AGI – Non importa che sia un ristorante di pesce, una pizzeria o una trattoria, la scena è frequente e sempre la stessa: al tavolo affianco qualcuno sta bevendo un cappuccino nel bel mezzo della cena. E poco conta se si abbina malissimo al piatto ordinato. “Sono sicuramente stranieri”, commenta qualcuno in sala, facendo spallucce. Ma nell’estate in cui l’Italia si piazza al primo posto in Europa tra le destinazioni di vacanza, la BBC cerca di risparmiare la figuraccia agli inglesi con un articolo in cui snocciola le “sette cose da non fare quando si mangia in Italia”. Ecco i consigli uno per uno, a iniziare proprio dal controverso cappuccino.
1 Non bere cappuccino dopo la colazione
Ecco il trucco: non ordinate mai un cappuccino al ristorante. Il cappuccino si beve al bar a colazione. Le colazioni italiane sono leggere, in genere consistono in una brioche o un dolcetto, che si abbinano bene a un cappuccino cremoso. Ma quella stessa bevanda schiumosa è considerata troppo ricca per accompagnare pasti più sostanziosi e salati, ecco perché gli italiani storcono il naso quando provate a ordinarla a pranzo o a cena. E dopo pranzo si beve il caffè, espresso, al massimo macchiato.
2. Non stravolgere l’ordine delle portate
Le portate nei ristoranti italiani si snodano in un ordine preciso: antipasto, primo (piatto di pasta), secondo e contorni (piatto di carne o pesce e contorni di verdure di stagione), dolce, caffè e amaro. Questo ordine permette ai sapori di intensificarsi dal più leggero al più ricco. È possibile saltare alcune portate, ma non è consentito modificare l’ordine. I contorni vengono serviti su piatti separati. “Portate tutto in tavola contemporaneamente” è una richiesta decisamente insolita.
3. Non mescolare mare e montagna
“Ma perché non posso mettere il parmigiano sui miei frutti di mare se ne ho voglia?” In Italia il mare (frutti di mare) e i monti (formaggi e carne) sono tradizioni culinarie distinte. Si sono sviluppate separatamente e l’abitudine di tenere separati gli ingredienti è rimasta. Dopo l’insalata di mare, si servono gli spaghetti alle vongole e una frittura di calamari, non le fettuccine alla bolognese e il maialino da latte.
4. Non chiedere sostituzioni
Non personalizzate i piatti, a meno di allergie. Anche i formati di pasta sono pensati per esaltare i sapori. I corti si abbinano tipicamente a sughi più corposi che possano “aggrapparsi” alle scanalature della pasta, mentre i formati lunghi o ripieni sono generalmente abbinati a sughi più cremosi.
5. Non limitarsi alla singola regione
La varietà delle specialità regionali è mozzafiato, e scoprirle fa parte del divertimento. Andate a Napoli per mangiare la pizza nel suo luogo d’origine, poi proseguite verso sud per assaporare il limoncello preparato con i limoni di Amalfi sulla Costiera Amalfitana. Il pesto è originario di Genova. Per la Cacio e Pepe e la Carbonara, andate a Roma. Firenze è rinomata per le sue bistecche alla fiorentina, spesse e succulente, mentre Venezia è l’epicentro della cultura dell’aperitivo, che si svolge nei suoi bacari (bar rustici) con cicchetti (tapas in miniatura) e bicchieri di Aperol Spritz.
6. Non avere fretta
Mangiare al ristorante in Italia è un rituale sociale, non una necessità. Il pranzo o la cena possono durare ore, lasciando spazio per una pausa tra una portata e l’altra. I momenti di pausa sono riempiti da conversazioni. Se arrivate a cena all’ora in cui cenano gli italiani, in genere dopo le 21:00, aspettati di finire verso mezzanotte.
7. Non saltare l’amaro
La conclusione di un pasto italiano è suggellata da un dolce, un caffè (espresso o macchiato, ovviamente) e un amaro. Amaro significa letteralmente “amaro”. Generalmente preparati con scorze di agrumi, gusci di noci o erbe medicinali, gli amari sono in effetti un gusto che va acquisito, ma non c’è niente di meglio per riportarvi alla normalità dopo un pasto abbondante. Gli amari variano molto da regione a regione, quindi chiedete quale sia la specialità locale.