AGI - Un uomo sospettato di incendio doloso è stato arrestato ieri sera in un parcheggio vicino alla foresta di Fontainebleau e posto in custodia cautelare, mentre circa 800 vigili del fuoco sono impegnati ancora oggi nel tentativo di contenere i focolai che divampano nella foresta.
L'uomo, un 46enne è sospettato di aver forzato il nastro di delimitazione di un parcheggio chiuso al pubblico.
Bruciati 2.000 ettari in due giorni
Nel suo veicolo sono stati trovati numerosi giornali accartocciati e un accendino, secondo fonti di polizia. Il procuratore di Fontainebleau ieri sera ha detto in conferenza stampa, che quattro persone restano in custodia cautelare nell'ambito delle indagini sugli incendi che, secondo gli ultimi dati, hanno bruciato quasi 2.000 ettari in due giorni nella foresta di Fontainebleau. Tra gli arrestati, due giovani fermati lunedì hanno confessato i fatti: un vigile del fuoco volontario di Fontainebleau che ha ammesso di aver "dato fuoco a dei ramoscelli con un accendino e della benzina", e un altro uomo che ha ammesso di aver "acceso accidentalmente un incendio gettando una sigaretta". I due, incensurati, sono sospettati di aver appiccato due incendi distinti a Arbonne-la-Foret e l'altro nella zona di Faisanderie, vicino a Fontainebleau. Il vigile del fuoco volontario è stato "sospeso", ha dichiarato il Servizio dipartimentale antincendio e di soccorso della Seine-et-Marne (SDIS) in un comunicato stampa esprimendo "il suo più profondo rammarico".
Secondo Paul-Edouard Laurain, portavoce del Servizio antincendio e di soccorso dipartimentale della Seine-et-Marne (SDIS), "i vigili del fuoco sono discreti" sull'argomento: "C'è un senso di rifiuto e un po' di vergogna per il fatto che sia stato uno di noi", che era in servizio "da meno di un anno".
L'incendio dell'A6
Altre due persone sono state arrestate ieri mattina in relazione all'incendio scoppiato domenica vicino all'autostrada A6, che ha causato la chiusura di un tratto della superstrada e ha devastato circa 1.500 ettari.
La riapertura dell'A6 "dovrebbe avvenire gradualmente nelle prossime ore", ha indicato la prefettura della Seine-et-Marne. Riguardo all'incendio, "l'ipotesi che il rogo sia divampato in relazione a lavori in corso nelle immediate vicinanze dell'autostrada A6 è oggetto di approfondite indagini", ha sottolineato il procuratore in una dichiarazione di martedì, aggiungendo che la procura sta valutando "tutte le possibilità, sia accidentali che dolose".
Stamattina, diversi gendarmi del dipartimento specializzato in indagini penali erano presenti per raccogliere prove. Gli abitanti della città di Vaudoue', parzialmente evacuati domenica, hanno potuto fare ritorno alle proprie case dopo che il prefetto della Seine-et-Marne ha annunciato ieri sera che gli incendi erano "contenuti", sebbene non completamente "spenti".
Il lavoro dei vigili del fuoco
Circa 800 vigili del fuoco sono rimasti sul posto per impedire che l'incendio si riaccendesse. Mentre il numero di personale a terra è rimasto invariato rispetto a ieri, il supporto aereo è stato ridotto: sono stati impiegati tre aerei antincendio Canadair, un Dash 8, due elicotteri antincendio e un elicottero di comando. Il giorno precedente, quattro aerei antincendio Canadair e altri velivoli erano stati coinvolti nelle operazioni di spegnimento.
Gli incendi di torba e i loro pericoli
A causa del terreno torboso della foresta, i vigili del fuoco dovranno rimanere mobilitati per un certo periodo per prevenire la propagazione degli incendi. "Un incendio di torba può propagarsi (sottoterra) per diversi giorni, persino diverse settimane, e talvolta riaccendersi a più di cento metri dal focolaio iniziale", ha avvertito ieri il prefetto Pierre Ory.
Nel sud del paese, gli incendi nell'Alta Corsica hanno bruciato circa 150 ettari negli ultimi tre giorni, rendendo necessaria la chiusura di un tratto del sentiero escursionistico GR30 e l'evacuazione di una ventina di escursionisti.