AGI - Un vecchio baule di legno era rimasto in famiglia per un secolo, passando di generazione in generazione dalla soffitta al fienile e poi al garage. Nessuno sapeva che custodisse un piccolo tesoro del cinema francese. A scoprirlo è stato Bill McFarland, insegnante in pensione e pronipote di un proiezionista della Pennsylvania rurale, che si è imbattuto in alcune vecchie pellicole giudicate "troppo preziose per essere buttate". Il settantenne, però, non sapeva cosa fossero né come poterle vedere. In un primo momento ha provato a venderle a un antiquario, che però ha rinunciato dopo aver scoperto che le bobine in nitrato erano altamente infiammabili e potenzialmente esplosive.
La scorsa estate McFarland si è allora recato dalla sua casa in Michigan al National Audio-Visual Conservation Center della Library of Congress, a Culpeper, in Virginia. Tra le dieci bobine consegnate agli archivisti ce n'era una particolarmente preziosa: un film perduto di Georges Méliès, pioniere del cinema francese, della durata di 45 secondi e datato 1897, intitolato "Gugusse et l'automate". Il film fu realizzato appena due anni dopo la prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière a Parigi, alla quale assistette anche Méliès, illusionista destinato a diventare celebre per i suoi esperimenti pionieristici con gli effetti speciali.
La carriera di Méliès
Cinque anni più tardi avrebbe firmato "Viaggio nella Luna", considerato uno dei primi film di fantascienza della storia. L'ultimo suo lavoro uscì nel 1913. Poi, caduto nell'oblio, finì a vendere giocattoli in un negozio della Gare Montparnasse, mentre il baricentro del cinema si spostava progressivamente dall'Europa agli Stati Uniti.
Un film perduto e la pirateria
La pellicola ritrovata da McFarland sarebbe con ogni probabilità una copia di terza generazione dell'originale. I film di Méliès furono spesso oggetto di contraffazione, tanto che il regista francese viene considerato anche uno dei primi cineasti ad avere a che fare con la pirateria. Secondo alcune ricostruzioni, lo stesso Méliès avrebbe distrutto circa un centinaio di negativi, la cui pellicola fusa sarebbe poi stata riutilizzata per fabbricare stivali destinati ai soldati francesi durante la Prima guerra mondiale. Sebbene "Gugusse et l'automate" figurasse nel catalogo dell'illusionista, il film non era mai stato visto fino a quando McFarland non ha consegnato le bobine agli archivisti della Library of Congress, lo scorso settembre.
La trama di Gugusse et l'automate
Nella breve sequenza, Méliès interpreta un mago che aziona la manovella di un automa: la figura cresce progressivamente, fino a colpirlo in testa con un bastone. Il mago reagisce prendendolo a martellate, l'automa si rimpicciolisce e infine scompare del tutto grazie a un trucco di montaggio. "Le inquadrature sono di una precisione straordinaria per un film così antico, e le gag restano senza tempo", ha osservato Jason Evans Groth, curatore delle immagini in movimento della Library of Congress.
Il bisnonno proiezionista
La scoperta riporta alla luce anche la storia del bisnonno di McFarland, William DeLyle Frisbee, nato nel 1860 in Pennsylvania. Nel tempo libero lasciava i campi di patate e gli alveari per attraversare la campagna in calesse con un fonografo Edison, una lanterna magica e, più tardi, un proiettore con alcune pellicole. I suoi spostamenti sono documentati in vecchi taccuini di viaggio.
Aneddoti di viaggio
In uno di questi si legge: "Spettacolo a Garland, incasso di cinque dollari, pubblico difficile", annotazione riferita a una piccola località della Pennsylvania. "Forse era sabato sera e avevano bevuto troppo", ha ipotizzato McFarland. "Oppure erano semplicemente troppo rumorosi o eccitati dalle immagini". A distanza di un secolo, la stessa emozione l'hanno provata gli archivisti della Library of Congress davanti a quelle bobine.
Il restauro e la conservazione
Le pellicole sono state sistemate in una cella frigorifera progettata per prevenire incendi da nitrato, dove vengono conservati anche decine di migliaia di film dell'età d'oro di Hollywood. Gli specialisti hanno impiegato una settimana per restaurare e digitalizzare la bobina. Con il tempo la pellicola si era ristretta e lacerata, ma nel complesso si era conservata sorprendentemente bene, nonostante gli anni trascorsi in una soffitta o in un fienile esposto al sole. "Gugusse et l'automate" è così rientrato nella storia del cinema ed è ora consultabile sul sito della Library of Congress.