Entrato in servizio alla fine degli anni '80, è una versione biposto dell'F-15, con pilota e ufficiale sistemi d'arma incaricato della gestione di sensori e armamento. Il velivolo è equipaggiato con due motori turbofan Pratt & Whitney F100 e può superare Mach 2.5, con un raggio d'azione di circa 3.800 chilometri e una quota operativa di oltre 18 mila metri. Grazie ai serbatoi conformi lungo la fusoliera, può aumentare l'autonomia senza compromettere significativamente le prestazioni.
Sistemi di bordo e navigazione
Tra i principali sistemi di bordo figurano il radar APG-70 per l'individuazione di obiettivi a lungo raggio e il sistema Lantirn, che consente navigazione e attacco a bassa quota anche in condizioni di scarsa visibilità. Il velivolo dispone inoltre di sistemi GPS e inerziali integrati con mappe digitali e sensori infrarossi e laser per l'impiego di armamento di precisione.
Capacità di combattimento e armamento
L'F-15E è in grado di ingaggiare simultaneamente bersagli aerei e terrestri, mantenendo capacità di autodifesa durante le missioni di attacco. Può trasportare un'ampia gamma di armamenti, tra cui missili aria-aria AIM-9 e AIM-120, bombe guidate e un cannone interno da 20 mm.
Ruolo strategico e perdite recenti
Progettato per colpire obiettivi strategici in profondità senza necessità di scorta, lo Strike Eagle rimane uno dei principali assetti da attacco degli Stati Uniti, grazie alla combinazione di autonomia, capacità multiruolo e precisione operativa. Quello abbattuto in Iran è il quarto F-15 perso dall'inizio della guerra: all'inizio di marzo tre velivoli erano stati colpiti per errore dalla contraerea kuwaitiana. In quel caso tutti e sei i membri degli equipaggi riuscirono a eiettarsi e a essere recuperati in sicurezza.