In seguito a un servizio della NBC secondo cui il Pentagono avrebbe innalzato a livello critico il livello di allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele, il New York Times ha riportato che i documenti includono preoccupazioni sul fatto che Israele abbia intensificato i suoi sforzi per intercettare le comunicazioni di alti funzionari americani, tra cui l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, nonché il principale consigliere politico del Pentagono, Elbridge Colby, e uno dei suoi principali vice, Michael DiMino.
Fonti americane hanno riferito al New York Times che Israele sta cercando di ottenere informazioni sulla strategia di Trump e sui suoi mutevoli ruoli riguardo ai colloqui di pace con l'Iran. Secondo il giornale, il rapporto del Pentagono è stato redatto in seguito ad episodi in cui il personale di sicurezza americano in Israele ha rilevato l'installazione clandestina di software di sorveglianza sui propri telefoni.
Israele rimuove il vicecapo del Mossad
Intanto, sempre restando in tema di servizi segreti, va detto che il nuovo capo del Mossad, Roman Gofman, ha rimosso il suo vice, Aleph, dall'incarico. Un comunicato diffuso dall'ufficio del Primo Ministro a nome del Mossad ha dichiarato che "il capo del Mossad intende nominare un nuovo vice proveniente dall'interno dell'organizzazione. Ha espresso il suo profondo apprezzamento ad Aleph per i 22 anni di servizio operativo nel Mossad. Aleph ha augurato al capo del Mossad grande successo".
Il comunicato ha inoltre precisato che "la decisione rientra nel processo di insediamento del capo del Mossad, che intende formare il team dirigenziale che lo affianchera' nel raggiungimento degli obiettivi e nell'affrontare le sfide che l'organizzazione dovra' affrontare nei prossimi anni".