AGI - Immaginate di prosciugare il vostro conto in banca a luglio e dover vivere per i successivi cinque mesi chiedendo prestiti che non potrete mai ripagare. È esattamente quello che sta facendo l'umanità: oggi cade l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui finiscono le risorse naturali del 2026. Da stasera la Terra va in rosso e inizia a intaccare il capitale delle generazioni future.
I dati del Global Footprint Network mostrano che stiamo consumando la natura il 73% più velocemente di quanto essa riesca a rinascere. È come se per mantenere il nostro stile di vita servissero 1,73 Pianeti.
Perché la data sembra migliorata?
Rispetto allo scorso anno la data si è spostata in avanti di sei giorni, ma non è una buona notizia: non significa che stiamo consumando di meno. La data è slittata solo perché gli scienziati hanno ricalcolato la capacità degli oceani di assorbire lo smog, spostando il calcolo di otto giorni. Tuttavia, siccome nell'ultimo anno l'inquinamento reale è aumentato, abbiamo perso due giorni. Il bilancio finale è quindi un "finto" guadagno. Anzi, secondo i dati, quello di quest'anno è il peggior debito ecologico mai registrato.
Come stiamo consumando la Terra?
Consumiamo più di quello che la natura produce ogni volta che:
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Bruciamo petrolio e carbone per auto e fabbriche, producendo più smog di quello che le foreste riescono ad assorbire.
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Usiamo più acqua dolce di quella che la pioggia riesce a ricaricare.
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Tagliamo più alberi di quanti ne crescano.
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Peschiamo nei mari più pesci di quanti ne nascano.
Da oltre 15 anni questa data cade sempre nello stesso periodo, ma i danni si sommano anno dopo anno. Continuare a consumare troppo consuma le riserve della Terra e mette a rischio l'economia globale di domani.
Il WWF: "Dalle città passa la svolta ecologica"
Le città consumano risorse ben oltre i propri confini amministrativi, ma sono anche il luogo in cui le soluzioni possono avere l'impatto più rapido ed efficace.
“Le città non finiscono ai loro confini: la loro impronta ecologica si estende ben oltre il loro perimetro”, spiega Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia. “Ma è proprio qui che si gioca una parte decisiva della transizione ecologica. Investire in mobilità sostenibile, edifici efficienti, servizi condivisi, sistemi alimentari a km zero, economia circolare e riforestazione urbana significa ridurre l'impronta ecologica, migliorare la qualità della vita e spostare sempre più in avanti le lancette dell'Earth Overshoot Day”.
Fermare il debito ecologico è possibile, ma richiede di cambiare marcia subito: ripensare il modello economico dei Paesi e trasformare i contesti urbani nei primi grandi polmoni di sostenibilità del Pianeta.