AGI - Il soprannome "Piccola Sparta" per gli Emirati Arabi Uniti fu coniato nel 2014 dall'ex segretario alla Difesa USA James Mattis per sottolineare la loro elevata capacità militare e la propensione all'intervento, nonostante le dimensioni ridotte, ed evidenzia la trasformazione del Paese in una potenza militare regionale attiva.
Sotto la guida di Abu Dhabi, gli Emirati hanno sviluppato forze armate d'élite, intervenendo attivamente in Yemen e Libia, combinando riforme militari e ambizioni geopolitiche per contrastare l'influenza iraniana e il fondamentalismo.
Il ruolo di Mohammed bin Zayed e la politica estera
Quando l'attuale presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan era ancora 'principe ereditario', gli Emirati hanno riformato l'esercito, rendendolo tra i più addestrati ed equipaggiati della regione. L'intervento nella guerra in Yemen (iniziato nel 2015) ha segnato una svolta, dimostrando la volontà di imporsi come attore strategico nel Golfo Persico e nel Medio Oriente. La politica estera aggressiva mira a contrastare l'Iran, combattere il fondamentalismo jihadista (come la Fratellanza Musulmana) e proteggere la sicurezza nazionale, anche attraverso l'imposizione di un controllo sullo Stretto di Hormuz.
L'ascesa al potere di Mohammed bin Zayed
MBZ ricopre la carica di Comandante Supremo delle Forze Armate degli Emirati. Nel 2004 era stato nominato Principe Ereditario, per cui la sua tempestiva nomina di Presidente il giorno successivo alla morte del padre è stata prevedibile, in una manifestazione di unità e continuità politica nel Paese. Mohammed bin Zayed Al Nahyan in realtà regnava de facto dal 2014, anno in cui il padre era stato colpito da un ictus, tanto che già nel 2019 il New York Times l'aveva insignito del titolo di leader più potente del mondo arabo.
L'espansione dell'influenza degli Emirati
Negli ultimi anni gli Emirati hanno dispiegato mezzi di vario genere - diplomatici, militari, economici - per espandere la propria influenza. Sono impegnati con la coalizione con l'Arabia Saudita nella guerra contro gli Houthi in Yemen, sono impregnati con la diplomazia e gli investimenti finanziari nel Corno d'Africa. Aderiscono agli Accordi di Abramo in un'alleanza strategica con Israele.