AGI - L'Ice, l'agenzia federale americana di controllo dell'immigrazione, è stata coinvolta in una nuova sparatoria mortale. Stavolta è avvenuta a Biddeford, nel Maine, costa est degli Stati Uniti, anche se i dettagli di quanto accaduto restano ancora pochi. Un testimone oculare, Lucas Scott, ha riferito ai media locali di aver udito almeno quattro spari dopo aver visto diversi agenti dell’ICE circondare una berlina bianca questa mattina.
La Maine Immigrants’ Rights Coalition e Presente Maine, che hanno identificato congiuntamente la vittima come un colombiano di 26 anni senza però rivelarne il nome, hanno affermato che l’uomo era autorizzato a lavorare negli Stati Uniti.
No comment del Dipartimento di sicurezza interna
"Non permetteremo che questa morte venga ridotta a una nota a piè di pagina nelle statistiche sull’applicazione della legge di questa amministrazione", ha dichiarato Crystal Cron, direttrice esecutiva di Presente Maine. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna, che sovrintende all’ICE, non ha rilasciato commenti.
La dinamica della sparatoria
Il presidente della Camera, Ryan Fecteau, esponente democratico, ha spiegato tramite un post scritto su Facebook che la sparatoria è avvenuta in una città costiera di circa 23 mila abitanti, a 24 chilometri a sud-ovest di Portland. "Questa mattina è avvenuta una sparatoria a Biddeford. Una persona è stata uccisa. L'Ice è stata coinvolta", ha scritto Fecteau. "La polizia di Stato e il dipartimento per la Sicurezza pubblica sono ora sul posto per raccogliere informazioni e ci aspettiamo che anche l'Fbi indaghi", ha aggiunto.
La vittima difendeva i diritti degli immigrati
Project Relief, un gruppo che difende i diritti degli immigrati, ha inoltre scritto sui social che uno dei membri della comunità è stato ucciso "durante un incontro con l'Ice" e che il gruppo era in contatto con la famiglia della vittima. Nella nota affidata ai social, l'organizzazione ha genericamente descritto la persona coinvolta come "giovane", senza fornire l’età o altri dettagli "Questa era una giovane persona la cui vita è stata spezzata", ha dichiarato il gruppo, chiedendo giustizia e sostegno per la famiglia e la comunità.
La marcia degli attivisti
In questo clima di tensione, alcuni attivisti hanno organizzato una marcia di protesta. Secondo quanto riportato dai media locali, alcuni manifestanti hanno già cominciato a radunarsi nella città, che ha un centro storico lungo il fiume Saco e una zona sul mare molto frequentata dai turisti. Mentre gli investigatori erano ancora sulla scena nella tarda mattinata, la polizia ha chiuso tutta l'area.
Massive number of rioters on the streets in Maine after trying to storm @SenatorCollins’ office.
Police were called.
Do any of these people actually work, or are they just paid by NGOs and the DNC? https://t.co/JTEDyNVoUU pic.twitter.com/Z1c246cP0R
Nona vittima della nuova ICE di Trump
La governatrice del Maine, Janet Mills, ha dichiarato di essere stata informata della sparatoria e spiegato che la polizia sta collaborando con l'ufficio del procuratore generale dello Stato, l'ufficio del medico legale e le autorità federali per stabilire cosa sia accaduto. "So che situazioni come questa sono allarmanti e spaventose", ha aggiunto Mills, anche lei democratica. Nel caso l'ipotesi dell'uccisione da parte dell'Ice venisse confermata, si tratterebbe almeno della nona morte legata a un intervento delle autorità federali per l'immigrazione dall'inizio della stretta dell'amministrazione Trump sull'immigrazione, e della seconda in una settimana, dopo l'uccisione di un uomo a Houston.
La sparatoria arriva mentre l'amministrazione americana ha intensificato la campagna per attuare il suo programma di deportazioni di massa. In cinque giorni alla fine di giugno, l'Ice ha arrestato più di 10 mila persone. I dati indicano che, anche se l'amministrazione non sta più' concentrando le operazioni sulle singole città, gli arresti stanno aumentando rapidamente.
Una settimana fa un altro uomo ucciso
La settimana scorsa, un agente dell'Ice ha ucciso con un colpo di arma da fuoco Lorenzo Salgado Araujo, 52 anni, operaio edile messicano che viveva a Houston, Texas, padre di tre figli. L'uomo, incensurato e in attesa di regolarizzare la sua posizione, era stato inseguito da agenti federali a bordo di veicoli non contrassegnati mentre stava portando la sua squadra di lavoratori verso il loro ultimo luogo di lavoro. Dopo la morte l'Ice, che aveva accusato la vittima di aver tentato di investire un agente, versione smentita da tre testimoni, ha ammesso che Araujo non era l'obiettivo della loro operazione.