AGI - Il bilancio più alto nel Regno wahabita in oltre quattro anni di conflitto.
Undici persone sono rimaste ferite in un attacco dei ribellifilo-iraniani Houthi nella regione di Najran, nel sud dell'Arabia Saudita, al confine con lo Yemen.
Le dinamiche dell'attacco
Lo ha riferito la coalizione militare guidata da Riad, precisando che si tratta di sette sauditi, due egiziani, uno yemenita e un pakistano.
Ieri gli Houthi hanno lanciato attacchi contro postazioni militari governative nello Yemen centrale e orientale uccidendo almeno 58 soldati. Il portavoce dei ribelli, Yahya Saree, ha dichiarato che l'operazione è stata sferrata in risposta a un rafforzamento militare sostenuto dall'Arabia Saudita. Il ministero della Difesa yemenita ha promesso di rispondere "al momento e nel luogo opportuni".
La risposta del Gcc
Jasem Mohamed al-Budaiwi, segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), ha condannato con la massima fermezza "gli attacchi terroristici" dei ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi nella regione di Najran. "Prendere di mira i civili è un crimine efferato e incarna l'approccio criminale di queste milizie", ha affermato in un messaggio su X.
Si tratta, ha aggiunto, di "una flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, nonché un crimine che richiede giustizia". Il Gcc, ha assicurato al-Budaiwi, "sostiene le misure adottate dall'Arabia Saudita per "proteggere la propria sicurezza, sovranità, integrità territoriale e l’incolumità dei propri cittadini e residenti".
I droni abbattuti
In questo contesto di tensione, l'esercito del governo yemenita - riconosciuto a livello internazionale - ha abbattuto droni dei ribelli filo-iraniani Houthi diretti verso la città di Marib, nello Yemen centrale. Lo hanno riferito i media statali yemeniti, rilanciati da Al Jazeera.
Secondo quanto riportato da una fonte militare yemenita, l'attacco dei droni avrebbe ucciso tre membri delle forze governative, ferendone alte quattro.