AGI - La Repubblica islamica proteggerà le sue "capacità nucleari e missilistiche" come patrimonio nazionale. Lo dice il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, che ha rilasciato una dichiarazione scritta riportata dalla televisione di Stato iraniana.
"Novanta milioni di iraniani orgogliosi e onorevoli, dentro e fuori dal Paese, considerano tutte le capacità dell'Iran, siano esse identitarie, spirituali, umane, scientifiche, industriali e tecnologiche – dalle nanotecnologie e biotecnologie alle capacità nucleari e missilistiche – come beni nazionali e le proteggeranno così come proteggono le acque, la terra e lo spazio aereo del Paese", dichiara l'ayatollah Mojtaba Khamenei che ha assunto la guida del Paese dopo il raid aereo del 28 febbraio che ha ucciso suo padre, Ali Khamenei, di 86 anni. Diverse fonti giornalistiche hanno riportato che Mojtaba è rimasto gravemente ferito nell'attacco e non è più apparso in pubblico da quando ha assunto l'incarico.
Il Golfo Persico e la presenza americana
Il leader supremo iraniano aggiunge poi che l'unico posto in cui gli americani dovrebbero trovarsi nel Golfo Persico è "sul fondo delle sue acque", poiché lo Stretto di Hormuz rimane sotto il controllo di Teheran. Nella dichiarazione letta dalla televisione di Stato iraniana, Khamenei aggiunge che "con l'aiuto e la potenza di Dio, il luminoso futuro della regione del Golfo Persico sarà un futuro senza l'America, un futuro al servizio del progresso, del benessere e della prosperità dei suoi popoli".
Destino comune e sicurezza della regione
"Noi e i nostri vicini al di là delle acque del Golfo Persico e del Golfo dell'Oman condividiamo un destino comune – afferma ancora Khamenei – gli stranieri che vengono da migliaia di chilometri di distanza per agire con avidità e malizia non hanno posto in questi luoghi, se non sul fondo delle loro acque".
Nuova gestione dello Stretto di Hormuz
Khamenei aggiunge che Teheran garantirà la sicurezza della regione del Golfo ed eliminerà quelli che definisce "gli abusi del nemico sulle vie navigabili". La nuova gestione dello Stretto di Hormuz porterà calma, progresso e benefici economici a tutte le nazioni del Golfo, conclude.