AGI - Un drone entrato in Bulgaria dalla vicina Romania questa mattina è esploso vicino al confine tra i due Paesi e al gasdotto Transbalcanico, che collega la Turchia all'Ucraina, ha annunciato il primo ministro bulgaro Rumen Radev.
"Il drone è esploso nelle immediate vicinanze del valico di frontiera di Kardam con la Romania", vicino al Mar Nero, nel Nord-Est del Paese, "a mille metri dalla stazione di compressione del gasdotto Transbalcanico. Non ci sono vittime", ha dichiarato Radev in un video diffuso dal governo sui social media.
I sospetti del ministero della Difesa bulgaro
Il drone, precipitato in un campo di girasoli bulgaro vicino al gasdotto, era un'esca di tipo Maya, un velivolo "ampiamente utilizzato dalle forze armate ucraine", ha dichiarato il ministero della Difesa bulgaro. "Al momento, non ci sono prove che suggeriscano che si sia trattato di un incidente deliberato", ha aggiunto il ministero in una dichiarazione, basata sull'analisi preliminare dei resti del velivolo, ritrovati in un campo vicino al confine rumeno. Dopo aver analizzato i detriti dell'incidente, il ministero della difesa bulgaro ha dichiarato che il drone era di un tipo "ampiamente utilizzato dall'esercito ucraino".
Il suono del drone è stato registrato dalla polizia di frontiera in Romania, e poi "una forte esplosione accompagnata da fumo nero" è stata avvistata da una pattuglia bulgara della polizia di frontiera, ha aggiunto Radev, parlando dopo una riunione straordinaria del consiglio di sicurezza del suo gabinetto. "Una cosa è certa: il drone trasportava una quantità significativa di esplosivi, dato che si poteva sentire da lontano e produceva un fumo nero così intenso," ha detto. Per poi aggiungere: "Spero che presto scopriremo di che tipo si tratta," precisando che non si trattava di un "drone da hobby" ma di un "drone più grande".
Convocato l'ambasciatore ucraino a Sofia
Il ministro degli Esteri bulgaro, Velislava Petrova, ha convocato per lunedì 10 agosto l'ambasciatore ucraino per un incontro, dopo che un drone si è schiantato sabato vicino al confine con la Romania e in prossimità del gasdotto Transbalcanico, considerato una struttura strategica. In precedenza, il ministero della Difesa bulgaro aveva dichiarato che il drone era di un tipo "ampiamente utilizzato dalle forze armate ucraine", aggiungendo subito che "al momento non ci sono prove che suggeriscano che si sia trattato di un incidente deliberato".
La risposta di Kiev
L'Ucraina ha insistito di non aver preso di mira la Bulgaria dopo che un drone, dello stesso tipo utilizzato dall'esercito di Kiev, si è schiantato nel Paese, promettendo di chiarire le circostanze dell'incidente. "Siamo in stretto contatto con la parte bulgara per chiarire le circostanze. Possiamo affermare con certezza che le Forze Armate ucraine non hanno intenzionalmente diretto alcun mezzo verso la Bulgaria", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Georgiy Tykhyi.
I precedenti
Gli episodi che coinvolgono droni sono diventati sempre più frequenti negli ultimi mesi nei paesi dell'Europa orientale che sono membri della Nato e sostenitori dell'Ucraina nel suo conflitto con la Russia. La Romania, che ha affrontato frequenti incursioni di droni - inclusi alcuni incidenti sul proprio territorio - dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, ha ordinato l'espulsione di un membro dello staff dell'ambasciata russa a fine luglio.
Radev ha detto che, a seguito dell'ultimo incidente, la Bulgaria ha rafforzato la sorveglianza e schiererà truppe e soldati ai confini per rilevare droni e adottare misure anti-droni. Bulgaria, Romania e Turchia si affacciano tutte sul Mar Nero, che è un'arena di combattimento con droni sia da parte dell'Ucraina che della Russia.
Le autorità turche martedì scorso hanno riferito che un attacco con droni avvenuto il giorno precedente su due imbarcazioni civili nel Mar Nero ha ferito membri dell'equipaggio. Il ministero degli Esteri turco ha dichiarato di essere "profondamente preoccupato per l'escalation del conflitto" nel corpo d'acqua.
A giugno, la Bulgaria ha sospeso i suoi aiuti militari all'Ucraina, con Radev che ha dichiarato che il paese non apparteneva alla coalizione degli alleati di Kiev che forniscono armi e preferiva assistere a sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.