Gli scontri all'alba tra Fnidq e Melilla
Nelle prime ore del mattino si sono registrati violenti scontri tra le forze dell'ordine marocchine e decine di migranti che tentavano di forzare il confine verso i territori spagnoli di Ceuta e Melilla.
Dalla città marocchina di Fnidq, a ridosso del valico di Ceuta, diversi gruppi di persone hanno tentato lo sfondamento lanciando pietre contro gli agenti. Le forze di sicurezza marocchine hanno inizialmente respinto i tentativi, ma con il passare delle ore i manifestanti si sono riorganizzati in numero maggiore. La risposta delle forze d'intervento si è trasformata in un denso lancio di gas lacrimogeni per disperdere la folla, mentre nella zona almeno sei veicoli sono stati dati alle fiamme. L'afflusso di persone verso la frontiera è proseguito per tutta la notte con arrivi da varie regioni del Paese.
Parallelamente, nei pressi del valico di Beni Nsar (provincia di Nador), si sono verificati duri scontri che hanno coinvolto centinaia di giovani, tra cui molti minorenni, decisi a raggiungere Melilla sia valicando la recinzione sia penetrando nell'area portuale. Secondo le ricostruzioni dell'Associazione Marocchina per i Diritti Umani (AMDH), l'imponente contingente di sicurezza schierato sul posto ha dato vita a lunghi inseguimenti. Il bilancio parziale parla di diversi feriti tra gli agenti e tra i giovani, numerosi arresti, tre mezzi delle forze dell'ordine incendiati e alcune decine di persone che sarebbero comunque riuscite a fare ingresso a Melilla.
Lo strappo diplomatico e il nodo Schengen
Gli ultimi disordini sul campo si inseriscono in un quadro di grave instabilità internazionale. Gli avvenimenti di Ceuta — segnati anche dal tragico bilancio di 19 vittime registrato nei giorni scorsi — hanno innescato una pesante frizione diplomatica tra Roma e Madrid.
Al centro del dibattito politico c'è la gestione dei flussi lungo la rotta mediterranea e la tenuta delle frontiere esterne dell'Unione. Il prolungarsi dell'emergenza e l'inasprirsi dei disordini ai confini hanno riaperto con forza il dibattito sulla potenziale sospensione del trattato di Schengen, una misura che rischia di congelare la libera circolazione continentale per far fronte al precipitare della crisi.