AGI - Le 400 isole dell'Iran potrebbero essere chiave nell'offensiva americana per riaprire il vitale Stretto di Hormuz. Sebbene la maggior parte sia piccola e disabitata, alcune rivestono un'importanza strategica fondamentale. Le più rilevanti si trovano nel Golfo, di fronte ai vicini della penisola arabica, proprio nello Stretto che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e quindi all'Oceano Indiano. Per questo è cruciale per il commercio globale: attraverso le sue acque transita circa un quinto del petrolio mondiale e del gas liquido (Lng).
L'Iran sta facendo delle isole un perno delle strategie di guerra: se gli Usa dovessero prenderne il controllo infliggerebbero un duro colpo al settore energetico iraniano.
Kharg, l'isola proibita
Sotto i riflettori da settimane, l'isola di Kharg rappresenta il cuore pulsante dell'infrastruttura petrolifera iraniana. Il presidente americano Donald Trump dice di aver colpito 90 obiettivi sull'isola e ha più volte minacciato di prenderne il controllo. Situata nel nord del Golfo, a circa 30 chilometri dalla terraferma, da qui passa il 90% delle esportazioni di greggio del Paese. Il petrolio proveniente dai giacimenti iraniani viene stoccato e caricato su petroliere dirette ai mercati internazionali.
Kharg ha capacità di stoccaggio fino a 30 milioni di barili e, secondo fonti recenti, ne conteneva circa 18 milioni il mese scorso. Una vasta rete di oleodotti collega i principali giacimenti ai terminal dell'isola.
Spesso definita "l'isola proibita", l'accesso è rigidamente controllato dai Guardiani della Rivoluzione: solo chi dispone di autorizzazioni ufficiali può entrarvi. La maggior parte degli 8.000 abitanti è impiegata nel settore petrolifero.
L'isola ospita anche importanti siti archeologici, tra cui le rovine di un monastero cristiano, tombe dell'epoca sassanide e iscrizioni achemenidi risalenti a oltre 2.300 anni fa. Durante la guerra Iran-Iraq degli anni '80, Kharg fu frequentemente bombardata dall'aviazione irachena.
Larak, il casello per le navi in transito
L'isola di Larak è un altro snodo cruciale per il controllo dello Stretto di Hormuz ed è già nel mirino degli americani, che prendendone il controllo assesterebbero all'Iran un durissimo colpo. Situata a est di Qeshm e a sud di Hormuz, è stata fortificata con bunker e mezzi d'attacco che consentono a Teheran di monitorare il traffico marittimo e minacciare le navi commerciali.
Negli ultimi giorni, Larak è stata utilizzata come una sorta di "casello" nello stretto. Le navi, anziché transitare nella parte più ampia tra Larak e la penisola omanita, tendono a passare più a nord, vicino alla costa iraniana. Ciò è dovuto alla creazione di un "corridoio sicuro" dell'Iran, attraverso il quale vengono verificati i transiti.
Secondo Lloyd's List, almeno una nave avrebbe pagato 2 milioni di dollari per attraversarlo, anche se non è chiaro se il pedaggio sia generalizzato.
Qeshm, l'isola dei missili
Con una superficie di oltre 1.400 chilometri quadrati, Qeshm è la più grande isola del Golfo. Fa parte della provincia di Hormozgan e si trova nello Stretto di Hormuz, vicino alla città portuale di Bandar Abbas. Ospita circa 150.000 abitanti, in maggioranza sunniti e non sciiti, come il regime di Teheran. L'isola è anche un nodo centrale per le capacità navali iraniane di guerra asimmetrica. Si ritiene che i Guardiani della Rivoluzione vi abbiano costruito una "città missilistica" sotterranea, dotata di sottomarini, motoscafi d'attacco e batterie costiere.
Il 7 marzo, l'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver colpito un impianto di desalinizzazione sull'isola, accusa respinta sia da Washington che da Israele. Nel corso della storia, Qeshm ha avuto una rilevanza strategica per diverse potenze, tra cui portoghesi e britannici, che vi stabilirono basi militari. Oggi, grazie ai suoi siti storici e alla biodiversità, è una meta turistica di primo piano ed è inserita nella lista propositiva dell'Unesco per il patrimonio mondiale. Dopo la Rivoluzione islamica, è stata trasformata in zona franca industriale con un regime fiscale e normativo speciale.
Hengam, l'isola delle pescatrici con il velo
L'isola di Hengam si trova a soli due chilometri da Qeshm. Con una superficie di 36 chilometri quadrati ospita alcune centinaia di famiglie distribuite in tre villaggi. In passato fu utilizzata come base militare da portoghesi e britannici. È nota per la sua comunità di pescatrici velate, principali fonti di reddito per le loro famiglie. Una realtà unica nel contesto iraniano e, probabilmente, nell'intera regione del Golfo che ha ispirato documentari e ricerche.
Abu Musa, l'isola contesa
Abu Musa è la più grande delle tre isole amministrate dall'Iran ma rivendicate dagli Emirati Arabi Uniti. Ha una superficie di appena cinque chilometri quadrati e circa 2.000 abitanti. La disputa sulla sovranità risale all'inizio del XX secolo. Sotto il protettorato britannico, l'emirato di Sharjah amministrava l'isola, ma l'Iran ne contestava il controllo. Nel 1971, alla vigilia dell'indipendenza degli Emirati, fu raggiunto un accordo per una gestione congiunta, ma alla fine dello stesso anno l'Iran ne assunse il controllo. Da allora, gli Emirati hanno cercato una soluzione diplomatica, portando la questione anche al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Oggi Abu Musa rappresenta una prima linea difensiva iraniana nello Stretto di Hormuz. Secondo indiscrezioni, il Pentagono starebbe valutando un'eventuale operazione militare sull'isola.
Tunb maggiore e minore, le altre isole della discordia
Le isole Tunb maggiore e minore, anch'esse contese con gli Emirati (in particolare con Ras al-Khaimah), si trovano vicino allo Stretto di Hormuz. Nel novembre 1971, truppe iraniane sbarcarono sulla Tunb maggiore, dando luogo a uno scontro a fuoco con la polizia locale che causò vittime da entrambe le parti. La Tunb maggiore misura quattro chilometri quadrati, mentre la minore meno di uno. Secondo la Cia, quest'ultima sarebbe infestata da serpenti velenosi. Si ritiene che l'Iran abbia dispiegato su entrambe sistemi missilistici, droni e capacità di posa di mine.
Kish, il paradiso dei turisti
Kish è l'isola iraniana più visitata, con milioni di turisti ogni anno. Famosa per le sue spiagge, gli hotel e i centri commerciali, è una delle principali zone franche del Paese. È inoltre l'unico territorio iraniano accessibile senza visto per gli stranieri. L'isola è salita alla ribalta nel marzo 2007 per la scomparsa di Robert Levinson, ex agente dell'Fbi, un caso tuttora irrisolto. Nel luglio 2019, la cantante britannica Joss Stone fu respinta all'ingresso per presunte irregolarità nei documenti, anche se lei sostenne che le autorità temessero una violazione del divieto di concerti solisti femminili. All'inizio del conflitto, immagini diffuse mostravano colonne di fumo sull'isola in seguito a un attacco attribuito a forze statunitensi e israeliane.
Hormuz, il gioiello geologico
Famosa per le sue straordinarie caratteristiche geologiche, Hormuz deve il suo nome all'omonimo regno, una potenza marittima che tra l'XI e il XVII secolo controllava parti degli attuali Iran, Oman e Bahrein. L'isola fu capitale del regno e importante centro commerciale tra il Golfo e l'Oceano Indiano, prima di essere conquistata dai portoghesi e successivamente passare sotto controllo persiano e britannico. Soprannominata "l'isola arcobaleno", è caratterizzata da formazioni naturali dai colori vivaci: corsi d'acqua color ocra, spiagge rosse e montagne rosa, dorate e gialle.