AGI - La grande barriera corallina australiana è esposta a un rischio molto elevato di sbiancamento estremo e diffuso e di "collasso dell'ecosistema" a causa del fenomeno meteorologico El Niño di quest'anno. L'allarme arriva da alcuni scienziati di spicco.
Spesso considerata la più grande al mondo, la formazione corallina si estende per 2.300 chilometri lungo la costa nord-orientale dello stato australiano del Queensland e rappresenta una delle sue principali attrazioni turistiche. Questa settimana, le Nazioni Unite hanno espresso "grave preoccupazione" per lo sbiancamento di massa e per l'impatto del cambiamento climatico.
Morgan Pratchett, ecologo specializzato in conservazione marina presso la James Cook University nel Queensland, ha sottolineato, durante il Simposio Internazionale sulle Barriere Coralline ad Auckland (Nuova Zelanda), che un 'El Niño estremo' desta notevole preoccupazione.
"Non è da escludere che il prossimo grave evento perturbatore possa innescare l'estinzione localizzata di alcune specie... e un collasso diffuso dell'ecosistema", ha affermato Pratchett.
Record di intensità e il monitoraggio Unesco
Si prevede che l'evento El Niño di quest'anno batterà ogni record di intensità complessiva, provocando un innalzamento delle temperature superficiali nel Pacifico equatoriale centrale e orientale. Ciò, a sua volta, determinerà cambiamenti nei modelli globali di vento, pressione atmosferica e precipitazioni.
"È altamente probabile che assisteremo a uno sbiancamento massiccio, grave e diffuso della Grande Barriera Corallina", ha osservato Pratchett.
L'Unesco monitora la barriera corallina ogni anno dal 2021, quando avvertì che il sito rischiava di essere inserito nell'elenco dei patrimoni dell'umanità "in pericolo". La copertura di coralli duri sull'intera barriera è diminuita in modo significativo tra il 2024 e il 2025. Inoltre, temperature dell'acqua superiori alla media hanno innescato il sesto evento di sbiancamento di massa dei coralli della barriera dal 2016.
L'impatto sul futuro e il monito degli scienziati
Ove Hoegh-Guldberg, docente di studi marini all'Università del Queensland, ha sottolineato come la mancanza di interventi governativi abbia compromesso il futuro delle barriere coralline in tutto il mondo.
"Questo potrebbe essere il preludio alla fine dell'umanità", ha affermato. "Se ci si trovasse su una grande nave, come il Titanic, e qualcuno venisse a dirci che la nave sta affondando, senza dubbio saliremmo su una delle scialuppe di salvataggio e inizieremmo ad agire", ha avvertito.
"Noi non lo stiamo facendo. La nave sta iniziando ad affondare in modo davvero massiccio e non ne cogliamo la reale portata. La situazione è molto grave", ha osservato.