AGI - Il presidente americano, Donald Trump, non ha voluto escludere la possibilità di uno schieramento di truppe sul terreno in Iran, sia pure limitato all'isola di Kharg. "Non lo escludo nel caso ritenessi che lo schieramento di truppe di terra fosse appropriato", ha spiegato in un'intervista a Fox News. E ha aggiunto: "A volte può essere necessaria una campagna terrestre, ma abbiamo altri che la condurrebbero per noi. Abbiamo colpito l'isola di Kharg tre volte". E ha ricordato: "Abbiamo colpito tutto, tranne gli impianti petroliferi".
Per la quarta notte consecutiva gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi sull'Iran, poche ore dopo l'annuncio della reintroduzione di un blocco navale sui porti iraniani, dopo quello tra aprile e giugno. Almeno due persone sono morte e oltre 260 sono rimaste ferite. Lo afferma, riporta Al Jazeera, Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano. Anche sette soldati iraniani sono rimasti uccisi nei bombardamenti americani nel sudest. Lo ha riferito l'esercito iraniano: "Questa mattina, l'esercito terrorista statunitense ha lanciato 13 missili" contro una caserma vicino alla città di Iranshahr, a 1.500 chilometri da Teheran, si legge in un comunicato ufficiale. "Sette militari son o morti", riporta la nota.
È stata confermata anche la morte del marinaio indiano che risultava disperso nell'attacco alla Gfs Galaxy, la nave portacontainer battente bandiera cipriota colpita due giorni fa al largo della costa dell'Oman. Lo riporta sempre Al Jazeera. L'attacco è stato attribuito ai pasdaran iraniani. Gli altri dieci membri dell'equipaggio, tutti cittadini indiani, sono stati salvati. Sono stati già dimessi 222 feriti, ha aggiunto il funzionario.
I media locali hanno riferito di diverse esplosioni nella città portuale di Bandar Abbas e in alcune zone vicino a Sirik. Secondo l'agenzia Mehr, c'è stato uno scambio di colpi nello Stretto di Hormuz, come ha fatto sapere il governatorato di Hormozgan. L’agenzia Irna ha riferito che il regime ha risposto attaccando asset e forze Usa nella base aerea di Al-Azraq, in Giordania, con i droni che avrebbero colpito l'area in cui erano stazionati caccia F-18, gli alloggi militari e un grande hangar. Gli hangar usati dalle forze Usa e un'area in cui erano sistemati diversi F-18 nella base di Al-Azraq e in Kuwait un centro logistico usato dagli americani a Mina Abdullah.
Gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi anche contro Bushehr, città portuale nel sud dell'Iran, sede dell'unica centrale nucleare civile del Paese. Lo ha dichiarato all'agenzia Irna il governatore della città, Mohammad Mozafari.
Trump all'Iran: "Meglio fare un accordo, non hanno scelta"
Gli attacchi contro l'Iran "continueranno finché non dirò basta": lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista a Fox News. Trump ha riferito che "nel pomeriggio" ci sono stati contatti tra i funzionari Usa e quelli iraniani a cui è stato spiegato che è meglio che facciano un accordo perché altrimenti "non rimarrà nulla, non hanno altra scelta". Quanto allo Stretto di Hormuz, il presidente americano ha ribadito che "è aperto a chi lo vuole attraversare, ma non per l'Iran".
Trump ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se non sarà raggiunto un accordo in settimana con Teheran. "La prossima settimana si mette proprio male per loro perché la prossima settimana tocca alle centrali elettriche", ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox News. Per poi anticipare che "la prossima settimana tocca ai ponti. Abbatteremo tutte le loro centrali. Abbatteremo tutti i loro ponti, a meno che non si siedano a un tavolo a negoziare".
Droni in Bahrein, Giordania e Kuwait
Le forze armate del Kuwait hanno riferito di aver intercettato nella notte droni d'attacco lanciati dall'Iran, mentre in Bahrein sono risuonate le sirene degli allarmi e il ministro dell'Interno ha invitato la popolazione alla calma e a raggiungere i più vicini rifugi.
Le forze armate iraniane hanno rivendicato di aver sferrato nella notte attacchi contro obiettivi Usa in Bahrein, Giordania e Kuwait. In particolare, ha reso noto un comunicato trasmesso dalla tv di Stato, in Bahrein è finita nel mirino la Quinta Flotta Usa, in Giordania.
Le forze armate della Giordania hanno reso noto di aver abbattuto nella notte tre missili lanciati dall'Iran in risposta ai raid Usa. "Le difese aeree hanno intercettato e abbattuto tre missili balistici che erano entrati nel territorio giordano dall'Iran", ha riferito una nota in cui si precisa che non ci sono stati danni, né feriti.
Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché non cesseranno "gli atti di aggressione americani". In un comunicato letto alla tv iraniana, i Pasdaran hanno anche minacciato di bloccare altre rotte strategiche per le esportazioni di petrolio e gas che "servono gli Usa e i loro alleati". "Le esportazioni d petrolio e gas o saranno accessibili a tutti o non lo saranno per nessuno", ha concluso il comunicato alludendo al blocco navale imposto nuovamente dagli Usa.
Riprende il blocco navale dopo il memorandum d'intesa
Dopo meno di un mese, è ripreso da ieri il blocco delle navi, delle coste e dei porti iraniani da parte delle forze Usa. Lo Us Central Command ha sottolineato che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano nella regione e "le forze americane restano vigili, letali e pronte". Il blocco navale annunciato lunedì ha di fatto messo fine al cessate il fuoco di 60 giorni che era stato negoziato da Teheran e Washington.
Gli Usa avevano rimosso il blocco navale il 18 giugno, dopo quasi due mesi, in attuazione del memorandum d'intesa tra i due Paesi. Durante il precedente blocco navale, gli Usa bloccarono nove navi che non avevano rispettato l'interdizione e aprirono il fuoco sulla MT Settebello, uccidendo tre marinai indiani. Le navi che attraversano il Golfo dell'Oman e si avvicinano allo Stretto di Hormuz devono contattare le navi Usa e le imbarcazioni sospettate di violare il blocco saranno fermate e ispezionate. "Il blocco non impedirà i transiti di navi neutrali attraverso lo Stretto da o per destinazioni non iraniane", ha assicurato il comando Usa.
Le sanzioni al magnate del petrolio Shamkhani
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a 50 individui, entità e navi accusate di essere legate al magnate iraniano del petrolio Mohammad Hossein Shamkhani, a capo di una presunta rete in grado di aggirare le sanzioni americane. La rete di elusione delle sanzioni di Shamkhani "è un fattore determinante per le esportazioni di petrolio iraniano", si legge nel comunicato del Dipartimento di Stato americano.
"La rete di Shamkhani si avvale di una combinazione di cittadini e aziende iraniani e stranieri per attuare schemi di elusione delle sanzioni", sottolinea il dipartimento, aggiungendo che "utilizza inoltre società di comodo offshore, fondamentali per la capacità della rete di commerciare beni soggetti a sanzioni e recuperare i proventi di tali attività". Il Dipartimento di Stato ha assicurato che Washington utilizzerà "tutti gli strumenti a sua disposizione per chiedere conto al regime delle sue azioni".