AGI - Almeno otto persone sono morte in un attacco con droni ucraini contro due centri logistici in Russia, mentre un incendio divampato in un deposito petrolifero nella regione di Mosca ha costretto all'evacuazione di un reparto maternità. Lo hanno riferito le autorità russe.
Sette dipendenti del turno di notte sono rimasti uccisi quando un drone ha colpito un centro logistico di Wildberries, il principale gruppo russo dell'e-commerce, nella città di Kotovsk, nella regione di Tambov. Lo ha reso noto il governatore regionale Yevgeny Pervyshov. Un secondo deposito della stessa azienda, a Elektrostal, nella regione di Mosca, è stato colpito dalla caduta di un drone, provocando un'altra vittima, secondo il governatore Andrey Vorobyov. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che i "due grandi impianti logistici" colpiti nelle regioni di Mosca e Tambov venivano utilizzati "per fornire componenti soggetti a sanzioni destinati alla produzione di droni e apparecchiature di navigazione".
Incendio ed evacuazioni
Nella regione di Mosca è inoltre scoppiato un incendio in un deposito di petrolio a Noginsk. Per motivi di sicurezza è stato evacuato un vicino reparto maternità. Le autorità hanno riferito che in serata l'incendio a Tambov era stato domato, mentre i vigili del fuoco erano ancora impegnati a spegnere le fiamme a Elektrostal.
Feriti e attacchi con droni
Secondo le autorità regionali, quasi 90 persone sono rimaste ferite negli attacchi e trasportate in ospedale. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha dichiarato che durante la notte la regione della capitale è stata bersagliata da oltre 370 droni ucraini. "La maggior parte è stata abbattuta dalla difesa aerea quando era ancora lontana. Sessantaquattro droni nemici sono stati distrutti mentre si avvicinavano a Mosca", ha scritto su Telegram.
Reazioni ed escalation
L'amministratrice delegata di Wildberries, Tatiana Kim, ha definito l'attacco "una notte terribile" e "un dolore che non può essere espresso a parole". Negli ultimi mesi Kiev ha intensificato gli attacchi contro città russe lontane dal confine, presentandoli come risposta ai bombardamenti quotidiani condotti da Mosca dall'inizio dell'invasione nel febbraio 2022. La campagna, definita dall'Ucraina di "sanzioni a lungo raggio", ha preso di mira soprattutto le infrastrutture petrolifere russe, contribuendo a una crisi dei carburanti che, secondo un conteggio dell'Afp, ha interessato dalla fine di giugno circa il 90% delle regioni della Federazione con razionamenti o carenze.
Situazione sul fronte ucraino
Sul fronte ucraino, le autorità di Kiev hanno riferito che gli attacchi russi hanno provocato cinque morti e una ventina di feriti nelle regioni sud-orientali del Paese. Intanto, migliaia di persone sono tornate a manifestare per il terzo giorno consecutivo nelle principali città ucraine contro la destituzione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, decisa dal presidente Zelensky nell'ambito del recente rimpasto di governo.
Fedorov, molto apprezzato dagli alleati occidentali dell'Ucraina, ha spiegato di essere entrato in contrasto con il comandante in capo delle Forze armate, generale Oleksandr Syrsky, accusato di privilegiare un approccio più tradizionale alle operazioni militari. Zelensky ha motivato il cambio ai vertici sostenendo la necessità di preservare "l'unità" del comando militare durante la guerra. I combattimenti lungo la linea del fronte restano in larga parte in una fase di stallo, con l'Ucraina che sembra aver rallentato l'offensiva estiva russa.