Kataib Hezbollah, la milizia irachena nelle mani di Teheran

Giuseppe Didonna
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La minaccia di Kataib Hezbollah e l'indagine

Il segretario generale di Kataib Hezbollah, Abu Husayn al-Hamidawi, ha ribadito la minaccia contro gli Stati Uniti in una dichiarazione intitolata "Rendiamo la guerra totale contro le forze combinate dell'arroganza", utilizzando un'espressione dispregiativa comunemente riferita all'America e ai suoi alleati. Una dichiarazione che, con il rapimento della Kittleson, ha dimostrato di non escludere la messa a repentaglio della sicurezza dei giornalisti. Il primo ministro Mohammed al-Sudani ha ordinato un'indagine sugli attacchi e sul rapimento di Kittleson. Al momento Baghdad non sembra in grado di limitare l'azione di Kataib Hezbollah o l'arresto e il perseguimento dei responsabili, inclusi i leader.

Origini e ideologia del gruppo Kataib

Fondata nel 2007 nel pieno dell'occupazione statunitense dell'Iraq, l'organizzazione nasce all'interno dei cosiddetti "special groups" sciiti sostenuti dall'Iran in Iraq e Siria. In Iraq l'obiettivo iniziale era controbilanciare le forze americane presenti nel Paese; in Siria dare sostegno al regime di Bashar al Assad (crollato a fine 2024). Fin dalle origini, il gruppo si distingue per la stretta vicinanza alla Repubblica islamica e per il riferimento ideologico alla dottrina della velayat-e faqih, in vigore in Iran e che riconosce l'autorità religiosa e politica della guida suprema iraniana.

Consolidamento e autonomia operativa di Kataib

Kataib Hezbollah ha consolidato il proprio ruolo militare e politico in Iraq fino a entrare formalmente nel 2014 nelle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), la coalizione di milizie sciite creata per contrastare l'avanzata dello Stato Islamico. Una circostanza che ha permesso a Kataib Hezbollah di esercitare un'influenza significativa anche all'interno dell'Iraq attraverso la presenza nelle Pmf e i legami con settori dell'apparato statale, inclusi sicurezza e intelligence. Secondo diverse analisi, parte delle sue strutture beneficia indirettamente di risorse pubbliche, alimentando il dibattito sulla sovrapposizione tra Stato e milizie. Nonostante l'integrazione nelle strutture di sicurezza irachene, il gruppo mantiene una significativa autonomia operativa. Gli sviluppi delle ultime settimane hanno confermato che la catena di comando è fortemente legata a Teheran, con rapporti diretti con la Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione. Proprio dai pasdaran si ritiene che Kataib Hezbollah abbia ricevuto armi (compresi ordigni, razzi e droni), addestramento e supporto strategico. Questo legame la rende uno dei principali vettori della proiezione di potenza iraniana in Iraq e, più in generale, nel Medio Oriente.

La leadership e la dualità del gruppo

La leadership del gruppo è stata a lungo incarnata da Abu Mahdi al-Muhandis, figura chiave uccisa nel 2020 in un raid statunitense a Baghdad. Oggi la guida è attribuita ad Abu Hussein al-Hamidawi. Un cambio di nome che non ha scalfito la continuità del legame con il regime di Teheran. In questo scenario, Kataib Hezbollah continua a incarnare una realtà complessa e ambivalente: da un lato forza integrata nel sistema di sicurezza iracheno, dall'altro attore armato con una propria agenda e un saldo ancoraggio strategico a Teheran. Una dualità che riflette, e al tempo stesso alimenta, le fragilità strutturali dell'Iraq contemporaneo.
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