AGI - Elon Musk non è più l’unico incontrastato ‘re dello Spazio’. Blue Origin, l'azienda spaziale statunitense del fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha effettuato il terzo lancio del suo grande razzo New Glenn che riutilizza un motore, una pratica di riciclaggio che consente di accelerare il ritmo dei lanci e di ridurne i costi come da anni da Elon Musk con la sua SpaceX.
Alto quasi 100 metri, questo potente razzo è decollato da Cape Canaveral in Florida, con a bordo un satellite di comunicazione della società AST SpaceMobile. La durata della missione è stata di circa 11 minuti, col razzo che è rientrato sulla piattaforma in mare senza incidenti.
La rincorsa di Blue Origin a SpaceX
Questo decollo fa seguito ai primi due voli riusciti di New Glenn effettuati nel 2025 da Blue Origin, che sta cercando di recuperare il ritardo rispetto alla sua grande rivale, la società spaziale SpaceX di Elon Musk, che da anni ricicla i propulsori dei suoi razzi e domina il settore.
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Il recupero del propulsore nell'Atlantico
A novembre, l'azienda di Jeff Bezos era riuscita, al secondo tentativo, a recuperare il propulsore del suo razzo New Glenn dopo il decollo, facendolo atterrare in modo controllato su una chiatta posizionata nell'Atlantico. Un atterraggio del genere, estremamente complesso per un veicolo di queste dimensioni, ha rappresentato un importante passo avanti per l'azienda. Negli ultimi anni Blue Origin riutilizzava già i suoi razzi New Shepard, ma questi erano molto più piccoli e destinati a brevi voli spaziali turistici.
Il riutilizzo dei motori del New Glenn
Lo stesso propulsore utilizzato a novembre su New Glenn è stato nel frattempo rimesso in funzione: per questo primo riutilizzo, l'azienda ha deciso di sostituire tutti i motori e di apportare alcune altre modifiche prima di farlo volare nuovamente domenica.
La dinamica del lancio e l'atterraggio
Dopo il decollo, i due stadi del razzo si sono separati in quota. Lo stadio superiore ha proseguito la sua corsa con a bordo il satellite, mentre il propulsore è ridisceso per atterrare su una chiatta.
Le ambizioni di Jeff Bezos e il programma Artemis
Le prestazioni del razzo e il successo di questo nuovo tentativo di recupero sono state oggetto di particolare attenzione, poiché questo grande razzo è al centro delle ambizioni spaziali di Jeff Bezos. In particolare, egli ambisce a competere con Elon Musk nell'ambito del programma lunare Artemis della Nasa, dato che le loro aziende stanno sviluppando ciascuna dei moduli di atterraggio lunare per l'agenzia spaziale americana.
La corsa alla Luna tra Usa e Cina
Mentre gli Stati Uniti stanno attualmente lavorando a pieno ritmo per riportare gli astronauti sulla superficie della Luna nel 2028, prima della fine del mandato di Donald Trump e della scadenza fissata dai loro grandi rivali cinesi, le prestazioni dei due rivali sono quindi osservate da vicino.