AGI - Una "devastazione terrificante": così l'Onu ha definito li danni del potentissimo terremoto (il più forte degli ultimi 125 anni) che ha devastato il Venezuela con due scosse gemelle di magnitudo 7.2 e 7.5 a distanza di 39 secondi. Il bollettino è drammatico e destinato a salire ancora: ad oggi si registrano almeno 235 morti e 4.300 feriti, secondo quanto riferito dal ministro della Salute, Carlos Alvarado. Tra i deceduti c'è anche un italo-venezuelano. L'Italia stima che in Venezuela vi siano circa 170.000 titolari di passaporto italiano. E la Farnesina fa sapere che molti connazionali non rispondono. Ma nello stato di La Guaira si scava senza sosta. Anche a mani nude. Oltre 100 edifici sono crollati nella zona e 70mila famiglie sono ormai sfollate.
Aiuti e solidarietà da tutto il mondo
Squadre di soccorso, aiuti umanitari e messaggi di solidarietà: una comunità internazionale sotto shock si attiva in sostegno del Venezuela. Dall'Italia all'Unione europea, dal Vaticano agli Stati Uniti, fino all'America Latina e ai principali partner di Caracas, governi, organismi internazionali e organizzazioni umanitarie hanno avviato le prime iniziative per sostenere le operazioni di ricerca e assistere la popolazione colpita. Le operazioni di ricerca potranno contare anche sull'impiego di squadre internazionali certificate dalle Nazioni Unite, il cui dispiegamento è stato annunciato dalla presidente ad interim Delcy Rodrìguez.
L'Italia e l'Ue
L'Italia figura tra i Paesi che hanno messo a disposizione assistenza attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile. L'Unione europea ha inoltre attivato il sistema satellitare Copernicus per mappare le aree colpite e coordina gli aiuti offerti da Italia, Spagna e Repubblica Ceca. Bruxelles si è detta pronta a rafforzare ulteriormente il proprio sostegno, mentre Madrid è stata tra le prime capitali europee a esprimere vicinanza a Caracas. Sul fronte europeo, la Francia ha annunciato l'invio immediato di una squadra di 85 soccorritori specializzati nelle operazioni di salvataggio e sgombero delle macerie. Il presidente Emmanuel Macron, dopo un colloquio con Rodrìguez, ha assicurato che Parigi è pronta ad agire insieme ai partner europei per rispondere alle richieste delle autorità venezuelane. Il governo francese ha inoltre reso noto che l'ambasciata a Caracas ha riportato danni a causa del sisma.
Anche i Paesi Bassi parteciperanno alle operazioni con un contingente di almeno 60 specialisti, tra vigili del fuoco, medici, ingegneri e unità cinofile, stanziando fino a due milioni di euro per finanziare la missione. La Germania ha annunciato l'invio di sei aerei da trasporto militari a sostegno delle operazioni umanitarie, mentre la Svizzera sta mobilitando 80 operatori, otto cani da ricerca e 18 tonnellate di attrezzature. Anche la Repubblica Ceca ha confermato che la propria squadra di soccorso è pronta a partire.
Il sostegno economico di Papa Leone
Dal Vaticano è arrivato un primo sostegno economico. Papa Leone XIV ha disposto un contributo iniziale di 100.000 euro, che sarà convogliato attraverso le strutture ecclesiastiche locali per far fronte alle necessità più urgenti della popolazione colpita.
Gli Usa
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha assicurato una risposta "rapida, ampia ed efficace" da parte dell'intero governo americano, precisando che la priorità è salvare le persone ancora intrappolate sotto le macerie. Gli Stati Uniti hanno inoltre annunciato un pacchetto di aiuti da 150 milioni di dollari, mentre il presidente Donald Trump ha assicurato che Washington sarà al fianco del Venezuela. "Siamo pronti ad aiutare i nostri nuovi amici", ha scritto su Truth. Gli Usa hanno annunciato navi da guerra, elicotteri e aerei da soccorso, nonché la sospensione delle sanzioni per facilitare i soccorsi.
L'America Latina
L'America Latina è tra le prime aree ad aver mobilitato uomini e mezzi. Il Messico invierà soccorritori e personale sanitario del Ministero della Difesa nazionale; la presidente Claudia Sheinbaum ha spiegato che il contingente valuterà le necessità sul campo prima di un eventuale rafforzamento della missione, ribadendo che "il Messico è e sarà sempre solidale". Anche il Cile ha confermato l'invio di aiuti umanitari e squadre di soccorso dopo un colloquio tra il presidente Josè Antonio Kast e Rodrìguez. Il Brasile farà partire tra venerdì e sabato una missione umanitaria con 36 vigili del fuoco specializzati, tecnici della Protezione civile e delle telecomunicazioni e il materiale necessario per allestire un ospedale da campo. Alle operazioni si uniranno anche Ecuador ed El Salvador. Da Quito partiranno 47 soccorritori e due cani addestrati, mentre il presidente Nayib Bukele ha annunciato una missione composta da 300 soccorritori e paramedici, con 50 tonnellate di attrezzature, medicinali e beni di prima necessità. Panama e Repubblica Dominicana hanno a loro volta annunciato l'invio di soccorritori, mentre la Colombia invierà oltre 60 operatori e 12 tonnellate di aiuti umanitari.
"La Colombia aiuterà sempre il Venezuela", ha dichiarato il presidente Gustavo Petro. L'Argentina ha annunciato l'invio di aiuti umanitari in un Paese che, secondo il portavoce presidenziale Adrian Ravier, "sta attraversando una delle catastrofi naturali più devastanti della sua storia recente". Cuba ha reso noto che la propria missione medica è impegnata fin dalle prime ore nell'assistenza ai feriti. Offerte di sostegno sono arrivate anche da Perù, Paraguay, Costa Rica e Uruguay, mentre il Canada sta preparando un invio di aiuti umanitari. Haiti, ricordando il devastante terremoto del 2010, ha espresso la propria vicinanza al popolo venezuelano.Parallelamente si è attivata la macchina delle organizzazioni internazionali.
L'Onu
Le Nazioni Unite coordinano il dispiegamento di almeno 12 squadre internazionali di ricerca e soccorso e il vice segretario generale per gli Affari umanitari, Tom Fletcher, ha definito la situazione nelle aree colpite una "devastazione davvero terrificante". Anche il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha fatto sapere che i colloqui con le autorità venezuelane saranno incentrati su come far fronte alle ulteriori necessità derivanti dalla catastrofe. Sul piano degli aiuti materiali, la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha annunciato lo stanziamento immediato di 2,5 milioni di dollari per sostenere le operazioni di emergenza.
Dalla base logistica di Panama partiranno inoltre almeno 40 tonnellate di aiuti umanitari diretti in Venezuela. Una prima spedizione di 17 tonnellate, destinata a 800 famiglie, è prevista nella serata di giovedì con un tempo di transito stimato di circa due ore.Tra i principali partner internazionali di Caracas, la Cina si è detta pronta a fornire "tutto l'aiuto" necessario in base alle esigenze del Paese. La Russia ha espresso solidarietà al "popolo amico venezuelano" assicurando che risponderà "tempestivamente" a qualsiasi richiesta di assistenza, mentre anche l'Iran si è dichiarato disponibile a fornire il sostegno richiesto per le operazioni di soccorso. Alla mobilitazione si è unito anche lo chef spagnolo Josè Andrès, che ha annunciato una donazione di un milione di dollari a sostegno di World Central Kitchen, già impegnata nell'organizzazione della distribuzione di generi alimentari.
Il cordoglio
Messaggi di cordoglio e vicinanza sono arrivati infine da numerosi Paesi. Il premier spagnolo Pedro Sànchez ha espresso il "pieno sostegno" al popolo venezuelano, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno manifestato la loro solidarietà alle vittime. Condoglianze sono state espresse anche da Giappone, Russia, Ucraina, Libia e Algeria, mentre Israele ha reso noto di aver avviato i preparativi per un eventuale invio di una delegazione umanitaria. La Missione internazionale indipendente per l'accertamento dei fatti sul Venezuela ha infine chiesto la revoca delle restrizioni su Internet e sui mezzi di comunicazione per facilitare il flusso di informazioni durante l'emergenza.