AGI - I numerosi gioielli con pietre preziose nere rinvenuti in una cassaforte nell'ufficio di José Luis Rodríguez Zapatero non sono di buon auspicio in una settimana buia anche in tribunale per il Governo e il PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo), che ha visto l'UCO (Unità Operativa Centrale della Guardia Civil) fare irruzione nella sede del partito alla ricerca di prove di un presunto complotto per ostacolare le indagini a suo carico.
La convergenza di questi due casi - il caso Plus Ultra, con l'ex primo ministro incriminato, e il caso Leire, riguardante l'ex membro del Partito Socialista Leire Diez - è complicata dall'inizio del processo a David Sanchez, fratello del primo ministro, per il suo impiego presso la Deputazione Provinciale di Badajoz. A metà settimana, Pedro Sanchez è stato travolto da un'intensa attività giudiziaria mentre era a Roma, dove Papa Leone XIV lo ha ricevuto in udienza. Da lì, il primo ministro ha escluso la possibilità di indire nuove elezioni, a fronte delle crescenti pressioni dei suoi partner di coalizione.
Settimana nei tribunali
Così si è svolta la settimana nei tribunali, culminata con la richiesta del capo dell'Esecutivo di comparire davanti al Congresso dei Deputati.
A seguito dell'incriminazione senza precedenti, avvenuta martedì scorso, dell'ex primo ministro come presunta "mente" di un sistema di traffico di influenze a beneficio della compagnia aerea Plus Ultra, nei giorni scorsi sono emersi innumerevoli resoconti che descrivono nel dettaglio le complessità di un'inchiesta per la quale Zapatero testimonierà il 17 e 18 giugno presso l'Audiencia Nacional.
Dettagli dell’inchiesta UDEF
Sono stati così rivelati i dettagli di un riassunto di migliaia di pagine, comprese le relazioni dell'Unità Centrale per i Crimini Economici e Fiscali (UDEF) della Polizia Nazionale, che indicano la "leadership occulta" dell'ex leader del PSOE in un presunto schema in cui, secondo la loro teoria, venivano veicolati pagamenti a lui e ai suoi collaboratori.
Dettagli come i cento gioielli rinvenuti nella cassaforte dell'ufficio di Zapatero, che lui attribuisce a eredità, o l'ordine del giudice di rintracciare un account di posta elettronica a lui collegato e i conti aziendali delle sue figlie, la cui società, What The Fav, gli inquirenti sospettano possa essere stata utilizzata per il riciclaggio di denaro.
Figura chiave nello schema
Senza dimenticare la figura di Julio Martinez Martinez, che nel caso compare come "luogotenente" dello schema, "ricevitore ed esecutore" degli ordini di Zapatero, secondo l'UDEF.
Il riassunto ha rivelato che possiede una società nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche e che, agli occhi degli inquirenti, non è un "uomo d'affari qualunque", a giudicare dalle annotazioni trovate nei suoi quaderni, con riferimenti a risorse come oro, nichel e petrolio, ad alti funzionari venezuelani e appunti come "Piano Z?" o "Air Europa-Gaspar Zarrias-Magda Alvarez".
Svolta nel caso Leire
La sorpresa è arrivata a metà settimana, quando un altro giudice della Corte Nazionale, Santiago Pedraz, ha inviato l'UCO della Guardia Civile presso la sede del PSOE per richiedere informazioni nell'ambito del caso contro l'ex attivista socialista Leire Diez.
Il cosiddetto "caso Leire" è tornato alla ribalta con una nuova svolta e nuovi protagonisti.
Indagine sul caso Leire
Madrid, 30 mag. - Il giudice ha chiaramente indicato l'oggetto dell'indagine: un complotto, presumibilmente guidato dall'ex leader socialista Santos Cerdan, che avrebbe utilizzato fondi del PSOE per pagare Leire Diez, e finalizzato a ostacolare procedimenti giudiziari contro il governo e il partito.
Tra i nomi coinvolti figuravano quello dell'ex vicepresidente andaluso Gaspar Zarrias e della dirigente del Partito Socialista Ana Fuentes.
Perquisizioni e sviluppi
Mercoledì, l'UCO (Unità Operativa Centrale della Guardia Civil) ha trascorso tredici ore a perquisire la sede del PSOE in via Ferraz a Madrid, molto vicino al luogo in cui, una settimana prima, l'UDEF aveva perquisito l'ufficio di Zapatero.
L'UCO si è recata anche presso l'abitazione di Santos Cerdán, l'ufficio di Zarriás e la sede della Guardia Civil per recuperare documenti riservati resi pubblici ad alcuni agenti a seguito di fughe di notizie.
Ruolo del gruppo investigato
Quello che era iniziato come un caso incentrato su presunte tangenti in appalti pubblici si è trasformato in un'indagine su un gruppo in cui Cerdán avrebbe ricoperto un "ruolo di primo piano" e per il quale avrebbe messo a disposizione la "struttura" del PSOE, con l'obiettivo di destabilizzare casi come quelli che coinvolgevano la moglie e il fratello di Sanchez.
Il giudice ha identificato un incontro del 26 aprile 2024 come un "punto di svolta", coincidente con il periodo di riflessione di Pedro Sanchez dopo l'incriminazione della moglie.
Incontri e nuove incriminazioni
Secondo il giudice Pedraz, questo è stato il momento in cui il gruppo, di cui fanno parte anche Gaspar Zarrias e l'imprenditore Javier Perez Dolset, ha iniziato a operare.
L'indagine ha portato alla luce "almeno" 22 incontri presso la sede del PSOE, per lo più tra Santos Cerdán e Leire Diez - l'ultimo il 1 aprile 2025 - e altri 17 in altri luoghi.
Ha inoltre portato a sette nuove incriminazioni e ha sollevato sospetti sull'ex presidente di Correos, Juan Manuel Serrano, e sul parlamentare Juan Francis.
Pagamenti e accuse
Santos Cerdán, indagato per presunta corruzione nel caso Koldo, avrebbe concordato di versare a Leire Diez 4.000 euro al mese "addebitati" al partito (lei ha ricevuto quattro pagamenti), e Zarrias "avrebbe messo a disposizione la sua società come veicolo per questi pagamenti e per la consulenza legale", secondo l'inchiesta.