AGI - Migliaia di migranti dal Marocco sono entrati nella Città Autonoma spagnola di Ceuta, che ha chiesto al governo nazionale di chiudere la frontiera con il paese nordafricano. In particolare, il presidente Juan Jesús Vivas ha sollecitato l'intervento delle autorità statali: "Ci troviamo in una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale che richiede un'azione decisa attraverso un comando unificato per garantire una risposta energica, decisa e immediata", ha dichiarato alla radio Cadena Ser l'esponente del Partito Popolare, secondo il quale sono arrivate in città negli ultimi dieci giorni le 1.500 e le 2.000 persone
BREAKING: An emergency has now been declared in the Spanish city of Ceuta after tens of thousands of illegal migrants break in from Morocco
— Inevitable West (@Inevitablewest) July 30, 2026
Pedro Snchez is REFUSING to deploy the military to defend the borders. pic.twitter.com/OvtzvEZxBs
L'emergenza migratoria a Ceuta
"Per dare un'idea al resto della Spagna, questo equivale al 2% dell'intera popolazione di Ceuta. È come se un milione di persone fossero entrate in Spagna illegalmente via mare negli ultimi 10 giorni", ha spiegato Vivas, "il sovraffollamento nell'area destinata ai minori è pari al 2400%, e il numero di migranti all'esterno del centro di detenzione temporaneo per adulti è superiore al numero di migranti al suo interno".
"Nell'ultimo mese, sono stati ritrovati in mare 60 corpi [di persone decedute] nel tentativo di raggiungere Ceuta", ha detto ancora il presidente della Città Autonoma, il quale ha avvertito che "inoltre questa crisi sta avendo un impatto sulla popolazione che, giustamente, si sente vulnerabile e insicura". Per tutti questi motivi, Vivas ha chiesto "un sostegno finanziario da parte dello Stato, una maggiore collaborazione con il Marocco e rinforzi per le forze di sicurezza in termini di personale e risorse".
No es una crisis migratoria en Ceuta, es una declaracin de guerra de Marruecos. pic.twitter.com/FaqS2z0u6E
— David Santos (@davidsantosvlog) July 30, 2026
Le accuse di Vox
Il leader di Vox, Santiago Abascal, ha denunciato l'"invasione" di migranti accusando direttamente il primo ministro Pedro Sánchez di essere responsabile della crisi. Abascal ha parlato dopo che centinaia di migranti sono entrati nella città di Ceuta dal Marocco, attraversando a piedi la diga di confine. In un messaggio pubblicato sui social media, Abascal ha condiviso un video che mostra centinaia di migranti attraversare il confine e ha lanciato un "SOS Ceuta".
Il leader di Vox sostiene che i migranti "non fuggono da nessuna guerra, né dalla povertà", e accusa il governo di averne agevolato l'arrivo. "Sono uomini in età militare, convocati dal governo corrotto di Sánchez per assaltare i nostri confini, in modo che possano poi vagare per le strade della Spagna gridando 'Viva Pedro Sánchez'", ha affermato. Abascal collega l'immigrazione irregolare all'aumento della criminalità e attacca il capo del governo, accusandolo di esserne direttamente responsabile e di essere "il capo di una mafia" che agisce "disperatamente" per "rimanere al potere".
Critiche al presidente di Ceuta
Vox ha criticato anche Vivas, del PP, per aver richiesto la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale "come se fosse qualcosa che lo avesse colto di sorpresa". A questo proposito, il partito guidato da Abascal sostiene che questo massiccio afflusso di immigrati sia il risultato "del dare loro cibo halal, del costruire loro moschee o dello spendere milioni in mattatoi mobili per la Festa del Sacrificio". Vox ha chiesto così le dimissioni di Vivas e pretende che "a coloro che prendono sul serio questa emergenza" venga data l'opportunità di assumere l'incarico, concludono.
L'emergenza del 2021
L'attuale situazione sta ricalcando quanto avvenne in occasione dell'emergenza del 17 e 18 maggio 2021, quando tra le 12.000 e le 15.000 persone varcarono la diga frangiflutti del confine meridionale a Tarajal, la barriera marittima situata che prolunga in mare il confine terrestre tra la Spagna e il Marocco.
In arrivo il ministro dell'Interno
Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, si recherà domani a Ceuta. Marlaska, che stamattina ha parlato con Vivas, partirà per Ceuta domattina presto "per monitorare l'evolversi della situazione". A Ceuta incontrerà le autorità della comunità autonoma, la delegazione governativa e i comandanti della polizia nazionale e della guardia civile, secondo le stesse fonti.
In risposta alla nuova crisi migratoria, il sindacato di polizia Jupol ha denunciato la "totale inerzia delle autorità marocchine", accusandole di aver permesso a "centinaia di persone di raggiungere a nuoto il territorio spagnolo senza intraprendere alcuna azione efficace per impedire queste partenze". "Mentre la Spagna sta mobilitando tutte le sue risorse per affrontare la crisi, il Marocco rimane impassibile di fronte a una situazione che si ripresenta periodicamente e che in ultima analisi ricade esclusivamente sulla Polizia Nazionale", ha dichiarato il sindacato in un comunicato stampa.
Sanchez, governo impegnato a trovare una soluzione
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha assicurato su X che il governo "è pienamente impegnato a fornire una soluzione immediata" e "sta predisponendo tutte le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile" a Ceuta, dove negli ultimi dieci giorni sono entrati tra i 1.500 e i 2.000 migranti. Sanchez ha spiegato di aver telefonato al presidente della Comunità autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas, per comunicargli la determinazione del governo a risolvere la situazione.
"Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, collaborando con le autorità marocchine e internazionali, e stiamo predisponendo le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile", ha dichiarato Sanchez, "è tempo di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione".