Il protocollo anti-spionaggio della delegazione Usa
Secondo la conduttrice di Fox News, Ainsley Earhardt, fonti presenti nel viaggio hanno riferito che tutto il personale statunitense aveva lasciato negli Stati Uniti i propri telefoni personali oppure li aveva spenti e non utilizzati durante la permanenza in Cina. Gli americani avrebbero quindi usato esclusivamente cellulari usa e getta, poi distrutti o lasciati in territorio cinese per evitare qualsiasi rischio di intercettazione. "Non volevano che nulla appartenente ai cinesi finisse su quell'aereo, perche' avrebbe potuto contenere dispositivi di ascolto o essere compromesso da attivita' di spionaggio", ha spiegato Earhardt nella trasmissione "Fox and Friends".
La diffidenza tecnologica tra Washington e Pechino
Anche i giornalisti al seguito del presidente sono stati invitati a restituire i distintivi rossi da bavero distribuiti dalle autorita' di Pechino, che ne avevano richiesto la restituzione. L'episodio si inserisce nel contesto della tradizionale diffidenza reciproca tra Stati Uniti e Cina sul terreno dello spionaggio e della sicurezza tecnologica. Lo stesso Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, ha riconosciuto apertamente che i due Paesi si spiano a vicenda.