AGI - Antonio Tajani annuncia che l'Italia ha "prenotato" 14,9 miliardi di fondi dal Safe, lo strumento finanziario europeo per stimolare gli investimenti nel settore della difesa, e il governo deciderà entro la fine dell'anno quanto utilizzare. Il ministro degli Esteri ha parlato a Palazzo Madama in occasione dell'informativa in commissione al Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara di inizio luglio.
Rispondendo ad una successiva domanda dei cronisti sull'adesione al programma Safe, Tajani ha precisato: "Abbiamo detto che l'Italia ha prenotato 14,9 miliardi, che è il tetto massimo da utilizzare. Poi entro la fine dell'anno decideremo quanti utilizzarne. Come ho sempre detto, e come hanno detto tutti i miei colleghi, Giorgetti e Crosetto, ne utilizzeremo probabilmente di meno: sei, sette, otto, nove, lo abbiamo detto anche oggi. Quindi ne abbiamo prenotati 14,9, cioè quello è il tetto massimo, ma ne utilizzeremo di meno".
Tajani, pronti a una nuova missione di pace in Libano
L'Italia è pronta a prender parte alla nuova missione di pace in Libano che sostituirà Unifil il cui mandato è in scadenza. Lo ha detto il ministro degli Esteri Tajani intervistato da RaiNews24.
"L'Italia protagonista di pace"
L'Italia, ha detto Tajani, è "protagonista di pace per il Libano" ed è "pronta a partecipare a una nuova missione internazionale quando, al 31 dicembre di quest'anno, finirà il mandato dell'Unifil, continuando a formare le forze armate libanesi, così come stiamo facendo da anni". Ma le nostre forze di sicurezza, ha detto ancora il capo della Farnesina, "sono presenti anche in Cisgiordania con i carabinieri che formano la polizia dell'autorità nazionale palestinese".
"A breve", ha aggiunto, "ci sarà anche un ufficiale dei carabinieri che guiderà la missione europea a Rafah, a dimostrazione che l'Italia può svolgere un ruolo di grande mediazione e di grande equilibrio perché noi siamo amici dei palestinesi, amici degli israeliani, abbiamo ottimi rapporti con i libanesi e con gli Stati Uniti. Siamo un Paese che dialoga e soprattutto le nostre forze armate presenti in quei territori così complicati sanno svolgere un ruolo anche da diplomatici, sanno farsi accogliere, integrarsi con la popolazione e mai essere divisivi".
Tajani: "Hezbollah deve essere disarmato"
"Hezbollah", ha ribadito Tajani, "deve essere disarmato. Non può continuare ad attaccare Israele, perché questo significa mettere a repentaglio la popolazione civile e provocare la reazione". Da parte sua "Israele deve ritornare al suo territorio con le sue forze armate e lasciare il controllo pieno del territorio alle forze armate libanesi" ma "finché verranno lanciati missili e razzi contro Israele, è ovvio che Israele non rinuncerà a occupare spazi di territorio. Dobbiamo dare un contributo affinché la situazione si normalizzi e Israele possa sentirsi tranquillo".
"Inaccettabili gli attacchi dei coloni contro chiese e moschee"
Gli attacchi dei coloni contro chiese e moschee in Cisgiordania sono "inaccettabili". A dirlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel giorno in cui Roma ospita la riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati.
"I coloni sbagliano, sono violenti, spesso attaccano chiese, moschee e anche i villaggi cristiani. Questo è veramente inaccettabile", ha detto il ministro a RaiNews24.
"Con l'Unione Europea abbiamo sanzionato i coloni più violenti. Ora bisogna che il governo israeliano, una volta finita la campagna elettorale, abbia il coraggio di dire basta, bloccare queste persone e continuare a lavorare perché possa costruirsi la pace".
Le critiche a Ben Gvir sulla Flotilla
Riguardo le sanzioni il capo della Farnesina ha ricordato che l'Italia ha chiesto misure contro il ministro dell'ultradestra Ben Gvir "per quello che ha fatto nei confronti dei cittadini italiani in occasione dell'arresto illegale di alcuni militanti che partecipavano all'iniziativa della Flotilla". "Il rispetto della persona è un dovere da parte di chiunque governi, soprattutto con rappresentanti di un governo eletto democraticamente come quello israeliano", ha aggiunto, "Israele è una democrazia" e Ben Gvir "non si è comportato da ministro di un Paese democratico".
Le sanzioni commerciali
Per quanto riguarda le sanzioni commerciali nei confronti dei prodotti che vengono dalle zone occupate dai coloni, Tajani ha detto che il governo "esaminerà la proposta della Commissione europea", ma ritiene che "sia una scelta che richieda l'unanimità, perché è di tipo politico e non semplicemente commerciale".