AGI - David Sánchez Pérez-Castejón, fratello del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, è stato condannato a nove anni di interdizione dai pubblici uffici per il reato di prevaricazione amministrativa. La stessa pena è stata inflitta dalla Corte provinciale di Badajoz anche a Miguel Angel Gallardo, ex presidente della Provincia di Badajoz ed ex leader del Psoe in Estremadura, e agli altri nove imputati, ritenuti responsabili di irregolarità nella creazione, nel 2017, di un posto di lavoro all'interno dell'ente pubblico "con l'obiettivo che fosse occupato" dal fratello del premier.
La decisione dei giudici di Badajoz
La sentenza precisa tuttavia che "non è stato dimostrato che una o più persone determinate abbiano esercitato pressioni o influenze sugli imputati" per predisporre il posto poi ricoperto da David Sánchez. La condanna comporta per tutti gli undici imputati la perdita definitiva dell'incarico eventualmente ricoperto e l'impossibilità di accedere a un analogo impiego pubblico per nove anni. La decisione, impugnabile in appello, arriva in un momento particolarmente delicato per il governo spagnolo, alle prese con diversi procedimenti giudiziari e con le richieste di chiarimenti avanzate dagli alleati parlamentari sui casi di corruzione che coinvolgono il Psoe.
Il processo
Sia la Procura sia le difese avevano chiesto l'assoluzione di David Sánchez, di Gallardo e degli altri imputati, sostenendo che non vi fossero prove dei reati di traffico di influenze e prevaricazione amministrativa contestati dalle accuse. Al centro del procedimento vi erano la creazione e l'assegnazione, nel 2017, di un incarico dirigenziale al fratello del presidente del governo, il cambio di denominazione dello stesso posto nel 2022 e l'assegnazione, nel 2023, di un altro incarico a Luis Carrero, amico di David Sánchez.
Le sette parti civili avevano invece chiesto pene comprese tra uno e sei anni di reclusione. Nel corso delle sette udienze del processo, svoltesi tra la fine di maggio e l'inizio di giugno presso la Corte provinciale di Badajoz, le accuse hanno fondato la propria ricostruzione su un rapporto dell'Uco, l'Unità centrale operativa della Guardia Civil. Tale ricostruzione è stata però contestata dalle testimonianze di oltre cinquanta persone - tra testimoni, agenti della Guardia Civil e gli stessi imputati - la maggior parte delle quali ha smentito le conclusioni del rapporto investigativo.