AGI - Israele ha attaccato due impianti nucleari in Iran, il complesso ad acqua pesante di Khondab, nel nord-ovest del paese, e l'impianto di produzione di yellowcake ad Ardakan, nella provincia di Yazd. Lo hanno riferito gli stessi media iraniani, precisando che non è stato rilasciato alcun materiale radioattivo.
Teheran ha risposto con nuovi raid su Israele. Un sessantenne è morto e altri due uomini sono rimasti feriti nel centro del Paese per un missile balistico che trasportava testate a grappolo, ha reso noto il Times of Israel. Nella zona di Beersheba, più a sud, un 27enne e una giovane donna sono stati feriti dai frammenti di un drone intercettato dalla contraerea israeliana.
La Cbs rivela che la portaerei Uss George H.W. Bush sarà dispiegata nell'area di responsabilità del Comando centrale (Centcom) e potrebbe potenzialmente unirsi alle operazioni in Iran. La portaerei è la nave ammiraglia del Bush Carrier Strike Group che ha completato l'addestramento ed è dunque pronta a contribuire alle operazioni di combattimento. Schierata l'ultima volta nel 2022, o dall'agosto del 2023 di stanza al porto di Norfolk nell'agosto 2023, la Bush dovrebbe seguire la stessa sorte della Gerald R. Ford e della Abraham Lincoln inviate in Medio Oriente dalle prime settimane dell'operazione in Iran. La Ford però ha subito un grave incendio a bordo e da qualche giorno è a Creta in riparazione.
11.35 Pezeshkian al premier pakistano: "Per trattare serve fiducia"
Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha sentito al telefono il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, e ha sottolineato la necessità di un clima di fiducia per facilitare i colloqui sul conflitto in Medio Oriente. Lo ha riferito l'ufficio del primo ministro citato da diversi media. Lo stesso Sharif ha riferito del colloquio su X. "Ho ribadito la ferma condanna del Pakistan per i continui attacchi israeliani contro l'Iran, compresi i recenti raid contro infrastrutture civili, e ho espresso la solidarietà del Pakistan al coraggioso popolo iraniano", ha spiegato.
"Ho espresso, ancora una volta, le mie condoglianze per la tragica perdita di vite umane e ho pregato per la pronta guarigione dei feriti e degli sfollati. Lo ha inoltre ringraziato per aver apprezzato i sinceri sforzi del Pakistan volti a promuovere la pace e a facilitare il dialogo nella regione. L'ho informato delle attività diplomatiche in corso da parte del Pakistan, che coinvolgono gli Stati Uniti e i paesi fratelli del Golfo e islamici, al fine di facilitare il dialogo e la de-escalation", ha aggiunto.
10.56 Pasdaran: "Colpiti i nascondigli di 500 americani a Dubai, molti morti"
L'Iran ha annunciato di avere colpito due obbiettivi a Dubai in cui si trovavano 500 americani e che vi sono numerose vittime. "Nelle ultime ore, due dei loro nascondigli sono stati presi di mira; nel primo si nascondevano a Dubai più di 400 persone, nel secondo oltre 100", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riportano i media iraniani. "Entrambe le postazioni sono state identificate e colpite da missili di precisione e droni delle intrepide forze aeree, spaziali e navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, e sono state inflitte perdite molto pesanti", ha aggiunto. "Per ore, le ambulanze sono state impegnate a trasportare i comandanti e i soldati americani morti e feriti", ha proseguito. "Trump e i comandi militari statunitensi devono aver capito ormai che la regione diventerà un cimitero per i loro soldati e non avranno altra scelta che sottomettersi alla volontà divina del popolo eroico e dei coraggiosi combattenti dell'Islam", ha ammonito.
10:49 Pezeshkian ai vicini, se volete sicurezza non aiutate gli Usa
L'Iran è tornato ad avvertire i paesi del Golfo che per evitare attacchi non devono collaborare con Stati Uniti e Israele. "Abbiamo ripetuto più volte che l'Iran non fa attacchi preventivi, ma reagiremo con forza se le nostre infrastrutture o i nostri centri economici saranno presi di mira", ha scritto il presidente Massoud Pezeshkian su X. "Ai paesi della regione: se desiderate sviluppo e sicurezza, non permettete ai nostri nemici di condurre la guerra dai vostri territori", ha ammonito.
10.39 La portaerei Usa Ford in Croazia per manutenzione
La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo, è giunta nella città croata di Spalato per "una manutenzione programmata". Lo ha riferito l'ambasciata Usa. La nave proveniva dalla base navale a Creta cui era rientrata dal teatro mediorientale. A quanto riferito dal Pentagono, un incendio è divampato accidentalmente nella lavanderia dell'imbarcazione il 12 marzo e due marinai sono rimasti feriti. Secondo l'Iran, a provocare le fiamme è stato invece un suo massiccio attacco e oggi la stampa di Teheran ha dato grande risalto a intervento pubblico in cui, sostiene, il presidente americano Donald Trump lo confermerebbe.
10.28 Pasdaran, due aerei cisterna Usa distrutti e tre danneggiati
Sono cinque gli aerei americani colpiti nell'attacco iraniano alla base Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo riferiscono i Pasdaran sui loro canali social.
"A seguito dell'operazione riuscita di ieri notte, un altro aereo cisterna alla base di Al-Kharj, dove sono di stanza le forze statunitensi, è stato colpito da un attacco missilistico sferrato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ed è stato completamente distrutto", si legge. "Di conseguenza, dalla notte scorsa, dei cinque aerei cisterna americani, due sono stati completamente distrutti e altri tre hanno subito gravi danni e sono stati messi fuori servizio", si assicura.
10.25 Media, alta colonna di fumo visibile ad Abu Dhabi
Un'alta colonna di fumo si è levata nella zona industriale di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Lo riferiscono media iraniani.
10.15 Pasdaran, colpita una nave in appoggio degli Usa in Oman
L'Iran ha riferito di avere colpito una nave americana al largo di Slalalh, in Oman. Nelle prime ore del mattino del 28 marzo, una nave di appoggio appartenente all'esercito americano invasore è stata presa di mira dalle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran a notevole distanza dal porto di Salalah, in Oman", ha detto Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riporta l'agenzia Mehr.
Qualche ora fa era circolata la notizia di esplosioni a Salalah.
10.10 Le forze israeliane attaccano l'impianto nucleare di Arak
Le forze israeliane hanno attaccato l'impianto nucleare di Arak, a sudovest di Teheran. Lo ha riferito l'Idf. "Con oltre 50 velivoli" sono state compiute tre ondate di attacchi in tre aree dell'Iran, e "sono stati presi di mira stabilimenti del programma nucleare e siti di produzione di armi", si legge in una nota ufficiale. Tra gli obbiettivi, "l'impianto di acqua pesante di Arak, un'infrastruttura chiave per la produzione di plutonio utilizzato nelle armi nucleari, nonché con una fabbrica unica del suo genere in Iran per la produzione di esplosivi necessari nel processo di arricchimento dell'uranio, situata a Yazd", si spiega.
10.00 Gli Houthi minacciano la chiusura dello Stretto di al-Mandab
La chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è "tra le opzioni" delle azioni che gli Houthi intendono attuare a sostegno dell'Iran. A lanciare l'avvertimento è stato Mohammed Mansour, un alto funzionario del ministero della propaganda Houthi. In un'intervista al canale Al-Araby del Qatar, il leader ha dichiarato che "ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell'asse della resistenza riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell'Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire". Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i paesi africani di Gibuti ed Eritrea; consente alle navi mercantili provenienti dall'Asia e dall'Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da li' anche l'America.
9.45 Teheran, Trump ha ammesso l'attacco alla Ford
La stampa iraniana ha dato grande risalto a un passaggio del discorso fatto ieri da Donald Trump a Miami in cui sembra parlare della portaerei Gerald Ford. "Abbiamo capito che c'era una problema quando abbiamo notato che all'1:00 del mattino ogni 32 secondi un caccia molto veloce decollava da una portaerei, la più grande del mondo", ha detto riferendo il racconto dei militari stessi, "ci hanno colpito, venivano da 17 direzioni diverse. Siamo scappati per salvarci la vita. Era finita". Il Pentagono aveva comunicato il 12 marzo che un incendio era divampato sulla Gerald Ford per il malfunzionamento di un'asciugatrice nella lavanderia della nave e in seguito che ci erano volute 30 ore per domarlo. Fin dal primo momento, Teheran aveva sostenuto che si era invece trattato di un suo attacco.
9.28 Quindici soldati Usa feriti in Arabia, 5 sono gravi
Sono almeno 15 i soldati americani rimasti feriti nell'attacco iraniano alla base Prince Sultan, in Arabia Saudita. Lo riporta l'Associated Press. Cinque militari sono in gravi condizioni.Teheran avrebbe lanciato sei missili balistici e 29 droni per colpire la base. Oggi è arrivata anche la notizia della morte del sergente Benjamin N. Pennington, 26 anni, ferito il primo marzo.
9.15 Media, l'aeroporto di Kuwait City danneggiato da un drone
Il sistema radar dell'aeroporto di Kuwait City è rimasto danneggiato da un drone iraniano. Lo riferisce il Tehran Times.
9.12 Il Pakistan convoca una riunione con Egitto-Turchia-Arabia
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha annunciato la convocazione di una riunione con i colleghi di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto a Islamabad per discutere della guerra in Iran. Lo ha annunciato lo stesso ministro su X. Scopo dell'incontro, si legge in una nota, affrontare tra l'altro il tema "degli sforzi per una de-escalation delle tensioni".Il Pakistan sta mediando da giorni tra Stati Uniti e Iran.
9.08 Forte esplosione vicino all'aeroporto di Erbil
Una forte esplosione è stata udita vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, capitale del Kurdistan autonomo, nel nord dell'Iraq. Una nube di fumo era visibile nel cielo vicino all'aeroporto, secondo un testimone.
9.06 Pasdaran, colpiti 4 aerei Usa in base Prince Sultan
Nell'attacco alla base americana Price Sultan in Arabia Saudita, l'Iran ha colpito quattro aerei militari. Lo ha riferito Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riporta la Fars. "In seguito delle operazioni missilistiche e con droni condotte dalle Guardie Rivoluzionarie contro la postazione delle forze americane nella base di Al-Kharj, un aereo cisterna è stato completamente distrutto e altri tre sono stati messi fuori servizio a causa dei danni subiti", ha riferito.
8.52 Usa e Iran annunciano un coordinamento contro gli attacchi
Gli Stati Uniti e l'Iraq hanno annunciato la creazione di un "alto comitato congiunto" per rafforzare la collaborazione in campo militare e "prevenire attacchi" di gruppi iracheni filo-iraniani. Lo hanno reso noto l'ambasciata americana a Baghdad e le forze irachene.
Come parte della "partnership strategica" tra Iraq e Stati Uniti, la creazione di questo comitato di "coordinamento" renderà possibile "rafforzare la cooperazione per prevenire attacchi" contro "le forze di sicurezza irachene, le installazioni strategiche irachene, così come contro il personale americano, le missioni diplomatiche e la coalizione internazionale", si legge nei comunicati ufficiali.
8.34 Houthi, in guerra fino a quando durerà l'aggressione
Dopo il lancio di primi razzi questa notte su Israele, gli Houthi dello Yemen hanno avvertito che saranno in guerra al fianco di Iran ed Hezbollah fino a quanto "l'aggressione" di Stati Uniti e Israele non si fermerà. "Gli attacchi "continueranno fino a quando gli obiettivi dichiarati non saranno raggiunti", con un "sostegno diretto alla Repubblica islamica dell'Iran e ai fronti di resistenza in Libano Iraq e Palestina, finché l'aggressione non si fermerà su tutti i fronti di resistenza", ha spiegato un portavoce militare a quanto riporta Al Masirah.
8.10 Teheran, i mercati non credono più alle bugie Usa
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha accusato gli Stati Uniti di diffondere bugie sull'andamento della guerra in Iran per condizionare i mercati. "Hanno diffuso cosi' tante notizie false nel tentativo di far scendere i prezzi dell'energia che ormai il mercato è insensibile", ha scritto su X. "Continuate così, tanto nessuno ci crede più. I prezzi reali verranno comunque alla luce. Potente? Forse. Ma intelligente? Neanche lontanamente. Ha bruciato la carta delle fake news troppo presto", ha aggiunto.
7.11 Dodici soldati Usa feriti nella base Prince Sultan
Dodici i militari americani sono rimasti feriti in un attacco iraniano contro la base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita. Lo riporta al Wall Street Journal correggendo il precedente bilancio di 10 feriti. Due dei soldati loro hanno riportato ferite gravi, mentre 10 sono contusi, ha spiegato una fonte al Wsj.
7.06 Araghchi-Lavrov: "La soluzione tenga conto dell'interesse di tutti"
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha sentito al telefono il suo omologo iraniano Abbas Araghchi per discutere "della grave crisi politico-militare in Medio Oriente innescata dall'aggressione non provocata di Stati uniti e Israele". Lo riferisce il ministero degli Esteri russo. Lavrov e Araghchi "si sono scambiati opinioni sulle prospettive di guidare il conflitto verso una soluzione politica e diplomatica basata sul diritto internazionale e tenendo conto degli interessi legittimi di tutti i paesi della regione, tra cui l'Iran e i suoi vicini nel Consiglio di cooperazione del Golfo", si legge ancora nella nota.
Lavrov ha anche informato il suo omologo iraniano sulla consegna di un nuovo lotto di aiuti umanitari russi alla Repubblica islamica.
6.01 La Thailandia annuncia un accordo per il transito a Hormuz
La Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l'Iran per garantire un passaggio sicuro alle sue petroliere nello Stretto di Hormuz. Il premier Anutin Charnvirakul ha spiegato in una conferenza stampa che questa intesa alleviera' le preoccupazioni per le forniture di greggio al Paese del Sud-est asiatico. Già lunedì una petroliera thailandese aveva attraversato indenne lo Stretto dopo colloqui tra il ministro degli Esteri Sihasak Phuangketkeow e l'ambasciatore iraniano. All'inizio della guerra una nave thailandese era stata colpita nei pressi dello Stretto.