AGI - Nel 2025 la Serbia ha registrato 209 violazioni della libertà di stampa (più del doppio delle 84 documentate nel 2024) che hanno colpito 359 operatori dei media. Lo scrive l'Efj (European Federation of Journalists). Al 16 luglio, da gennaio 2026, sono stati registrati 100 casi che hanno interessato 170 operatori dei media.
Gli attacchi della polizia
Dopo il crollo mortale della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad nel novembre 2024, che ha scatenato le più grandi proteste nella storia della Serbia, gli attacchi contro i giornalisti che seguivano le manifestazioni sono aumentati. Le forze dell'ordine non solo non sono riuscite a proteggere i giornalisti, ma gli agenti di polizia hanno sempre più agito come autori di reati, con almeno 38 attacchi documentati della polizia contro i giornalisti dal 2025.
Le pressioni sul pluralismo mediatico
La crisi si estende ben oltre la sicurezza fisica. Il pluralismo dei media è sottoposto a forti pressioni. La Telekom Srbija, la società a maggioranza statale, ha ampliato il suo patrimonio mediatico, consolidando le narrazioni filogovernative nell'intero panorama mediatico. L'ente regolatore dei media serbo, il REM Council, non è operativo da oltre 18 mesi, rendendo la Serbia l'unico Paese candidato all'adesione all'UE privo di un organismo di regolamentazione dei media funzionante. Gli attacchi bot coordinati e gli spyware, tra cui Pegasus di NSO Group, sono emersi come strumenti di censura digitale contro giornalisti e organi di informazione.