AGI - Con gli occhi puntati sulla crisi in Medio Oriente e il tanto annunciato accordo fra Usa e Iran che, secondo il presidente americano Donald Trump, dovrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, a Evian, cittadina termale nelle Alpi francesi, nota per essere stata il luogo dove nel 1962 furono firmati gli accordi che misero fine alla guerra d’Algeria e portarono all’indipendenza del Paese nordafricano, è tutto pronto per l’avvio del G7, domani sera, con la cena inaugurale.
Sono attesi tutti i leader del Gruppo, che comprende la Francia, gli Usa, il Regno Unito, il Canada, l’Italia, la Germania e il Giappone. Il presidente transalpino, Emmanuel Macron, ha anche invitato i leader di Brasile, Egitto, India, Kenya e Corea del Sud.
Avvio del vertice e temi principali
Il vertice inizierà quindi con la cena in cui vi sarà una discussione libera sulle grandi tematiche di attualità: Ucraina, Medio Oriente, Golfo Persico, Indopacifico, in formato G7.
Le sessioni dei giorni successivi
Le sessioni dei giorni successivi saranno cinque: una dedicata all’Ucraina con la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, una dedicata alla situazione in Medio Oriente e nel Golfo, una dedicata ai partenariati internazionali, una dedicata alla crescita economica condivisa e l’ultima sessione, mercoledì, dedicata all’I.A. con la presenza di alcuni protagonisti delle grandi big tech americane e non.
In particolare sono attesi Sam Altman, tra i co-fondatori nonché primo Ad di OpenAI, il fondatore di Anthropic, Dario Amodei, e Arthur Mensch di Mistral AI. Insieme parteciperanno alla sessione di mercoledì dedicata alla protezione dei minori nella sfera digitale.
Priorità della presidenza francese
Fra le priorità stabilite dalla presidenza francese, vi sono chiaramente le attuali crisi geopolitiche, ma anche una crescita mondiale equilibrata, sostenibile e condivisa, la lotta al narcotraffico e la protezione dei minori sul web. Il summit si concluderà mercoledì con la conferenza stampa di Macron. Nel corso dei lavori la Cina sarà certamente al centro dell’attenzione nei dibattiti sull’economia: Macron intende dare un nuovo slancio alle relazioni con Pechino.
Le priorità dell’Italia al G7
Fra le priorità della premier Giorgia Meloni, che interverrà a tutte le sessioni, vi è sempre l’unità dell’Occidente e, ovviamente, la risoluzione delle crisi internazionali, che hanno un impatto sempre più importante anche in Italia. Se finalmente arrivasse un accordo fra Usa e Teheran sarebbe un grande risultato a livello globale, “perché tutti stanno soffrendo gli effetti del conflitto”, hanno evidenziato fonti italiane.
Temi strategici per l’Italia
Per l’Italia, al summit, le priorità sono “garantire la continuità narrativa sui grandi temi internazionali, da quello migratorio, che viene affrontato per il terzo anno di fila, a dimostrazione di quanto sia trasversale e importante per tutti, al tema di una soluzione delle crisi mediorientali, di cui si parlerà a lungo sia nella cena inaugurale di lunedì sera che nella sessione dedicata”, hanno precisato le stesse fonti precisando che “c’è interesse a giocare un ruolo attivo in Libano, ma non da soli, e questa è una priorità condivisa con la presidenza francese”.
Poi si parlerà del tema degli sq??uilibri macroeconomici, “che interessa tutti, e poi il tema dell’Intelligenza artificiale, e sarà un tavolo di estremo interesse in cui sarà particolarmente interessante ascoltare come il mondo commerciale si rapporta ai governi”.
Rapporti con Trump
Quanto al rapporto con Donald Trump, Meloni “dice le cose in maniera molto chiara e diretta e alle dichiarazioni del presidente Usa non poteva non replicare e Trump ha capito le ragioni della sua risposta e della sua chiarezza”, hanno aggiunto le fonti italiane tornando a ribadire che per la premier “resta essenziale l’unità dell’Occidente”.
Dossier Ucraina e mediazione europea
E in attesa dell’auspicato accordo Usa-Iran, per quanto riguarda il dossier Ucraina, che interesserà una delle sessioni di lavoro del G7, con la presenza di Volodymyr Zelensky, il governo italiano conferma la proposta di un mediatore europeo. Su questo punto, hanno concluso le stesse fonti, “non è una questione di nomi, ma di far parlare l’Europa con una sola voce per essere efficaci”.