AGI - Lo Stretto di Hormuz sarà aperto senza pedaggi, non solo per i prossimi sessanta giorni ma per sempre. Lo ha detto Donald Trump, parlando a Evian dove è in corso il summit del G7 sull'accordo di pace firmato con l'Iran. Il presidente americano ha spiegato che la seconda fase dei negoziati tra Usa e Iran "sarà più semplice" della precedente. L'accordo con l'Iran è "equo" e "dovrebbe funzionare", ha detto Trump . "Abbiamo dovuto bombardarli due volte, spero che una terza non sarà necessaria", ha aggiunto.
Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che "il testo dell'intesa tra Stati Uniti e Iran verrà diffuso in una seduta formale". Il capo della Casa Bianca, parlando a Evian, ha annunciato "una conferenza stampa tra qualche giorno in cui saranno resi pubblici i dettagli dell'accordo" che, ha spiegato, “ruota attorno a una sola cosa, ed è che l'Iran non possederà mai un'arma nucleare".
Monitoraggio dei siti nucleari
"Stiamo monitorando i siti dell'uranio arricchito, lo vogliamo distruggere non ottenere". Lo ha dichiarato il presidente americano. "Abbiamo le attrezzature necessarie per scavare siti nucleari ed estrarre la polvere nucleare", ha aggiunto bollando poi come una "voce ridicola" l'indiscrezione secondo la quale gli Stati Uniti intenderebbero investire 300 miliardi in Iran per la ricostruzione. "Non stiamo investendo alcun denaro in Iran", ha dichiarato Trump. "Abbiamo il diritto di venire un giorno e fare qualcosa se io o qualcun altro vuole fare qualcosa, ma non stiamo investendo alcun denaro - ha aggiunto - non abbiamo l'obbligo di investire alcun denaro in Iran".
Cambio di regime e negoziati
Per quanto riguarda il governo di Teheran, Trump ha affermato di non essere "mai stato interessato a un cambio di regime in Iran" sebbene "immagino si possa dire che c'è stato" a fronte della morte di numerose figure ai vertici del sistema politico-militare della Repubblica Islamica. "Non credo nei cambi di regime, ho visto per anni cambi di regime e non funzionano mai. Devono accadere e basta", ha aggiunto. Poi ha spiegato: “Ma suppongo che ci sia un cambio di regime, il primo gruppo di leader è tutto morto, così come il successivo. Anche parte del terzo. Oggi stiamo negoziando con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate".
Israele e Libano
Parlando poi di Israele, l’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che se non fosse per lui, “oggi non esisterebbe, e chiunque ha un minimo di buon senso in Israele lo sa". "Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, "dev'essere più responsabile in Libano – ha poi dichiarato il presidente americano - se Israele non è in grado di svolgere il compito contro Hezbollah senza uccidere altri, allora la Siria deve farlo", ha commentato il capo della Casa Bianca che ha poi precisato di avere "un eccellente rapporto" con il premier israeliano, anche se ha ribadito che "l'attacco a Beirut non gli piace".