AGI – Quinta notte di bombardamenti in Iran. Il Comando centrale americano delle Forze armate ha reso noto che "alle 14 della costa orientale degli Stati Uniti (le 20 in Italia), le forze armate statunitensi hanno avviato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, la quinta notte consecutiva di operazioni militari". L'obiettivo dell'offensiva è "degradare ulteriormente le capacità militari iraniane", spiega il Centcom su X.
Teheran ha denunciato un nuovo attacco statunitense contro i ponti nel sud del Paese. Secondo la televisione di Stato iraniana e l'agenzia Tasnim, due ponti nella città di Bandar Khamir, nella provincia di Hormozgan, sono stati colpiti da bombardamenti americani. Tra gli obiettivi vi sarebbe il ponte sull'asse stradale di Kahurestan. Le autorità iraniane riferiscono che un automobilista è rimasto ucciso mentre stava attraversando uno dei due ponti al momento dell'attacco. Sette persone sono invece rimaste ferite nei raid americani su Bandar Abbas, secondo quanto riferiscono i media iraniani. Vengono segnalati raid anche sull'aeroporto di Iranshahr nella provincia di Sistan e Baluchistan, nel sud-est dell'Iran.
Calo del traffico nello stretto di Hormuz
Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz continua intanto a diminuire e ha raggiunto nelle ultime 24 ore il livello più basso dall'inizio dell'escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati della piattaforma di monitoraggio marittimo MarineTraffic, citati dalla Cnn, nelle ultime 24 ore soltanto tre navi hanno attraversato il passaggio strategico.
Il dettaglio dei transiti marittimi
Nel dettaglio, due imbarcazioni sono entrate nel Golfo Persico - una nave cargo e una petroliera - mentre una petroliera ha lasciato il Golfo attraversando lo stretto in direzione opposta. Prima dello scoppio del conflitto transitavano quotidianamente attraverso Hormuz in media circa 110 navi.
Problemi di spoofing del segnale Gps
Permangono inoltre problemi legati allo spoofing del segnale Gps, una forma di interferenza elettronica che altera la posizione trasmessa dalle navi, facendole apparire in punti diversi da quelli reali. Il fenomeno, che interessa la regione da mesi, può spostare le coordinate delle imbarcazioni anche di decine di miglia nautiche, rendendo più difficile il monitoraggio del traffico nello stretto.