La Corrida Picassiana di Malaga, uno degli appuntamenti più simbolici della Semana Santa andalusa, va in scena oggi in un clima di lutto: il tradizionale omaggio a Pablo Picasso, che ogni Sabato Santo lega nella città andalusa arte e tauromachia, è segnato dalla morte di Ricardo Ortiz, ex matador e addetto ai corrales della plaza de toros de La Malagueta, travolto ieri da uno dei tori destinati al cartel della serata. La corrida resta confermata con Saul Jimenez Fortes, Juan Ortega e Pablo Aguado, in un'arena che quest'anno celebra anche i 150 anni del 'coso malagueño'.
Più che un normale festejo, la Picassiana è considerata a Malaga una sorta di rito cittadino: la plaza si veste di richiami all'universo del pittore, con scenografie e costumi ispirati alla sua opera, in un intreccio tra celebrazione culturale e tradizione che ne ha fatto uno degli appuntamenti più riconoscibili della Pasqua spagnola.
La tragica morte di Ricardo Ortiz
Ortiz, 51 anni, è stato incornato nei corrales di La Malagueta mentre lavorava alle operazioni di gestione dell'encierro in vista della corrida. La Policía Nacional indaga sull'accaduto considerandolo come un incidente sul lavoro. Lances de Futuro, impresa organizzatrice della manifestazione, ha parlato di "profondo dolore" e ha espresso cordoglio alla famiglia, agli amici e alla comunità taurina malagueña.
Il valore simbolico di Ortiz
La figura di Ortiz aveva un forte valore simbolico all'interno dell'ambiente locale. Nato a Malaga in una famiglia di lunga tradizione taurina, figlio del matador e banderillero Manolo Ortiz, aveva calcato a sua volta le arene tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta. Ritiratosi dalle plazas ormai da anni, era rimasto legato al mondo delle corride lavorando proprio nella Malagueta.
Il dibattito sulla tauromachia in Spagna
L'episodio riporta anche l'attenzione sul peso che le corride continuano ad avere in Spagna, soprattutto in coincidenza con le grandi festività religiose e popolari, pur in un quadro di progressivo ridimensionamento. Le statistiche del ministero della Cultura mostrano che nel 2024 gli spettacoli di tauromachia censiti sono stati comunque numerosi e che le sole corridas de toros sono state 376, segno di una tradizione ancora radicata anche se da anni al centro di forti contestazioni sociali e politiche. Per i sostenitori resta una forma d'arte e di identità culturale, ma per chi la critica si tratta di un rito anacronistico e crudele.