La smentita di Teheran e il nodo delle tariffe
I media iraniani tuttavia contraddicono la versione americana. Le due agenzie di stampa iraniane semi-ufficiali legate alle Guardie Rivoluzionarie hanno fatto sapere che Teheran consentirà il transito gratuito solo per i 60 giorni in cui si svolgeranno ulteriori negoziati, mentre allo scadere dei due mesi saranno imposte delle tariffe 'sul transito.
L'agenzia Fars scrive che l'Iran "intende trarre profitto economico dal traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto" e durante tutto il conflitto, Teheran ha sempre sostenuto che non avrebbe rinunciato al controllo dello Stretto di Hormuz dopo la guerra, salutando il mantenimento del canale come la sua piu' grande vittoria e promettendo di imporre tariffe alle navi che utilizzano il corridoio marittimo anche in tempo di pace.
Il futuro dei negoziati e lo scetticismo degli armatori
L'esito finale dipenderà in ultima analisi dall'andamento dei negoziati e da ciò che l'Iran riuscirà a ottenere in cambio dell'accordo di mantenere lo Stretto di Hormuz permanentemente aperto e senza pedaggi. Per rinunciare ai benefici economici derivanti dall'apertura dello Stretto è prevedibile che Teheran richiederà significative concessioni. "Le navi stanno iniziando a lasciare lo Stretto di Hormuz, molte delle quali cariche di petrolio", ha annunciato Trump.
Tuttavia l'incertezza sulla riapertura dello stretto lascia in stand by le compagnie e le principali organizzazioni del trasporto marittimo. Per armatori e operatori del settore, le condizioni di sicurezza non consentono ancora una ripresa immediata della navigazione. Il colosso danese Maersk, ha dichiarato di "accogliere con favore" l'accordo, ma ha precisato che "è troppo presto per valutarne l'impatto e che al momento non sono previsti cambiamenti per le attività del gruppo in Medio Oriente".