AGI - Il Giappone in 'bianco e nero'. Potrebbe essere una perfetta metafora dei tempi di guerra se le ragioni non fossero estremamente prosaiche: gli sgargianti scaffali dei supermercati giapponesi stanno progressivamente virando verso il bianco e nero perché i produttori di imballaggi sono a corto di coloranti. E la ragione è sempre la stessa: la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Giappone vira verso il bianco e nero
L'azienda produttrice di snack Calbee ha annunciato che passerà a confezioni in bianco e nero per alcune delle sue patatine più popolari a causa della carenza di prodotti chimici alla base dei coloranti.
Le nuove confezioni monocromatiche saranno in vendita in Giappone a partire dal 25 maggio, ha dichiarato Calbee, attribuendo la decisione alle difficoltà di reperire materie prime come la nafta utilizzata in vernici e inchiostri. Gli amanti delle patatine Calbee leggermente salate non troveranno più il familiare design arancione e blu, mentre gli appassionati del gusto alle alghe rimpiangeranno il giallo e il verde. Anche il gusto consommé sarà interessato, ha precisato Calbee.
La reazione del governo giapponese
Il governo giapponese si è detto perplesso. Il primo ministro Sanae Takaichi ha affermato che il Giappone si è assicurato scorte sufficienti di nafta e altri prodotti petroliferi simili fino al prossimo anno. "Al momento, il governo non ha ricevuto alcuna segnalazione che indichi problemi immediati di approvvigionamento di inchiostri da stampa o nafta", ha affermato martedì in una conferenza stampa il vice capo di gabinetto Kei Sato.
L'aumento dei costi degli inchiostri
Artience, un produttore giapponese di inchiostri da stampa, ha annunciato ad aprile l'intenzione di aumentare del 20% i prezzi dei suoi inchiostri per prodotti in plastica e carta, a causa della carenza di nafta.
Le importazioni e la produzione interna
Secondo l'Ufficio di Gabinetto giapponese, il Giappone importa in genere circa il 40% della nafta che consuma dal Medio Oriente. Un altro 40% è prodotto internamente e il resto proviene da altre regioni. Il governo ha dichiarato di aver aumentato le importazioni da paesi come Stati Uniti, Perù e Algeria e di aver incrementato la produzione interna.
L'impatto sulle aziende
Un sondaggio condotto ad aprile da Seidanren, che rappresenta le aziende di beni di consumo e le organizzazioni dei consumatori in Giappone, ha rilevato che il 44% delle oltre 100 aziende intervistate ha già risentito in qualche modo della carenza di nafta. Tre quarti delle aziende hanno affermato di prevedere un impatto sulla produzione entro tre mesi se i problemi di approvvigionamento dovessero persistere.