AGI - Lufthansa ha perso l’Oscar del regista russo Pavel Talankin. Dopo che la sicurezza aeroportuale statunitense gli aveva impedito di portare a bordo la statuetta su un volo da New York, la compagnia aerea tedesca l’ha smarrita e l’ha ritrovata solo dopo una frenetica ricerca.
Talankin, vincitore del premio per il suo documentario "Mr. Nobody Against Putin", si era visto impedire di portare il premio a bordo di un volo all’aeroporto JFK mercoledì scorso, riferisce il sito di notizie cinematografiche Deadline. Funzionari della Transportation Security Administration (Tsa) statunitense gli avevano detto di temere che potesse essere usata come arma e lo avevano costretto a imbarcarla nella stiva in una scatola di cartone.
La scomparsa della statuetta
Una volta atterrato in Germania, la statuetta dorata era sparita. Lufthansa ha espresso "rammarico" e ha dichiarato di aver avviato una ricerca interna "con la massima cura e urgenza" per recuperare l’Oscar.
Il ritrovamento a Francoforte
Ore dopo, la compagnia aerea ha rilasciato una nuova dichiarazione affermando che la statuetta era stata trovata ed era a Francoforte per essere restituita a Talankin "il prima possibile". Non ha spiegato come il premio sia scomparso, affermando che "è in corso un’indagine interna".
Il profilo del regista
Talankin, 35 anni, operatore video di una scuola di una piccola città russa, ha suscitato scalpore quando ha vinto l’Oscar per il miglior documentario insieme al regista statunitense David Borenstein.
Il documentario premiato
Realizzato con filmati che Talankin aveva fatto uscire clandestinamente dalla Russia, "Mr. Nobody Against Putin" racconta le lezioni patriottiche a favore della guerra introdotte nelle scuole russe sotto la presidenza di Vladimir Putin, nel contesto dell’offensiva di Mosca in Ucraina.
Le dichiarazioni dopo l’atterraggio
Talankin ha dichiarato a Deadline di aver viaggiato almeno una decina di volte con la statuetta senza alcun problema. "È assolutamente sconcertante come possano considerare un Oscar un’arma", ha dichiarato dopo l’atterraggio a Francoforte giovedì mattina, aggiungendo che sui voli precedenti "aveva viaggiato con la statuetta in cabina e non c’era mai stato alcun problema".
La proposta respinta
Un agente della Lufthansa si era offerto di accompagnare Talankin al gate e di custodire la statuetta durante il volo, ma la proposta è stata bocciata da un funzionario della Tsa.