AGI - Si amplia la portata e l'intensità dello scontro tra Usa e Iran, mentre Teheran dichiara "sospesi tutti gli impegni" del Memorandum d'intesa con Washington. Le forze statunitensi, per la settima notte consecutiva, hanno intensificato l'offensiva prendendo di mira "siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime", ha fatto sapere il Comando Centrale degli Stati Uniti.
L'Iran ha risposto con attacchi contro gli alleati americani nel Golfo Persico, che hanno definito i raid di Teheran alle infrastrutture civili dei 'crimini di guerra'. Le sirene antiaeree hanno risuonato in Bahrein, e un attacco delle forze iraniane ha colpito uno degli impianti petroliferi più importanti del Kuwait causando feriti e "gravi danni materiali", secondo la compagnia petrolifera statale kuwaitiana. L'esercito giordano ha inoltre dichiarato di aver intercettato 10 missili balistici iraniani durante la notte, senza tuttavia segnalare danni significativi. Secondo la Cbs, diversi militari statunitensi sarebbero stati feriti negli attacchi iraniani contro basi giordane negli ultimi giorni.
Danni e crisi infrastrutturale
I media statali iraniani hanno riferito di danni a ponti e strade nel sud del Paese a seguito dei raid americani, affermando che è stato colpito un impianto di desalinizzazione dell'acqua a Jask. Circa 10.000 persone si trovano ad affrontare la carenza d'acqua.
Sospensione del memorandum
Intanto, Teheran ha annunciato la sospensione di tutti gli impegni assunti nell'ambito del memorandum d'intesa raggiunto con gli Stati Uniti un mese fa che aveva posto fine a settimane di combattimenti tra Teheran e Washington e aperto la strada a negoziati di dettaglio. L'annuncio arriva dal viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, che accusa Washington di aver violato i propri impegni con le recenti azioni militari. "Eravamo in fase di negoziato. Purtroppo sono stati proprio gli americani a compiere queste azioni aggressive, in violazione dei loro stessi impegni", ha dichiarato Gharibabadi alla televisione di Stato iraniana. "Di conseguenza, abbiamo sospeso tutti i nostri impegni e, di fatto, non li stiamo più attuando". Il memorandum d'intesa, raggiunto un mese fa con la mediazione di Qatar e Pakistan era di fatto già naufragato dopo la ripresa degli scambi di attacchi tra i due Paesi.
Stretto di Hormuz e blocco navale
Rimane lo stallo sullo Stretto di Hormuz, la navigazione è di nuovo bloccata, mentre gli Stati Uniti hanno reintrodotto il blocco navale sui porti iraniani.
Tensioni tra Israele e Libano
Le tensioni sono aumentate anche sul fronte sud, lungo il confine tra Israele e Libano. Un drone israeliano ha effettuato un raid aereo a Nabatieh, ha riportato l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency. Aerei da guerra israeliani hanno colpito un quartiere della città di Mansouri, nel distretto costiero di Tiro, dopo che altri velivoli avevano effettuato due ondate di raid aerei all'alba contro un'altra zona di Mansouri, sempre secondo l'agenzia di stampa libanese.
Diplomazia e reazioni internazionali
Il presidente libanese Joseph Aoun è partito per Washington su invito di Donald Trump: Aoun parteciperà a un vertice alla Casa Bianca e incontrerà funzionari statunitensi per discutere del fragile cessate il fuoco con Israele. Il sindaco di New York Zorhan Mamdani intanto, ha annunciato che potrebbe chiedere l'arresto di Benjamin Netanyahu se il premier israeliano andrà a New York a settembre per partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.