AGI - "Ho appena parlato col presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, che mi ha spiegato che le fatture per i ricoveri inviate alle famiglie dei feriti italiani al 'Le Constellation' sono state mandate per errore", spiega all'AGI l'ambasciatore italiano in Svizzero Gian Lorenzo Cornado. "Il presidente vallese mi ha chiarito inoltre - aggiunge Cornado - che le famiglie erano state informate qualche tempo fa con una lettera che, qualora avessero ricevuto per errore questa richiesta di pagamento, avrebbero potuto restituirla al mittente attraverso un link.
"Ci voleva più attenzione"
"Quando hanno ricevute le lettere con le fatture, le famiglie sapevano che non dovevano pagare nulla. Probabilmente la questione è stata gestita in Svizzera come un caso ordinario per errore senza tenere conto della straordinarietà della situazione che avrebbe richiesto un'attenzione in più". è il commento all'AGI dell'avvocato Domenico Radice che assiste diverse famiglie. Le tariffe per le spese sanitarie ammontavano fino a 60mila euro per poche ore.
Uno dei papà: "Non abbiamo ricevuto avviso di non pagare"
"Noi non abbiamo ricevuto la lettera in cui ci veniva detto che non avremmo dovuto pagato le spese sanitarie per il ricovero in Svizzera anche se ci fossero state richieste". Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei ragazzi feriti nell'incendio, spiega all'AGI di non essere stato destinatario della missiva che le autorità vallesi hanno sostenuto di avere inviato alle famiglie per avvertirle che non avrebbero dovuto pagare nulla. "In ogni caso nelle fatture di 70mila euro per 15 ore di ricovero in terapia intensiva - aggiunge - avrebbero potuto mettere un'annotazione per spiegare che non avremmo dovuto versare quei soldi. Quando abbiamo visto l'importo siamo rimasti esterrefatti. Oltre che a noi, sono state mandate fatture da 17mila euro ciascuna ad altre 4-5 famiglie".
L'impero di frodi dei Moretti
Secondo gli investigatori, l''impero' economico dei Moretti - i proprietari del locale - in Svizzera si baserebbe quasi esclusivamente su prestiti ottenuti in modo presumibilmente indebito, in un sistema paragonato a uno schema Ponzi. Le varie società avrebbero continuato a indebitarsi ottenendo prestiti per strutture "vuote ma cariche di ipoteche", tra cui lo stesso Constellation, che nel tempo ha acquisito altri bar e ristoranti a Crans-Montana e nella vicina Lens. Il meccanismo avrebbe comportato l'aumento dei debiti ipotecari concessi dalle istituzioni finanziarie, accompagnato dall'esibizione di un successo commerciale ritenuto fittizio, anche attraverso l'esposizione di auto di lusso in leasing intestate alla società.
L'inizio dell'attività e i primi prestiti
Secondo il rapporto, Jacques Moretti, originario della Corsica, ottenne nel 2015 la licenza per gestire un esercizio pubblico a Crans-Montana e ricevette un prestito di 20 mila franchi svizzeri (circa 22.100 euro) per creare la società Le Constellation Sarl. Gli investigatori osservano che la coppia non disponeva neppure del capitale necessario per costituire l'azienda. Attraverso vari prestiti concessi da società, privati, banche e grazie alle garanzie di un servizio regionale di fideiussione, i Moretti avrebbero poi acquisito altri locali, aumentando progressivamente l'indebitamento ipotecario.
I rapporti con Sébastien Bottinelli e Audemars Piguet
Il rapporto cita anche il contratto firmato il primo dicembre 2020 per l'acquisto del ristorante Le Senso a Crans-Montana, proprietà di una società di Sébastien Bottinelli, la cui famiglia figura tra i principali azionisti della maison di orologeria di lusso Audemars Piguet. Secondo gli investigatori, i rapporti con Bottinelli avrebbero consentito a Moretti di ottenere prestiti per complessivi 216.800 franchi svizzeri da lui e da società legate al marchio. Audemars Piguet ha però smentito formalmente di aver concesso prestiti, direttamente o indirettamente, a Moretti.
Trasferimenti di fondi e riciclaggio
Gli investigatori segnalano inoltre trasferimenti di fondi tra le diverse società del gruppo Moretti, operazioni che farebbero pensare all'utilizzo di conti di passaggio, rendendo difficile tracciare i flussi finanziari. Sono stati registrati anche trasferimenti regolari nell'ambito di una relazione privata di Jessica Moretti, senza che gli inquirenti siano stati in grado di escludere che parte dei fondi possa avere origine criminale o essere legata a operazioni di riciclaggio.
Documenti falsi e garanzie
Il rapporto indica anche che Jacques Moretti potrebbe aver utilizzato documenti falsi come garanzie in Svizzera. In particolare, una presunta eredità di una casa a Sari-Solenzara, in Corsica, sarebbe stata presentata come garanzia per l'acquisto di una casa a Lens, mentre in realtà l'immobile era stato acquistato tramite un prestito del Crédit Lyonnais nel 2018 per 625 mila euro.
Incendi sospetti e frodi assicurative
Gli investigatori citano inoltre due incendi sospetti. Il primo è avvenuto poco dopo l'acquisto nel 2023 dell'agriturismo corso "Le Vieux Chalet" a Lens per 1,2 milioni di franchi svizzeri, incendio che ha portato a un indennizzo di 230 mila franchi (circa 255 mila euro) da parte di Zurich Assurance nel 2024. Un secondo incendio nel bar Le Constellation, il 29 febbraio 2024, ha generato 17.580 franchi di risarcimento dalla stessa compagnia. Questi elementi portano gli investigatori a ipotizzare "probabili truffe assicurative". Nel documento, gli inquirenti sottolineano che i principali problemi rilevati, potenzialmente alla base di operazioni di riciclaggio, potrebbero includere gestione infedele, falsificazione di documenti, frodi assicurative e gravi infrazioni fiscali, chiedendo ulteriori indagini approfondite.