabilite finora da Iran e Oman. L'Iran e l'Oman hanno inoltre raggiunto un accordo sulle caratteristiche geografiche di una nuova rotta marittima attraverso lo Stretto di Hormuz e sono nelle fasi finali della stesura di una dichiarazione congiunta su tale intesa.